Regole del percorso educativo

L'educazione di un minore è un processo impegnativo ed entusiasmante che segue delle regole precise 

Il percorso educativo è un naturale, complesso ed entusiasmante processo affettivo e culturale che deriva dall'interazione tra genitori e figli.     

 Quando si diventa genitori si può riproporre, spesso inconsapevolmente, il modello di educazione condiviso o criticato, avuto dai propri genitori. Ciascun genitore porta infatti all'interno della coppia molti aspetti della propria storia personale ed educativa.

L'educazione che viene data a un bambino è un processo non facile che deriva dalla sintesi delle due culture, due visioni di vita e due ideali, che si sono formati durante la crescita e che ora, nel ruolo di genitore, si dovranno confrontare e mediare tra loro.

Il primo figlio di solito è quello che risente di più di questo difficile processo messo in atto dai genitori. Gli altri figli a seguire, di solito si avvantaggiano dell'esperienza fatta dai genitori con il percorso educativo sperimentato sul primo figlio e della maggiore sicurezza acquisita nel ruolo di genitori.

Le regole del percorso educativo rappresentano un importante strumento di rassicurazione e di indirizzo, necessario ad uno sviluppo sano ed equilibrato: esse consentono al bambino di poter avere dei riferimenti precisi. Riferimenti ai quali può aderire od opporsi attraverso un susseguirsi di scelte che pian piano costituiranno le basi della sua identità e della sua sicurezza.

La confusione generata da un percorso educativo non coerente, con comportamenti contraddittori da parte dei genitori, può essere causa di un'alterazione della percezione e condivisione non solo delle regole, ma anche dei valori che stanno alla base delle regole.

Infatti, nell'impartire una regola, è importante che il genitore, anche precocemente, spieghi con pacatezza la ragione per cui ci si aspetta un determinato comportamento, che contribuisce al benessere della famiglia e più tardi della vita sociale con l'assunzione di compiti e responsabilità

Ad esempio, la regola di mettere in ordine la propria stanza, include significati che riguardano la graduale assunzione di responsabilità, quale segno di crescita e di valore all'interno della famiglia. Il bambino senza regole è un bambino confuso, che finisce per non avere più nei genitori un punto di riferimento, che si chiude al dialogo ed è facilmente influenzabile dalle sollecitazioni che vengono dall'esterno.

Quando i genitori introducono le regole, a volte tendono ad avere un atteggiamento incostante che è fonte di confusione per il bambino. Sicuramente buona regola è non eccedere nei "no" e nelle imposizioni perché finirebbero per svalutare le manifestazioni dei propri figli e mettere tutti i comportamenti su uno stesso piano.

Mentre è molto utile per i genitori individuare quei principi, pochi, ritenuti fondamentali per l'educazione del proprio figlio e proporli di comune accordo nel percorso educativo con continuità. È importante da un lato che il bambino abbia, in alcuni casi, un “no” che venga spiegato e condiviso, ma anche un “no” fermo, senza motivazione, che gli indichi la via, piuttosto che un’indecisione che lo possa confondere.

Questo ovviamente è valido nei primi anni di vita. Mano a mano che si cresce è sempre più importante il dialogo e la motivazione dei nostri comportamenti. Alcuni professionisti della cura psicologica come Giovanni Bollea ci ricordano che ci sono “i no che aiutano a crescere!”

È importante all'interno della coppia genitoriale la condivisione, nell'introdurre regole e comportamenti, per evitare che vengano rese non valide dal genitore che non le condivide.
È altrettanto importante che i genitori siano convinti dell'importanza delle regole e che le mettano in pratica per primi: i bambini sono molto sensibili nel rilevare quando i genitori non rispettano determinate norme che invece vengono loro imposte.

L'esperienza clinica evidenzia come una delle cause della non comunicazione tra genitori e figli sia dovuta all'incoerenza del percorso educativo, al mancato confronto e accordo tra i genitori e alla scarsa attenzione nell'inviare messaggi chiari e non ambigui. Il modello che i genitori danno ai bambini attraverso i loro comportamenti è fondamentale. È importante non “parlare bene e razzolare male”, ovvero dichiarare delle cose e poi comportarsi diversamente.

Quando i bambini sono molto piccoli, sono loro a dettare le “regole” alle quali giustamente e necessariamente i genitori devono aderire ed adattarsi. Partendo da quelle (mangiare, dormire, lavarsi, etc.) si può iniziare un po' alla volta presentando al bambino le "regole degli adulti" in modo sereno e allegro e mostrando soddisfazione e compiacimento per i suoi progressi.

Gli si trasmetteranno così fiducia, conferme e una spinta alla crescita. Vanno però sempre tenute presenti le tappe dello sviluppo nel quale il bambino si trova. Ad esempio, se il bambino insiste in un comportamento e non segue le regole intorno ai 2 anni, quando sta iniziando ad affermare sè stesso, è molto diverso rispetto a quando è più grande.

Alcune sì, altre assolutamente no. La contrattazione non deve avere un carattere ricattatorio, ma un riconoscimento delle ragioni offerte dal bambino o dal ragazzo: è possibile cioè modificare momentaneamente o stabilmente la regola.

Pertanto, se per alcune regole si può accogliere la negoziazione motivata del proprio figlio, per altre regole il bambino dovrà tollerare la frustrazione di dovervi aderire anche senza condividerle, ad esempio se deve dare la mano per attraversare la strada.

Dobbiamo però stare attenti come genitori, nell’imporre troppe regole quando i bambini sono in crescita, regole superflue possiamo anche tralasciarle. È importante che il figlio abbia sempre presente che la regola non è un'imposizione di volontà ingiusta, ma un limite definito e necessario al benessere comune.

La trasgressione delle regole del percorso educativo va intesa come una provocazione e un segnale di richiesta di attenzione da parte del bambino, che spesso è difficile da riconoscere e capire. Per questo è importante dare spazio all'ascolto e alle motivazioni prima d'intervenire con i rimproveri e/o le colpevolizzazioni.

Quando c'è un'assoluta difficoltà a far rispettare le regole occorre trovare un momento sereno di colloquio tra genitori e figli in cui si possa riflettere sui fatti accaduti, perché sono accaduti, e su cosa non sta funzionando nella dinamica familiare.

Qualora il problema non si risolva e lo stato di sofferenza di genitori e figli continui e aumenti, è opportuno consultare uno specialista che possa favorire il ritorno a una comunicazione fluida ed affettivamente efficace.


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  • A cura di:
    Unità Operativa di Psicologia Clinica
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 06  Maggio 2022 


 
 

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