Appendicite acuta

L'asportazione dell'appendice vermiforme infiammata è uno degli interventi chirurgici più comuni tra i 6 e i 20 anni. Vediamo insieme quali sono le cause, come riconoscerla, quando rivolgersi al chirurgo
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08 settembre 2016

CHE COS'È L'APPENDICITE?

L'appendice vermiforme è un tubulo sottile che origina dalla prima porzione del grosso intestino chiamato cieco. Normalmente è posizionata a livello del quadrante inferiore destro dell'addome. Non è ancora del tutto chiaro il suo funzionamento, anche se alcune teorie ipotizzano che svolga un ruolo di secondo piano nel sistema immunitario (soprattutto nel primo anno di vita); diffuso è il parere che sia del tutto inutile. La rimozione dell'appendice non sembra influire in alcun modo sulla salute di una persona


CHE COS'È L'APPENDICITE ACUTA?

L'appendicite acuta è una irritazione, infiammazione ed infezione dell'appendice vermiforme generalmente causata da un'ostruzione interna dell'appendice, evento favorito dalla ricchezza di tessuto linfatico e dalla ristrettezza del diametro interno. L'appendicite acuta è la causa più comune di urgenza chirurgica nell'età pediatrica.


QUALI SONO LE CAUSE?

L'appendicite acuta si manifesta quando l'interno dell'organo viene riempito da qualcosa che ne causa il rigonfiamento, come ad esempio muco, feci, parassiti, corpi estranei o noccioli, coproliti (concrezioni di feci), crescita anormale del tessuto linfatico o, talvolta, tumori. Il ristagno di questi materiali provoca la virulentazione dei germi presenti all'interno dell'appendice (l'antibioticoterapia non risolve il quadro perché non rimuove l'ostruzione!)

La rottura o perforazione dell'appendice sono la causa della trasformazione della infezione dell'organo in contaminazione della cavità addominale da parte di materiale francamente infetto (feci) cui l'organismo risponde con la produzione di pus (peritonite).


QUAL'È LA FREQUENZA DELL'APPENDICITE?

Si manifesta prevalentemente in una età compresa tra i 6 e i 20 anni, mentre risulta meno comune nei bambini al di sotto dei 4 anni di etàQuanto più sono piccoli i bambini tanto più facilmente ci si può trovare di fronte a una appendice già perforata (peritonite) a causa di alcuni fattori anatomici (impianto largo della base appendicolare, brevità dell'epiploon) e alla difficoltà che hanno i bambini di questa età a riferire con precisione la sintomatologia soggettiva.

L'appendicite è frequente sia nel sesso maschile che in quello femminile e si valuta che vengano eseguite all'incirca quattro asportazioni chirurgiche ogni mille bambini al di sotto dei 14 anni di età. È una malattia propria dei paesi occidentali e rara in Asia e Africa (motivi dietetici)


QUALI SONO I SINTOMI?

La sintomatologia può essere differente da paziente a paziente e molto può dipendere dall'età, dalla posizione dell'appendice, dal rapporto che si instaura con il clinico.

I sintomi più frequenti possono essere:

- Dolore addominale che può nascere nell'area circostante l'ombelico o a livello dello stomaco e quindi spostarsi a livello del quadrante inferiore destro dell'addome oppure nascere e persistere direttamente in tale zona (peggiora con il movimento, con i respiri profondi, con la palpazione, la tosse o lo starnutire); il dolore può interessare tutto l'addome nel caso di rottura dell'appendice (perforazione peritonite);
- Nausea e vomito;
- Perdita dell'appetito;
- Febbre anche non molto alta (37,2 - 38°C) nelle forme iniziali non complicate da peritonite e malessere generale;
- A volte dolore alla gamba destra;
- Modificazioni nel comportamento;
- Stipsi o diarrea;
- Incapacità ad espellere gas;
- Gonfiore addominale


COME SI FA LA DIAGNOSI?

La raccolta della storia clinica e l'esame clinico, sono alla base di una diagnosi corretta e tempestiva. Durante la visita il medico farà delle specifiche domande riguardo i sintomi e lo stato di salute in generale. Le risposte a queste domande aiuteranno ad escludere altre condizioni. Può essere utile eseguire un prelievo di sangue (per valutare i globuli bianchi, i neutrofili e la proteina C reattiva) così come un'ecografia, da eseguire, comunque, solo in casi selezionati e comunque dopo una accurata visita chirurgica, anche perché gli esami strumentali, come l'ecografia, non sempre risultano decisivi per la diagnosi, ma possono servire per escludere altre patologie.

Spesso infezioni extra appendicolari (respiratorie o virali) possono provocare iperplasia del tessuto linfatico dell'appendice con conseguente avvio del processo infiammatorio e dolore addominale simile all'appendicite (in realtà sono più frequenti casi di ileite con sintomatologia dolorosa addominale senza flogosi appendicolare). Per tale motivo in alcune fasce di età è utile eseguire Rx torace nei dolori addominali per escludere infezioni respiratorie.


QUANDO È NECESSARIO CONSULTARE  IL CHIRURGO?

Ogni qual volta si ha anche il solo sospetto che un dolore addominale possa essere causato da un'appendicite. Nel caso in cui venga sospettata tale patologia è consigliabile non somministrare né liquidi né solidi in modo da preparare vostro figlio ad un eventuale intervento ove necessario ed indicato e non somministrare antidolorifici, antispastici o antibiotici che maschererebbero il vero quadro clinico.


QUALE È IL TRATTAMENTO?

Il trattamento specifico per questo tipo di patologia viene deciso e determinato dal chirurgo tenendo conto di una serie di fattori tra i quali l'estensione della malattia, l'età del bambino, la situazione clinica generale, la storia medica, la tolleranza del bambino a determinate procedure o terapie. A tutto ciò va ovviamente aggiunto quanto già sottolineato sulla possibilità di rottura dell'appendice che può causare una peritonite, in tal caso il trattamento di scelta è quello della appendicectomia.

Il solo trattamento medico ("raffreddare" l'appendicite con antibiotici e borsa di ghiaccio) espone al rischio di recidiva, in forma spesso anche più virulenta.


COME AVVIENE IL TRATTAMENTO CHIRURGICO?

L'unica terapia risolutiva è l'intervento chirurgico di asportazione dell'appendice che può essere eseguito nel modo tradizionale o in laparoscopia.

Nel primo caso, in anestesia generale si esegue una incisione a livello del quadrante inferiore destro dell'addome. Il chirurgo localizza l'appendice e la rimuove. Nel caso in cui sia presente una rottura della stessa, viene lasciato un piccolo drenaggio (un tubicino) nella cavità addominale per consentire al pus o agli altri fluidi di venire eliminati all'esterno. Il tubo viene rimosso dopo pochi giorni, quando cioè vi sia la sicurezza che non esiste più pericolo di una infezione addominale.

Casi selezionati si possono giovare di un intervento in laparoscopia che prevede una piccola incisione sull'addome e l'utilizzo di telecamera e speciali strumenti per poter rimuovere l'appendice.

Immediatamente dopo il trattamento chirurgico al bambino non viene consentito di bere o mangiare per un periodo di tempo che varia da caso a caso (normalmente dalle 24 alle 72 ore) e pertanto il paziente viene sottoposto ad una terapia reidratante per via endovenosa associata o meno ad una terapia antibiotica di protezione. Passato questo periodo, quando riappare la canalizzazione intestinale, al paziente viene consentita prima una dieta liquida e poi solida. Un paziente trattato per una peritonite, normalmente rimane in ospedale per qualche giorno in più rispetto a quelli operati per una appendicite acuta (mediamente 7-10 giorni)


COSA FARE A CASA? 

È consigliabile che le attività abituali ricomincino in maniera prudente e graduale facendo in modo che lo sport non riprenda prima di 3-4 settimane dopo l'intervento e che si eviti di fare effettuare il bagno o la doccia prima che la ferita si sia chiusa definitivamentePotrà essere necessario in qualche caso continuare la terapia antibiotica ovvero eseguire delle medicazioni che normalmente non sono dolorose.

Sono consigliati alimenti liquidi come il brodo, i succhi di frutta o verdura e le tisane. Per riabilitare gradualmente il sistema digerente al cibo, assumere minestre, verdure cotte, fibre. Evitare cibi che producono gas come legumi o formaggi stagionati.


a cura di: Prof. Alessandro Inserra
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute