Scuola in ospedale

La possibilità di frequentare la scuola durante la degenza in Ospedale è oggi diffusa in tutti gli ordini e i gradi. Permette ai ragazzi e alle loro famiglie di continuare a sperare, a credere e a investire sul futuro 

La possibilità di frequentare la Scuola durante la degenza in Ospedale è oggi diffusa in tutti gli ordini e gradi di scuola e la sua presenza nelle strutture ospedaliere garantisce anche ai bambini e ai ragazzi ricoverati il diritto all’istruzione, a conoscere e apprendere, nonostante la malattia.

In molti casi essa permette ai ragazzi e alle loro famiglie di continuare a sperare, a credere e a investire sul futuro. Tale particolare offerta formativa opera nel campo della prevenzione e del contrasto della dispersione scolastica.

Il funzionamento di un corso di scuola, in un ambiente particolare come un Ospedale specializzato per la pediatria, comporta un radicale ripensamento sul piano curricolare, didattico e metodologico. In ospedale non può esistere la classe come luogo fisico di raduno, dal momento che i ragazzi per la massima parte sono costretti a letto, soprattutto in alcuni reparti.

Esistono tanti singoli alunni o piccole aggregazioni (spesso di classi diverse) distribuite nelle stanze dei vari reparti o, quando è possibile, riunite intorno al letto di un degente impossibilitato a muoversi. È quindi l'insegnante a muoversi. 

Nella scuola ‘normale’ il Docente è l'operatore principale dei processi di formazione e orientamento, finalità principali dell'istituzione. Nella Scuola in Ospedale, invece, il Docente diviene un co-operatore al fianco di altre figure professionali attorno alla centralità del bambino-degente-alunno. L’educazione e la salute sono due aspetti inscindibili di una sola dinamica che ha lo scopo di sostenere e incrementare il benessere fisico e psichico di bambini e giovani.

Nell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù l’esperienza della Scuola in Ospedale è nata quasi 50 anni fa, con due insegnanti a disposizione di un piccolo gruppo di bambini della scuola primaria (elementare). Nel tempo si è affiancata l’attività didattica della Scuola secondaria di primo grado (media) e della Scuola secondaria di secondo grado (superiore) mentre venivano attivati percorsi didattici anche nelle sedi di Palidoro e Santa Marinella.

Nella sede del Gianicolo sono presenti l'IC Virgilio scuola elementare e media, il Liceo Ginnasio Statale Virgilio di Roma scuola superiore.
Nella sede di Palidoro sono presenti l'IC Fregene Passoscuro scuola elementare, l'IC Pietro Maffi scuola media, il Liceo Vittorio Colonna scuola superiore.
Nella sede di Santa Marinella è presente l'IC Fregene Passoscuro scuola elementare.

La nostra “Scuola in Ospedale” si rivolge a Pazienti Pediatrici di età compresa tra i 6 e i 18 anni in regime di ricovero ordinario e di Day Hospital; non è costituita da classi ma da singoli alunni o piccoli gruppi.

I Docenti sono insegnanti della scuola pubblica italiana la cui attività lavorativa si svolge all’interno dell’Ospedale per ragioni contingenti legate all’impossibilità dell’alunno di recarsi a scuola; sono itineranti e raggiungono i loro alunni/pazienti nelle stanze di degenza elaborando per loro percorsi didattici personalizzati e percorsi scolastici strutturati con trasmissione delle certificazioni valutative alle scuole di appartenenza che concorrono all'esito degli scrutini intermedi e finali.

L’attività didattica segue orari flessibili secondo le esigenze dettate dai ritmi di cura. Il rapporto costante con la scuola di appartenenza, attraverso lezioni online con la classe, favorisce una continuità di rapporti tra l'alunno, i suoi compagni, i suoi docenti.

Quotidianamente, dal lunedì al sabato, i docenti della scuola in Ospedale individuano i pazienti candidabili sulla base di segnalazioni effettuate dai Caposala/Coordinatori. Il genitore può fare richiesta di attivazione della Scuola in Ospedale anche presso gli sportelli dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico che trasmette la richiesta ai Docenti Coordinatori della Scuola in Ospedale. I Docenti raggiungeranno quanto prima il paziente per la lezione iniziale e predisporranno il relativo percorso didattico.

Su autorizzazione del genitore, nel caso di pazienti di nazionalità italiana, il Docente coordinatore della sezione ospedaliera attiva un contatto ufficiale con la scuola di appartenenza, progetta il percorso in sinergia con i consigli di classe e trasmette una certificazione valutativa che concorre all’esito degli scrutini intermedi e finali.

In caso di Pazienti stranieri, compresi anche quelli che provengono da Paesi in cui non è riconosciuto il sistema scolastico italiano o che sono soggetti a conflitti bellici è stato attivato un percorso didattico di prima alfabetizzazione loro dedicato; il percorso è stato pensato con l’obbiettivo di introdurli alla conoscenza della lingua italiana; la scolarizzazione, per queste famiglie, costituisce una potentissima modalità di integrazione personale e sociale e favorisce la partecipazione consapevole del genitore al percorso di cura del proprio figlio.

I pazienti lungodegenti e ospitati presso le diverse di Case di Accoglienza del Bambino Gesù, di concerto con i Coordinatori della Scuola in Ospedale, con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico e i Referenti delle Case stesse, saranno informati sulle modalità di iscrizione nell’Istituto del Municipio di residenza.

In linea con la Legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) anche all’interno dell’Ospedale Bambino Gesù vengono attivati percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento rivolti a studenti della Scuola Secondaria di Secondo Grado. I PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) assumono un importante valore formativo nell’ambito di un percorso di cura impegnativo e articolato in tempi significativi e luoghi inconsueti.

Si realizza attraverso moduli che possono essere diversamente declinati in base all’indirizzo di studi e alle inclinazioni personali, con la flessibilità di intercettare lo studente non solo in ospedale ma anche, per pazienti fuori regione, nei domicili temporanei. In ospedale come nelle case di accoglienza, il ragazzo è immerso in situazioni lavorative strutturate e ne assorbe tempi, i ritmi e l’organizzazione, è costantemente a contatto con professionisti dai profili più disparati ed è sollecitato al continuo adattamento ad una realtà diversa e mutevole.  


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  • A cura di: Elisabetta Di Liso
    URP e Servizi di Accoglienza e Ludici
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 13  Ottobre 2022 


 
 

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