Trauma dentale

Un episodio drammatico per genitori e bambini che lo subiscono, soprattutto perché il dentino da latte può scurirsi dopo il trauma 

  • Il trauma dentale è un evento drammatico sia per il bambino che lo subisce sia per i suoi genitori e ha bisogno di un intervento tempestivo
  • Se il trauma interessa i denti da latte, il rischio maggiore è il danno del dente permanente che si sta formando al di sotto del dente da latte
  • Il dentista interverrà per ridurre al minimo le possibili complicanze sul dente definitivo
  • Se il trauma interessa i denti permanenti, riattaccare il frammento di dente che si è spezzato, è spesso la cura più efficace
  • Se il dente è caduto in seguito al trauma bisogna conservarlo in soluzione acquosa (fisiologica, latte o saliva)
  • Il reimpianto del dente entro le due ore dalla caduta può avere buone possibilità di successo
  • Il dente traumatizzato va tenuto sotto controllo per un lungo periodo di tempo perché a volte possono verificarsi danni tardivi

Il trauma dentale è un evento molto frequente che può riguardare sia bambini in età pre-scolare (dentizione decidua, i cosiddetti denti da latte), che ragazzi in età scolare (in dentizione mista o definitiva). Uno studio condotto in Europa ha dimostrato che il 15% dei bambini in età prescolare e il 20-25% di quelli in età scolare ha subito un trauma dentale.

  • Traumi ai tessuti duri del dente (smalto, dentina, cemento) con o senza interessamento della polpa;
  • Traumi ai tessuti di sostegno del dente (tessuto osseo, legamento, gengiva).

L'evento traumatico è, per il bambino che lo subisce e per l'adulto che gli è vicino, un episodio drammatico, che necessita di un intervento il più tempestivo possibile.  È considerata un'urgenza reale, perché spesso, tanto più tempestivo è l'intervento, tanto maggiori sono le possibilità di risolvere il problema. Il bambino va tranquillizzato: spesso la preoccupazione del genitore traumatizza il bambino più dello stesso incidente.

In questo tipo di trauma, oltre al dente coinvolto, può essere stato danneggiato anche il dente permanente che si sta formando al di sotto del dente da latte. In questo caso, l'intervento è mirato a ridurre al minimo le possibili complicanze sul dente definitivo.
A carico del dentino da latte interessato si procederà semplicemente, ove necessario, a lucidare eventuali bordi taglienti per evitare lacerazioni del labbro e si procederà a controlli periodici per escludere necrosi tardive (il dentino si scurisce e può comparire una bollicina sulla mucosa sovrastante il dente).
In caso di necrosi si interviene con le terapie odontoiatriche opportune o con l'estrazione del dente. Se il trauma causa lo spostamento del dente deciduo dalla sua posizione d'origine si attende un riposizionamento naturale.


Analogamente, in caso di avulsione (perdita completa) del dente deciduo non si effettua il reimpianto per il rischio di danneggiare il dente permanente sottostante. Se il trauma fa penetrare il dente deciduo nella gengiva, la radice del dente può danneggiare il dente permanente che sta formandosi.
I danni più frequenti sono: ipoplasie dello smalto, arresto dello sviluppo del dente permanente o una sua alterazione morfologica della corona e/o della radice (dilacerazione). Tali anomalie si manifesteranno in fase di eruzione fisiologica del dente permanente.

Se l'elemento si è spezzato, cercare il frammento e conservarlo in soluzione fisiologica, latte o saliva. Riattaccare il frammento è spesso la terapia più efficace. Se il dente ha perso la sua vitalità andrà eseguita una terapia canalare.
Se il dente è fuoriuscito completamente dalla sua sede (avulsione), bisogna conservarlo in soluzione acquosa (fisiologica, latte o saliva) senza detergerlo per non alterare le fibre parodontali e contattare immediatamente l'ambulatorio odontoiatrico.
Nel caso di avulsioni complete, infatti, il reimpianto del dente entro le due ore può avere buone possibilità di successo. Il dente traumatizzato va tenuto sotto controllo per un lungo periodo di tempo al fine di monitorare eventuali danni tardivi che, se individuati tempestivamente, possono essere limitati nella loro gravità.

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  • A cura di: Angela Galeotti
    Unità Operativa di Odontostomatologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 28 dicembre 2020


 
 

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