Telemedicina (Da A Scuola di Salute)

Oltre a raccolta di dati per la diagnosi e monitoraggio delle malattie, la telemedicina offre anche la possibilità di poter effettuare terapie a distanza 

La tecnologia permette di avere a disposizione le risorse necessarie ogni volta che ce n’è bisogno, senza attese e in qualunque luogo. Complice di questo cambiamento è naturalmente l’onnipresente smartphone e la connessione a internet ormai disponibile ovunque. In fondo stiamo finalmente usando la tecnologia per fare in modo che sempre di più i pazienti possano curarsi da casa, il luogo più confortevole e familiare.

Con l’aiuto di alcune tecnologie, infatti, le strutture sanitarie saranno sempre più dedicate a prestazioni specialistiche e complesse. La pandemia ha sicuramente favorito la popolarità della telemedicina vista la necessità di ridurre al minimo i contatti tra le persone. Ormai diverse strutture sanitarie offrono la possibilità di un consulto specialistico online attraverso una semplice videochiamata. Ma questa non è l’unica risorsa che la telemedicina offre.

È possibile, tra le altre cose, monitorare a distanza in modo continuo numerosi parametri vitali attraverso dispositivi indossabili, molti dei quali sono dispositivi commerciali: dalla frequenza cardiaca a un vero elettrocardiogramma, alla pressione arteriosa, alla saturazione di ossigeno, all’attività fisica e molti altri. Il monitoraggio a distanza, d’altra parte, si usa di routine nei pazienti che hanno dispositivi impiantabili come un pacemaker o una pompa per l’insulina per il controllo del diabete.

Il grande contributo che queste tecnologie forniscono non è solo consentire di intercettare tempestivamente segnali di allarme che richiedono l’intervento del medico, ma anche di permettere di raccogliere tutti i dati che non è possibile raccogliere durante le visite periodiche in persona e raccontare l’intera storia del paziente.

Oltre la raccolta di dati per la diagnosi e il monitoraggio delle malattie, una possibilità ormai concreta è quella di poter effettuare terapie a distanza, soprattutto quelle comportamentali per i disturbi dell’attenzione, la dislessia e perfino i disturbi dello spettro autistico. Queste terapie combinano la presenza di un operatore sanitario online con alcune risorse digitali che verificano il raggiungimento degli obiettivi.

Siamo pronti quindi per le terapie digitali, trattamenti che non sono farmaci costituiti da sostanze chimiche o biologiche ma sono software, programmi elettronici. Di questa categoria fanno parte le applicazioni di realtà virtuale. Largamente sviluppata e raffinata nel tempo per scopi di gioco, si comincia a considerarne l’uso anche per scopi terapeutici.

Diversi studi scientifici, infatti, hanno dimostrato che alcune applicazioni di realtà virtuale sono efficaci per contenere l’ansia e il dolore. Basti pensare ai pazienti che devono subire procedure chirurgiche, fonte di stress e di dolore fisico, per comprendere quanto spesso in queste situazioni si usino farmaci. Ora la possibilità è quella di utilizzare un programma di realtà virtuale nel quale il bambino si immerge in uno scenario rilassante e di ridurre o addirittura evitare la somministrazione di farmaci.

 

Questo contenuto è stato scritto da Alberto Eugenio Tozzi ed è estratto dal numero di novembre/dicembre 2020 di A Scuola di Salute.

 

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Ultimo Aggiornamento: 20  Maggio 2022 


 
 

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