Attività fisica nell'età evolutiva

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14 dicembre 2016

ATTIVITÀ FISICA PER IL BAMBINO

Nel nostro paese la pratica dell'attività fisica in età evolutiva è molto diffusa perché aiuta il bambino a:
- crescere in modo armonico;
- facilitare la vita di relazione con i coetanei, anche favorendo il confronto e la competizione.

Nei primi anni di vita (età pre-scolare) è consigliabile, quando possibile, la pratica del nuoto che dispone il bambino a muoversi nell'acqua con facilità (acquaticità) e senza timore. Imparare a nuotare è inoltre quasi un dovere sociale in Italia, paese proiettato nel Mediterraneo e contornato in massima parte dal mare.  


SPORT INDICATI NELLE ETÀ SUCCESSIVE

La prima fase dell'età scolare deve prevedere un'attività fisica aspecifica: il bambino non deve essere indirizzato verso una sola disciplina, ma deve praticare discipline diverse di suo gradimento, sempre con uno spirito di gioco e non di competizione.
Dai 10-12 anni si può iniziare a parlare di attività fisica competitiva, ponendo più attenzione ad una singola disciplina. Nel nostro paese la pratica del calcio è molto diffusa nei soggetti di sesso maschile. Come tutte le discipline, esso consente al bambino uno sviluppo psico-fisico buono, quando si effettua la preparazione fisica generale e non solo la semplice pratica del gioco. Le ragazze rivolgono le loro preferenze alla pallavolo, pallacanestro, nuoto e danza, tutti sport che permettono un ottimo sviluppo.


LA TUTELA DELLO SPORT

In Italia la legge sulla tutela sanitaria dell'attività sportiva è molto severa e, diversamente da molti paesi europei, essa considera responsabile civilmente e penalmente del suo operato il medico che certifica l'idoneità all'attività fisica per eventuali incidenti che possono occorrere al bambino durante la pratica dell'attività fisica.  
Il certificato di idoneità alla attività fisica ludica (non agonistica) può essere redatto dal medico o pediatra curante. Il certificato di idoneità alla attività fisica agonistica deve essere redatto dal medico specialista in Medicina dello Sport. Nel primo caso non sono previsti esami clinici né strumentali particolari mentre nel secondo, trattandosi di attività a maggior impegno cardio-respiratorio, sono previsti i seguenti accertamenti:
- visita cardiologica con misurazione della pressione arteriosa;
- elettrocardiogramma a riposo e dopo sforzo (step test);
- esame spirografico;
- esame completo delle urine.  
Solo con il risultato di questi accertamenti (che sono a carico del paziente, non del SSN) è possibile rilasciare il certificato di idoneità, salvo casi in cui siano previsti accertamenti supplementari (per es: visita ORL per l'attività subacquea; visita neurologica + EEG per sci alpino-slalom gigante, discesa libera, etc.).  

Tutto questo vale per i soggetti sani in età evolutiva.


PATOLOGIE CRONICHE

In bambini o adolescenti portatori di patologia di vario tipo e gravità è necessario eseguire esami clinici e strumentali più sofisticati (prova da sforzo, ecocardiogramma, registrazione dinamica del ritmo cardiaco o della pressione arteriosa, etc.). Questi esami, stabiliti caso per caso secondo precisi protocolli, rendono possibile l'inquadramento clinico del paziente, permettono di stabilire le sue condizioni fisiche, il tipo e l'intensità di attività fisica più idonea. Si eseguono in centri di 2°-3° livello ai quali è richiesta esperienza e perizia nel trattare questo tipo di pazienti.
Le patologie più comuni interessano l'apparato cardiovascolare (cardiopatie congenite operate e non), respiratorio (asma, fibrosi cistica), endocrinologico (diabete), emuntorio renale (insufficienza renale, portatori di trapianto di rene) oltre ad un gran numero di altre condizioni patologiche.  
Al soggetto affetto da una patologia cronica non bisogna mai far perdere la speranza di poter praticare un'attività fisica; è necessario un dialogo sereno e costruttivo tra medico, genitori e paziente per stabilire insieme la linea di condotta più idonea. Questa permetterà di aiutare il ragazzo a praticare lo sport più adatto evitandogli nello stesso tempo situazioni di pericolo.

 

 


a cura di: Dott. Attilio Turchetta
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute