Vitamina D

Viene prodotta dalla pelle grazie ai raggi solari. Ma è presente anche nel pesce grasso come il salmone o le sardine 

  • Viene normalmente prodotta nella pelle grazie ai raggi solari e in particolare alle radiazioni ultraviolette
  • È contenuta in alcuni alimenti: salmone, aringhe, sardine, fegato di pesce (olio di fegato di merluzzo), tonno in scatola, tuorlo d'uovo, burro, verdure a foglia verde
  • È essenziale per l'assorbimento del calcio ed è indispensabile per il deposito del calcio nelle ossa
  • Si consiglia la supplementazione di vitamina D nei primi 12 mesi di vita
  • Perché i livelli di vitamina D siano adeguati è consigliabile seguire una dieta varia ed equilibrata e svolgere attività all'aria aperta

La vitamina D viene normalmente prodotta nella pelle che, grazie ai raggi solari e in particolare alle radiazioni ultraviolette, trasforma il deidrocolesterolo, un derivato del colesterolo, in vitamina D3 o colecalciferolo. Ma la vitamina D3 non è ancora attiva: deve passare prima nel fegato e poi nel rene per diventare un vero e proprio ormone: il 25-(OH) 2 -colecalciferolo.

La maggior parte della vitamina D che ci occorre viene prodotta dalla pelle esposta ai raggi solari. La vitamina D è contenuta anche in alcuni alimenti: soprattutto il pesce grasso come il salmone, le aringhe, le sardine e il fegato di pesce (olio di fegato di merluzzo), il tonno in scatola, il tuorlo d'uovo, il burro, le verdure a foglia verde e alimenti addizionati con vitamina D come alcuni tipi di latte.

Vitamina D

La vitamina D è essenziale per promuovere l'assorbimento del calcio dall'intestino e il riassorbimento del calcio e del fosforo da parte del rene. È indispensabile per il deposito del calcio nelle ossa e per conferire loro la solidità e la resistenza che le caratterizzano. Studi recenti suggeriscono che la vitamina D promuove anche il funzionamento del sistema immunitario e alcune funzioni neuromuscolari.

L'attuale stile di vita rende difficile la produzione di una quantità sufficiente di vitamina D: i bambini trascorrono moltissime ore in ambienti chiusi, a scuola e a casa, al computer, occupati con lo smartphone o davanti a un televisore; molte attività sportive si svolgono in ambienti chiusi. Per giunta sappiamo che un'eccessiva esposizione ai raggi del sole favorisce l'insorgenza di melanoma e altri danni alla pelle e la proteggiamo con prodotti che non lasciano passare i raggi ultravioletti.
Quanto agli alimenti ricchi di vitamina D, quasi nessuno incontra i favori dei nostri bambini e dei nostri ragazzi. Insomma: non stupisce che molti studi condotti in questi ultimi anni dimostrino che molti di loro hanno bassi livelli di questa vitamina.

Nei primi due anni di vita la carenza di vitamina D si manifesta con il rachitismo, espressione di inadeguata mineralizzazione dell'osso in crescita con deformazioni dello scheletro. Oggi il rachitismo, nel nostro Paese è molto raro anche se talvolta lo si può diagnosticare nei piccoli bambini di pelle scura – soprattutto di origine africana – che proprio per via del colore della loro pelle sono meglio protetti dai raggi ultravioletti, ma sintetizzano meno vitamina D.


Il rachitismo si manifesta solitamente con un ingrossamento dei polsi e delle caviglie, la comparsa di nodosità al torace (il cosiddetto rosario rachitico), il rammollimento delle ossa del cranio (cranio a pallina di ping pong) e l'incurvamento delle ossa lunghe degli arti inferiori.
Nelle età successive l'ipovitaminosi D si manifesta con debolezza muscolare, una netta diminuzione della densità ossea e un aumentato rischio di fratture.

Le ipervitaminosi (eccesso di vitamina D) si verificano esclusivamente per un'eccessiva somministrazione di farmaci che contengono vitamina D. Non si conoscono casi di ipervitaminosi causati da eccessiva esposizione al sole o da eccessiva assunzione di alimenti che contengono vitamina D. I sintomi dell'ipervitaminosi sono causati dall'eccessivo assorbimento di calcio che determina un aumento della calcemia (concentrazione di calcio nel sangue), nausea, vomito, diarrea e, se l'ipervitaminosi si protrae nel tempo, danni renali e cardiaci causati dal deposito di calcio nel rene e nel cuore.

Sulla base delle linee guida nazionali e internazionali, si consiglia la supplementazione di vitamina D solamente nei primi 12 mesi di vita, al dosaggio di 400 U.I. al giorno. Dopo l'anno di età, l'integrazione con vitamina D è indicata solo in alcune categorie a rischio (in particolare, bambini con patologie croniche che comportano un ridotto assorbimento intestinale della vitamina).
Perché i livelli di vitamina D siano adeguati, è comunque consigliabile che i bambini e gli adolescenti seguano una dieta varia ed equilibrata e svolgano frequenti attività all'aria aperta.

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Percorsi di Cura e Salute: le vitamine

 

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  • A cura di: Francesco Gesualdo
    Unità Operativa di Innovazione e Percorsi Clinici
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 20 gennaio 2021


 
 

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