Piede torto congenito

Malformazione del piede che può essere curata con successo con il metodo Ponseti che permette la progressiva correzione del difetto con manipolazioni e applicazioni di gessi  

Il piede torto congenito (PTC) è una delle malattie congenite ortopediche più frequenti e colpisce un bambino ogni 1000 nati circa, presentandosi più frequentemente nel maschio con un rapporto di circa 3:1 con la femmina. Nel 50% dei casi interessa entrambi i piedi (fig. 1, 2, 3). Nella maggior parte dei casi il piede torto congenito si presenta in forma isolata,  non associata ad altre malattie, e solo in una piccola percentuale dei casi è associato ad altre malattie muscolo-scheletriche (displasia congenita dell’anca, torcicollo miogeno, displasie scheletriche), neuro-muscolari (artrogriposi, mielomeningocele) o sindromi plurimalformative. 

Piede torto congenito

Piede torto congenito
Piede torto congenito

Le cause del piede torto congenito sono ad oggi sconosciute, si ipotizza un’origine multifattoriale cioè una predisposizione genetica e l’influenza di fattori ambientali. È stata osservata una tendenza alla familiarità con la presenza di altri casi di piede torto congenito tra i parenti prossimi. 
La diagnosi di piede torto congenito può essere posta durante la gravidanza, tra la 20° e la 24° settimana di gestazione, in occasione dello screening prenatale del secondo trimestre e dell’ecografia morfologica, un esame non invasivo che ci consente di identificarlo nell’80% dei casi e di valutare l’eventuale associazione con altre patologie (fig. 4). L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù fornisce un servizio di Diagnosi e counselling pre-natale in modo da assicurare ai genitori tutte le indicazioni diagnostiche, cliniche e terapeutiche per la cura precoce di questa malattia, già dopo i primi 7-10 giorni di vita. 
Nonostante le dettagliate indicazioni fornite da tale esame, è fondamentale la visita ortopedica per la valutazione finale del neonato e per definire lo stadio della malattia.

Piede torto congenito

Il piede torto congenito è una malattia caratterizzata dalla posizione anomala del piede che si presenta:
- equino, la parte posteriore del piede (il retropiede) è inclinato verso il basso per la retrazione del tendine d’Achille
- cavo, per aumento della normale concavità presente nella parte interna del piede
- varo, il retropiede è inclinato verso l’interno
- addotto, la parte anteriore del piede (l’avampiede) è inclinato verso l’interno
- supinato, l’avampiede è rivolto verso l’alto. 
Questa posizione anomala è caratterizzata da una certa rigidità del piede che si oppone alla correzione manuale, maggiore è la rigidità, maggiore è la gravità del piede torto congenito.

Attualmente la metodica più largamente utilizzata nel mondo per il trattamento del piede torto congenito è quella messa a punto dal Prof. Ponseti (Stati Uniti). In precedenza il trattamento prevedeva il ricorso a ripetuti ed estesi interventi chirurgici che consentivano la correzione della deformità a scapito però di una marcata rigidità residua delle articolazioni del piede nell’età giovanile-adulta (come poi diversi studi hanno dimostrato in seguito), che si traduceva nella comparsa di dolore, limitazione nelle funzioni e comparsa di artrosi locali. 
Il metodo Ponseti invece, consiste nella gentile manipolazione del piede seguita dall’applicazione di un gesso (fig. 5) necessario al mantenimento della correzione raggiunta. Il gesso, che ingloba la coscia, il ginocchio, la gamba ed il piede, viene tenuto per una settimana e poi rinnovato in ambulatorio, il piccolo paziente viene curato in regime di Day-Hospital, con dimissione nel corso della mattinata. Solitamente sono necessari 4-6 gessi per ottenere una buona correzione del piede. Nel corso del trattamento viene valutata la necessità di completare la correzione con un piccolo intervento chirurgico mini-invasivo per l’allungamento del tendine d’Achille, sempre accorciato nel piede torto congenito. Dopo la rimozione dell’ultimo gesso, per mantenere la correzione ottenuta, viene applicato uno specifico tutore di facile utilizzo a casa (fig. 6), inizialmente per tutto il giorno, con possibilità di rimozione in occasione del bagnetto. Le ore di utilizzo verranno poi ridotte su indicazione dello specialista in maniera progressiva nel corso del primo anno di vita, per consentire al bambino prima il gattonamento e poi lo stare in piedi e il camminare da solo. Il piede torto congenito e il suo trattamento non sono causa di ritardi nel raggiungimento di queste importanti tappe nello sviluppo del bambino. Dal compimento del primo anno in poi il tutore viene tenuto solo nelle ore notturne fino al raggiungimento dei 4 anni circa, per evitare la possibilità che la deformazione si ripresenti.

Piede torto congenito

   

Piede torto congenito
 

Al termine del trattamento la correzione raggiunta viene considerata stabile (fig. 7, 8) e il bambino generalmente non richiede ulteriori trattamenti, potendo svolgere qualsiasi attività, anche sportiva, senza necessità di utilizzare calzature ortopediche. L’abbandono precoce del trattamento mette invece il bambino a rischio di perdere progressivamente la correzione ottenuta con peggioramento delle condizioni cliniche e conseguente difficoltà nel camminare. Ciò comporta spesso la necessità di una ripresa del trattamento, gessi e correzione chirurgica. Per tale motivo è fondamentale seguire il protocollo ed i controlli periodici da parte dello specialista almeno fino all’età scolare. 

Piede torto congenito

     

Piede torto congenito
     

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  • A cura di: Pierluigi Maglione
    Unità Operativa di Ortopedia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 12  Gennaio 2022 


 
 

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