Alimentazione del bambino cardiopatico

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02 settembre 2016

Quando parliamo di cardiopatia nel bambino ci riferiamo alle cardiopatie congenite caratterizzate, dal punto di vista nutrizionale, da un ritardo di crescita. Le difficoltà respiratorie inducono un aumento delle necessità caloriche e la malnutrizione che ne deriva aumenta il rischio operatorio. Un quadro clinico così complesso si accompagna alla difficoltà ad alimentarsi causata da:
- affaticamento nel corso del pasto e quindi incapacità ad assumere volumi adeguati;
- senso di sazietà precoce;
- frequente ricorso a terapie antibiotiche con conseguente alterazione della flora batterica intestinale e malassorbimento.
 

STRATEGIE DIETETICHE NEL LATTANTE

Stabilire la quantità giornaliera di latte tollerato. Se si rivelasse insufficiente a garantire la copertura dei fabbisogni nutrizionali si potrà gradualmente:
- aumentare la concentrazione del latte fino al 15%, prevedendo l'utilizzo di idrolisati proteici;
- aggiungere integratori calorici e/o proteici;
- aumentare il volume dei pasti.

Qualora questi provvedimenti non dovessero essere sufficienti al raggiungimento dell'obiettivo nutrizionale si potrà ricorrere all'alimentazione enterale con sondino naso-gastrico:

BOLO: il bambino dovrà essere alimentato con il biberon per non più di 15-20 minuti. Il pasto rimanente sarà somministrata attraverso il sondino naso-gastrico

ENTERALE: il bambino assumerà durante il giorno la quantità di latte che riuscirà ad assumere agevolmente con il biberon. La quantità di latte rimanente verrà somministrata attraverso il sondino durante la notte 

ENTERALE CONTINUA: il volume totale dei pasti verrà somministrato esclusivamente attraverso il sondino naso-gastrico nell'arco di 20-22 ore
 

STRATEGIE DIETETICHE DOPO IL DIVEZZAMENTO

Sarà utile:
-
 proporre piccoli pasti frequenti
-
 utilizzare piatti unici, preferendo quelli a base  di pasta o riso arricchiti con carne, pesce o legumi
-
 utilizzare parmigiano e/o formaggini per aumentare la quota calorica e l'apporto proteico (nel caso non vi siano limitazioni per gli apporti di sodio)
-
condire sempre gli alimenti con abbondante olio extra vergine di oliva
-
 aggiungere agli alimenti integratori calorici a base di maltodestrine o maltodestrine+lipidi
 

IL CHILOTORACE

Il chilo rappresenta il prodotto finale dei trigliceridi che, dopo l'assorbimento intestinale, passano nel dotto toracico sotto forma di chilomicroni. Il chilotorace è un accumulo di chilo nella cavità pleurica causato da una fistola linfatica interna. L'origine della fistola può essere congenita, ostruttiva o traumatica. La fistola può essere riparata chirurgicamente, ma può anche essere trattata in maniera conservativa prevedendo una dieta a ridotto contenuto di grassi, integrata con l'utilizzo di olio MCT ed integratori a base di carboidrati (maltodestrine) e supplementata con vitamine e minerali.
 

CHILOTORACE: TRATTAMENTO DIETETICO NEL LATTANTE

Utilizzo di formule lattee a ridotto contenuto di acidi grassi a lunga catena
Portagen*         (Mead-Johnson)                                                              
Basic F *  **     (Milupa Nutricia) 
Caprilon *         (Nutricia)
Monogen  *       (Nutricia)

* formule da utilizzare sotto controllo medico e per brevi periodi.
** formula priva di grassi 
 

CHILOTORACE: TRATTAMENTO DIETETICO NEL DIVEZZAMENTO

Alimenti da utilizzare liberamente:
- Brodo vegetale
- Creme di cereali
- Passato di verdure
- Carni magre fresche o liofilizzate no omogeneizzato di carne 
- Frutta fresca o omogeneizzata
- Olio MCT

Il reinserimento nella dieta di alimenti contenenti grassi dovrà essere graduale e sarà subordinato alla risoluzione del chilotorace.
 

 Tabella Alimenti 
 

   

Alimenti permessi

 

Alimenti vietati

 

 

 

 

 

Latte

 

Latte e yogurt totalmente scremati

 

Latte intero, panna, formaggi, latticini, yogurt interi, gelati, budini

 

 

 

 

 

Uova

 

Albume

 

Tuorlo

 

 

 

 

 

Pesce

 

Sogliola,merluzzo, tonno al naturale, alici, calamari, cernia, gamberi, baccalà, palombo, trota, polpo, rombo, seppia.

 

Anguilla,aringa, capitone, coregone, lattarini, orata, salmone, sardine, sgombro, caviale, prodotti surgelati panati o precucinati.

 

 

 

 

 

Carne

 

Agnello, coniglio, pollo, tacchino, struzzo, vitello, cavallo, bovino adulto

 

Maiale, selvaggina, insaccati

 

 

 

 

 

Legumi

 

Fagioli, fave, lenticchie, piselli.

 

Ceci, soia

 

 

 

 

 

Grassi

 

Olio MCT

 

Olio di oliva, olio di semi, burro, margarina, lardo o strutto

 

 

 

 

 

Cereali

 

Pasta di semola, riso, orzo, farro, mais, pane non lavorato, cracker Magretti Galbusera

 

Pasta all'uovo, pasta lavorata industriale, pane all'olio e al latte, crackers, grissini, pizza

 

 

 

 

 

Dolci e Biscotti

 

Soltanto quelli fatti con ingredienti idonei, meringhe, sorbetti, ghiaccioli, caramelle di gelatina, Biscotti Galbusera Zerogì, Biscotti senza grassi Lazzaroni, Pavesini (anchye alo caffè e cacao), fette biscottate, fiocchi di cereali semplici, gallette di riso soffiato.

 

Tutti i dolci di pasticceria preparati con i grassi non consentiti, cioccolato, cacao in polvere, nutella.

 

 

 

 

 

Frutta

 

Tutta quella fresca

 

Frutta secca, avocado, olive

 

 

 

 

 

Verdura

 

Tutte

 

Verdure precucinate e/o panate

 

 

 

 

 

Salse

 

Ketchup

 

Maionese, mostarda, salse contenenti olio

Bevande

 

Bevande frizzanti o gasate, spremute, succhi di frutta, tè, caffè, tisane, camomilla

 

Bevande al cioccolato

Varie

 

Zucchero, miele, marmellata, melassa, aromi vari, aceto, limone, spezie

 

 

 

 


* le carni dovranno essere private della pelle e del grasso visibile prima della cottura.


a cura di: Dott. Fabrizio Drago
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute