Segni e sintomi di gravidanza

Possono manifestarsi in periodi diversi e comprendono: amenorrea, nausea, minzione frequente, sonnolenza e alterazioni dell'umore 

La gravidanza provoca importanti modificazioni nell'organismo della donna.
Questi cambiamenti si manifestano spesso in periodi diversi e possono essere più o meno riconoscibili e suggerire l'avvenuto concepimento.
Tra i sintomi di gravidanza distinguiamo:

  • Amenorrea: l'assenza delle mestruazioni in una donna in età riproduttiva e in piena salute, con una storia di ciclo mestruale regolare è uno dei più caratteristici sintomi di gravidanza. Tuttavia, l'amenorrea non è un indicatore attendibile di gravidanza fino ad almeno 10 giorni di ritardo dal giorno atteso per l'arrivo della mestruazione, in quanto i cicli mestruali possono avere una durata variabile in donne diverse e nella stessa donna. Sanguinamenti uterini dopo il concepimento, inoltre, possono essere frequenti e scambiati per una normale mestruazione. Queste perdite sono dovute in genere all'impianto dell'embrione (perdite da impianto) all'interno della parete dell'utero. Proprio l'impianto intrauterino, inoltre, può provocare in questa fase dolori simili a quelli delle mestruazioni. Infine, condizioni di amenorrea possono essere provocate anche da eventi diversi dalla gravidanza, come un cambiamento nelle abitudini di vita, un'importante perdita di peso o un periodo di forte stress, una malattia dell'apparato genitale interno (in particolare delle ovaie). L'amenorrea, seppur caratteristica, non può essere considerata, da sola, come sintomo certo di gravidanza;
  • Modificazioni delle mammelle: sotto la spinta ormonale, il seno in gravidanza aumenta di volume e appare teso e spesso dolente. La pelle dei capezzoli assume una colorazione più scura e diventa più sensibile anche agli stimoli superficiali. Parallelamente, la vascolarizzazione della ghiandola mammaria aumenta già nelle fasi più precoci di gravidanza e in trasparenza appare visibile una fitta rete di vasi superficiali. Queste modificazioni hanno lo scopo di preparare le ghiandole mammarie all'allattamento e persistono per tutto il corso della gravidanza. Come sintomi di gravidanza, le modificazioni delle mammelle iniziano a essere apprezzabili già poco prima della mancata mestruazione, simulando talvolta la tipica tensione mammaria premestruale. Per questo motivo, anche questo sintomo non può essere considerato da solo come indicativo di una gravidanza;
  • Nausea: è uno dei sintomi di gravidanza più frequenti, soprattutto nelle fasi precoci di gravidanza e caratterizza di solito tutto il primo trimestre, seppure in misura differente da donna a donna e anche nella stessa donna, in base alla settimana di gestazione. La nausea in gravidanza è provocata dall'ormone Gonadotropina Corionica Umana (HCG), che viene prodotto dalle cellule embrionali e agisce direttamente a livello del sistema nervoso centrale. La Gonadotropina Corionica Umana mostra un rapido incremento tra la 5° e l'8° settimana di gestazione (periodo questo in cui la nausea è generalmente più intensa), poi continua ad aumentare con velocità minore fino alla quattordicesima settimana, per restare poi più o meno costante per il resto della gravidanza. Per questo motivo, la nausea gravidica tende ad attenuarsi spontaneamente a partire dalla quattordicesima settimana. Per lo stesso motivo, nelle gravidanze gemellari, in cui i livelli di Gonadotropina Corionica Umana (HCG) sono in media più alti, questi disturbi possono essere più intensi. La nausea della gravidanza è spesso accompagnata da un aumento della salivazione, definita scialorrea, da vomito e da alterazioni nella percezione degli odori e dei sapori. Nella maggior parte delle donne, la nausea è più intensa al mattino (nausea mattutina) ma spesso persiste per tutta la giornata o può mostrare un andamento diverso, risultando per esempio più intensa di sera. Esistono in commercio vari preparati utili a contrastare questo fastidioso sintomo, i più diffusi a base di zenzero, fino a veri e propri rimedi farmacologici. Solo raramente la nausea e il vomito risultano di grave entità, determinando perdita di peso e alterazioni degli elettroliti riscontrabili con esami del sangue: in questi casi si parla di iperemesi gravidica e, quando si associa a una difficoltà più o meno accentuata ad alimentarsi normalmente, il trattamento deve essere più aggressivo, prevedendo in qualche rarissimo caso anche il ricorso al ricovero ospedaliero;
  • Modificazioni dell'alvo e della diuresi: il progesterone viene secreto in grandi quantità durante il corso della gravidanza ed è l'ormone principalmente responsabile delle modificazioni che la caratterizzano. Il suo nome, pro-gesterone, significa appunto "a favore della gestazione". La sua azione sull'utero provoca un rilassamento delle pareti, favorendo l'impianto e l'evoluzione della gravidanza. Allo stesso modo, agisce sull'intestino provocando un rallentamento della peristalsi, ossia del movimento propulsivo delle pareti intestinali con conseguente possibile rallentamento dell'alvo. Gli effetti della gravidanza sull'apparato urinario si manifestano sin dalle fasi iniziali, con sintomi come minzione frequente (pollachiuria) dovuta in parte a un aumento della filtrazione renale e alla diluizione del sangue, e in parte all'azione del progesterone che rilassa le pareti della vescica, riducendone la capacità di contenere le urine;
  • Sonnolenza e spossatezza: il progesterone agisce sull'intero organismo, favorendo il rallentamento di tutte le attività con lo scopo di concentrare le energie sullo sviluppo della nuova vita. La conseguenza di questo è la frequente sensazione di stanchezza e sonnolenza che condiziona la gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre. L'azione ormonale sulle pareti dei vasi sanguigni, inoltre, provoca riduzione del tono vascolare e dilatazione dei vasi sanguigni con lo scopo di favorire l'afflusso di sangue all'utero e alla placenta. Parallelamente però la vasodilatazione determina una riduzione della pressione sanguigna con sensazione di spossatezza;
  • Alterazioni dell'umore: frequenti e caratteristici sintomi di gravidanza, soprattutto nelle fasi iniziali, sono gli sbalzi d'umore, provocati dalle modificazioni ormonali che agiscono sul sistema nervoso con la finalità di stimolare l'istinto e i comportamenti materni. Spesso si verifica un aumento della sensibilità emotiva, con episodi di entusiasmo e felicità, alternati a malumore e inclinazione al pianto;
  • Movimenti fetali: iniziano ad essere percepiti tra la sedicesima e la ventesima settimana di gestazione, in genere più tardivamente nella prima gravidanza. Data l'epoca tardiva della loro comparsa, non possono essere utilizzati per la diagnosi precoce di gravidanza. 

I test di gravidanza più attendibili si basano sull'identificazione nel sangue o nelle urine della subunità beta dell'ormone Gonadotropina Corionica Umana (beta-HCG). Quest'ormone non è presente nell'organismo al di fuori della gravidanza, per cui la sua identificazione è segno affidabile dell'avvenuto concepimento.

In commercio si trovano diversi kit per la rilevazione della beta-HCG sulle urine, disponibili senza necessità di prescrizione medica. Questi test commerciali si basano su un meccanismo chiamato immunoenzimatico, ossia rilevano la beta-HCG urinaria mediante un anticorpo che innesca una reazione chimica che si conclude con la colorazione di un indicatore sul display del kit.
Questo metodo dipende dalla quantità di beta-HCG presente nelle urine. Per questo, il test può risultare negativo in fasi molto precoci di gravidanza oppure di dubbia interpretazione, con una colorazione sfumata dell'indicatore in presenza di urine molto diluite.

Il test sul sangue può essere eseguito presso qualsiasi ospedale o laboratorio di analisi ed è dotato di una maggiore precisione in quanto consente di misurare i livelli della beta-HCG nel sangue e pertanto di seguire l'evoluzione della gravidanza. Nella gravidanza in regolare evoluzione, la beta-HCG mostra infatti un caratteristico andamento con raddoppio del proprio valore ogni 48-72h. Valori troppo bassi di beta-HCG possono essere indicativi di gravidanza non evolutiva, ad esempio perché si è verificato un aborto spontaneo, mentre valori al di sopra dei limiti possono indicare una gravidanza gemellare. 

A un test di gravidanza positivo in genere deve sempre seguire, dopo un determinato intervallo di tempo, un'ecografia pelvica. Lo scopo dell'ecografia è quello di confermare la presenza della gravidanza, verificarne la corretta sede di impianto in utero, accertare la vitalità dell'embrione mediante la rilevazione del battito cardiaco (che in genere diventa visibile già dalla settima settimana di gestazione e rappresenta il vero segno di certezza della gravidanza) e diagnosticare l'eventuale presenza di una gravidanza gemellare.

L'ecografia deve essere eseguita con urgenza in caso di sanguinamento abbondante e dolore addominale intenso, che possono suggerire l'impianto anomalo della gravidanza (gravidanza extrauterina). Questo esame ecografico deve essere effettuato da un ginecologo esperto di diagnostica ultrasonografica e può essere eseguito con modalità convenzionale per via addominale (ecografia sovrapubica) o per via endovaginale (ecografia endocavitaria).


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  • A cura di: Leonardo Caforio, Chiara Vassallo
    Unità Operativa di Medicina e Chirurgia Fetale e Perinatale
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Ultimo Aggiornamento: 26  Agosto 2019 


 
 

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