Anchilostomiasi

La malattia è causata da vermi in grado di infettare l'uomo. Se trattata in tempo e in modo adeguato si risolve completamente
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27 gennaio 2020


CHE COS'È

L'anchilostomiasi è un'infezione che nell'uomo è causata da due specie di vermi uncinati del phylum dei Nematodi, l'Ancylostoma duodenale e il Necator americanus, ricorrenti in Africa, Asia e in America. Il Necator americanus prevale in America centrale e meridionale e in Australia, mentre l'Ancylostoma duodenale è presente in Medio Oriente, Nord Africa ed Europa meridionale. Ancylostoma braziliense e Ancylostoma caninum sono anchilostomi che hanno come ospiti primari cani e gatti, ma a volte possono infettare l'uomo causando la larva migrans cutanea e, raramente, l'enterocolite eosinofila.

QUALI SONO LE CAUSE
Le uova di questi parassiti sono depositate nel terreno con le feci degli individui, dei cani e dei gatti infetti. In condizioni favorevoli le uova si schiudono dopo 1-2 giorni, liberando larve che non sono infettanti. Le larve mutano nei successivi 5-10 giorni e solo a questo punto sono in grado di infettare l'uomo. Penetrando direttamente attraverso la pelle, le larve raggiungono il sangue e così i polmoni. Dai polmoni i parassiti arrivano all'epiglottide, vengono deglutiti e si stabiliscono nell'intestino dell'ospite, dove iniziano a nutrirsi del suo sangue.

QUALI SONO I SINTOMI
Le infezioni da Ancylostoma possono non causare alcun sintomo. È possibile che si manifesti uno sfogo in rilievo (rash papulovescicolare) nel punto in cui è penetrata la larva, di solito sui piedi. Se un gran numero di larve migrano verso i polmoni si può avere la sindrome di Löffer – malattia polmonare caratterizzata da tosse secca, sibili, aumento degli eosinofili nel sangue e presenza di opacità rotondeggianti alla radiografia del torace – a volte con emissione di sangue con la tosse (emottisi).
La presenza dei vermi adulti nell'intestino può causare dolore addominale, mancanza di appetito, flatulenza, diarrea e perdita di peso.
Se l'infezione è cronica e grave la persona infetta può presentare anemia da carenza di ferro, che a sua volta causa pallore, stanchezza, debolezza, aumento di frequenza dei battiti cardiaci oltre i limiti normali (tachicardia) ed edema alle estremità.
Nei bambini, la perdita cronica di sangue può portare a grave anemia, anasarca (edema sottocutaneo diffuso) e, nelle donne in gravidanza, a ritardo di crescita del feto. È possibile che aumenti il numero degli eosinofili nel sangue.
La larva migrans cutanea si può manifestare quando gli anchilostomi di cani e gatti infettano gli esseri umani. In questo caso le larve non raggiungono né il sangue né l'intestino dell'ospite, ma dal sito di infezione migrano nella pelle causando lesioni cutanee tipiche, irregolari e che danno prurito. Il tragitto della migrazione è visibile sulla pelle come un canalicolo di colore bruno-rossastro, di aspetto filiforme, tortuoso.

COME SI FA LA DIAGNOSI
La diagnosi di anchilostomiasi si basa su un'attenta raccolta della storia del paziente e su una visita altrettanto accurata.
La diagnosi  viene confermata cercando le uova del parassita direttamente nelle feci fresche, che devono essere conservate al freddo, per evitare che le uova si schiudano e le larve di Ancylostoma possano essere confuse con quelle di altri parassiti. La diagnosi di larva migrante cutanea è clinica e si basa sull'osservazione delle lesioni, dal momento che le uova non sono presenti nelle feci.

COME SI CURA
I farmaci indicati per trattare l'anchilostomiasi sono albendazolo, mebendazolo o pamoato di pyrantel, da usare in gravidanza solo se i benefici superano i rischi. Può essere necessaria inoltre una terapia di sostegno generale e la somministrazione di ferro per correggere l'anemia da carenza di ferro. 

COME SI PREVIENE
Misure efficaci nella prevenzione dell'anchilostomiasi sono evitare zone contaminate da feci umane e il contatto diretto della cute con il suolo contaminato, indossando scarpe e barriere se ci si siede a terra. Tuttavia, queste sono misure di difficile applicazione in molte zone endemiche. Nelle aree ad alto rischio vengono somministrate terapie di massa ogni 3-4 mesi alle popolazioni sensibili.

QUAL È LA PROGNOSI
Se trattata in modo adeguato e tempestivo, l'anchilostomiasi si risolve in modo completo. Se la malattia viene trascurata e non trattata, gli individui colpiti vanno incontro a gravi complicazioni che in alcuni casi possono portare al decesso.


a cura di: Caterina Rizzo
Area Funzionale di Percorsi Clinici ed Epidemiologia
in collaborazione con: