Retinopatia del prematuro (ROP)

Alterazione della retina del neonato pretermine causata principalmente da immaturità della retina e da una prolungata somministrazione di ossigeno 

La retinopatia del prematuro (ROP) è una rara malattia della retina che può verificarsi nei bambini nati pretermine. Si tratta di una malattia che, nelle sue forme più gravi, se non diagnosticata e curata tempestivamente, porta in tutti i casi a un distacco della retina, con un importante danno visivo, fino alla cecità

Possono essere affetti da retinopatia del prematuro i bambini nati gravemente pretermine e a bassissimo peso alla nascita. Le cause della retinopatia del prematuro (ROP) sono riconducibili a 2 elementi principali: 

  • Immaturità retinica;
  • Somministrazione prolungata di ossigeno terapeutico al nato prematuro. 

Durante la vita fetale, i vasi sanguigni che nutrono la retina si sviluppano in senso centrifugo, dal nervo ottico centrale alla periferia e terminano questo sviluppo poco prima della nascita. Questa è la normale maturazione retinica nei neonati che nascono al termine della gravidanza. Nel prematuro, invece, tale processo dovrebbe andare a compimento del suo sviluppo fuori dell’utero dove, per far sopravvivere il neonato, si arricchisce l’aria di ossigeno. La presenza dell'ossigeno può inibire la corretta maturazione della retina favorendo  un'eccessiva produzione di un fattore vascolare di crescita (VEGF). Come risultato si ha la formazione di vasi anomali e di un tessuto anomalo (cresta) al limite tra retina matura e immatura. La proliferazione di tale tessuto determina una trazione sulla retina che porta invariabilmente al suo distacco.

I sintomi sono legati al deficit visivo che si manifesta successivamente, con la crescita. La retinopatia del prematuro evolve secondo una progressione che dipende da vari elementi: 

  • La stadiazione della malattia, che è suddivisa in 5 stadi: dal I° al III° stadio la retina è aderente, mentre gli stadi IV° e V° sono caratterizzati da un distacco di retina che si aggrava con compromissione irreversibile della vista;
  • L'estensione della malattia, ovvero la quantità di superficie retinica coinvolta e la localizzazione del tessuto anomalo (la cresta);
  • La presenza di congestione e tortuosità vascolare della retina, cosiddetto "plus", indice di particolare aggressività e potenziale evolutivo del danno alla retina.

La diagnosi tempestiva di retinopatia del prematuro (ROP) è un elemento fondamentale per la prevenzione di quella che è la prima causa al mondo di cecità neonatale. Secondo le linee guida internazionali vanno sottoposti a visita oculistica tutti i nati prematuri entro le 32 settimane post-concezionali e al disotto di 1500 g di peso alla nascita. Su richiesta del pediatra neonatologo, la prima visita viene eseguita da un oculista specializzato in tale malattia il quale detterà le scadenze delle visite successive. Questo perché fortunatamente la maggior parte delle retinopatie vanno incontro a guarigione senza necessitare di terapia. Ciò vuol dire che la retina, superato il periodo di arresto o rallentamento della sua vascolarizzazione, è andata incontro spontaneamente a un processo di maturazione completo senza complicazioni di sorta. L’oculista sorveglia che tale processo si porti a compimento senza problemi.

Il ruolo dell'oculista nel decidere il trattamento è nell'anticipare l'evoluzione della malattia verso il distacco di retina e quindi la prevenzione del danno visivo. Classicamente si interviene quando la retinopatia del prematuro (ROP) raggiunge il III stadio, anche se l'estensione della malattia (superficie di retina non ancora matura e localizzazione della cresta) e soprattutto la presenza di "plus" possono rendere necessario l'intervento prima che si raggiunga tale stadio. Il trattamento di elezione è il laser: la sua funzione è di distruggere la retina periferica non matura, poiché è da essa che giunge lo stimolo, attraverso la produzione di fattore vascolare di crescita (VEGF), alla progressione della retinopatia del prematuro (ROP). Altra terapia usata in alternativa o in associazione al laser è l'iniezione all’interno del bulbo oculare (iniezione intravitreale) di un farmaco che antagonizza il fattore vascolare di crescita (VEGF) antiVEGF. La neutralizzazione di tale sostanza infatti inibisce l'evoluzione della cresta permettendo alla retina di progredire nella sua normale vascolarizzazione verso la periferia. La scelta di quale terapia utilizzare è dell’oculista. in base alla valutazione clinica del singolo paziente e alla propria esperienza.

La prognosi visiva della retinopatia del prematuro che si è risolta spontaneamente è buona, così come quella trattata con laser o con farmaco anti fattore vascolare di crescita (antiVEGF). Per tali bambini è tuttavia maggiore il rischio di sviluppare vizi refrattivi (miopia) o strabismo. Diverso è il futuro delle forme più gravi di retinopatia del prematuro (ROP) nelle quali non è raro l'esito in cecità. Tutto questo sottolinea l'importanza di una tempestiva diagnosi e di un trattamento precoce e adeguato. 

 

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  • A cura di: Gino Catena
    Unità Operativa di Oculistica
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 19 novembre 2021


 
 

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