Tampone faringeo

È l'esame più indicato per la diagnosi di faringite batterica da Streptococco. Ecco la differenza tra test rapido e coltura 

Il tampone faringeo è l'esame microbiologico del cavo faringeo ed è la procedura più indicata per diagnosticare le faringiti batteriche. Queste ultime sono principalmente causate dallo Streptococco beta emolitico di gruppo A (SBEGA). 

Il prelievo deve essere effettuato con un bastoncino cotonato simile a un grande cotton-fioc. Il bastoncino viene introdotto in gola e sfregato delicatamente sulla superficie delle tonsille e sulla mucosa della parte posteriore della faringe, evitando di toccare altre parti della cavità orale o di contaminarlo con la saliva. Per ottenere risultati ottimali si deve eseguire prima della terapia antibiotica. Il bastoncino viene quindi inserito in un contenitore idoneo per il trasporto.  

Con il tampone faringeo è possibile eseguire la coltura dei batteri eventualmente presenti nel tampone facendoli riprodurre in laboratorio, in un apposito terreno di coltura. Se crescono dei microrganismi, li si identificano – ad esempio come Streptococchi – e una volta ottenuto un numero di batteri sufficiente, se ne valuta la sensibilità a vari tipi di antibiotico (antibiogramma).  

I RAD sono test di facile utilizzo, eseguiti solitamente presso la maggior parte dei centri prelievi, o anche negli studi dei pediatri, e permettono di avere un risultato in pochi minuti. Il test rileva l'eventuale presenza di alcune molecole del batterio, tramite metodiche simili a quelle dei test di gravidanza. Recentemente sono entrati in commercio anche test rapidi che utilizzano metodiche di biologia molecolare e che forniscono risultati più rapidi e più accurati in pochi minuti.

La coltura del tampone faringeo rappresenta lo strumento più attendibile per la diagnosi di faringotonsillite acuta da Streptococco beta emolitico di gruppo A (SBEGA). La secrezione ottenuta con il tampone viene posta in speciali terreni di coltura e, se il batterio è presente, dopo qualche giorno se ne potrà osservare la crescita. La coltura presenta, tuttavia, alcuni svantaggi: costo elevato, esito non prima di 48-72 ore e necessità di inviare il tampone in laboratorio.

Un vantaggio è invece costituito dalla possibilità, se è stata fatta la coltura, di eseguire l'antibiogramma per valutare la sensibilità dello SBEGA ai diversi antibiotici e controllare l'eventuale comparsa di resistenza ad alcuni di questi. Inoltre, data l'elevata concordanza dei risultati della coltura con il test rapido, alcune linee guida ne limitano l'esecuzione, suggerendo che venga eseguito unicamente il RAD. In caso di RAD negativo, invece, gli studi suggeriscono di eseguire comunque un esame colturale di conferma, soprattutto in età pediatrica. Secondo tutte le linee guida, infine, né il RAD né l'esame colturale permettono di distinguere un'infezione acuta da un portatore cronico, ossia un soggetto che, pur albergando lo Streptococco in gola, non ha un'infezione in corso.

 

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  • A cura di: Andrea Onetti Muda, Marta Agentieri, Laura Pansani
    Dipartimento di Medicina Diagnostica e di Laboratorio
    Unità Operativa di Microbiologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 07 gennaio 2021


 
 

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