Autismo, disturbi dello spettro autistico

Stampa Pagina

24 maggio 2016

COS'È

I Disturbi dello Spettro Autistico sono un insieme eterogeneo di alterazioni del neurosviluppo, legati, cioè, ad una anomala maturazione cerebrale che inizia già in epoca fetale, molto prima della nascita del bambino. Il disturbo si presenta in modo molto variabile da caso a caso, ma in generale è caratterizzato dalla compromissione della comunicazione e dell'interazione sociale e dalla presenza di interessi e comportamenti ristretti e ripetitivi. 

Questa categoria diagnostica comprende i differenti sottotipi cui si faceva riferimento in passato, ad esempio Disturbo Autistico, Sindrome di Asperger, Disturbo Generalizzato/Pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato, Disturbo Autistico ad alto funzionamento.
 

COMUNICAZIONE E INTERAZIONE SOCIALE

Lo sviluppo sociale e comunicativo inizia in età molto precoce. Fin dai primi stadi dello sviluppo, infatti il bambino risulta impegnato attivamente ad interagire con l'ambiente circostante. Segnali di un corretto sviluppo socio-relazionali possono essere: la comparsa dei primi sorrisi, così come la comparsa dei primi gesti intenzionali (tra tutti il gesto di indicare che compare tra il primo e il secondo anno di vita). Lo sviluppo del canale comunicativo non verbale (gesto) si accompagna e spesso precede quello linguistico. Le prime parole iniziano ad emergere normalmente intorno all'anno di vita e intorno ai 18 mesi compaiono le prime combinazioni di parole.
 

QUANDO E COME SI MANIFESTA

I Disturbi dello Spettro Autistico si manifestano in genere nei primi anni di vita del bambino. Generalmente i genitori sono i primi a rendersi conto delle difficoltà del loro bambino già dai 18 mesi. In casi molto lievi questo può accadere anche dopo i 24 mesi.  In alcuni bambini i genitori riportano uno sviluppo apparentemente adeguato fino ai 18 mesi seguito da un arresto e/o da una regressione di competenze già acquisite.

I primi campanelli di allarme solitamente sono:
mancata responsività sociale (es. ritardo dello sviluppo linguistico, non risposta al nome, scarso e incostante contatto con lo sguardo, scarso interesse per gli altri e per le loro attività, scarso interesse per gli altri bambini…)
presenza di comportamenti stereotipati (es. interesse eccessivo per alcuni oggetti o parti di oggetti, eccessivo attaccamento a comportamenti routinari, presenza di stereotipie delle mani e/o del corpo).
 

LA DIAGNOSI

La diagnosi è "clinica", ovvero basata unicamente sull'osservazione del bambino. Non esistono, cioè, accertamenti chimico-clinici o di "imaging" (TAC, risonanza magnetica…) in grado di confermare la diagnosi. È quindi opportuno affidarsi a strutture sanitarie specializzate e ad una equipe multidisciplinare, composta da Neuropsichiatra Infantile, Psicologo, Logopedista adeguatamente preparata per una valutazione clinica globale del bambino.

Test specifici utili che guidano i clinici nel percorso diagnostico sono l'ADOS-2 (Autism Diagnostic Observation Shedule-2nd Edition) e l'ADI-R (Autism Diagnostic Interview-Revised). Il primo si basa sull'osservazione del gioco mentre il secondo test è un'intervista raccolta dai genitori per indagare la presenza di sintomi dello spettro. È indispensabile in fase diagnostica indagare, oltre alla sintomatologia legata all'autismo, il funzionamento cognitivo, adattivo e le capacità linguistiche del bambino.
 

COME VIENE EFFETTUATO IL TEST?

Gli incontri con il bambino hanno lo scopo di valutare la presenza di sintomi tipici di un disturbo dello spettro autistico nonché le competenze cognitive, adattive e linguistiche del bambino e l'eventuale presenza di psicopatologie associate.

Attraverso gli incontri con i genitori si raccolgono informazioni sui comportamenti del bambino e si ricostruiscono le prime fasi di vita e di crescita del bambino così da definire l'epoca di acquisizione delle tappe dello sviluppo psicomotorio, linguistico e sociale.
 

IL TRATTAMENTO

Una volta definita la diagnosi, è necessario progettare un intervento riabilitativo efficace. Nella scelta della terapia va sempre considerata la fase dello sviluppo e la significativa eterogeneità clinica dei bambini con autismo. Nel 2011 l'Istituto Superiore di Sanità, ha elaborato la Linea Guida per il Trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti.

I trattamenti più efficaci sono:
- Programmi psicologici e comportamentali strutturati (Applied Behavioral Analysis - ABA, Early Intensive Behavioural Intervention - EIBI, Early Start Denver Model –ESDM) mirati a modificare i comportamenti del bambino per favorire un miglior adattamento alla vita quotidiana.
Interventi mediati dai genitori: i genitori sono guidati dai professionisti per apprendere e applicare nella quotidianità le modalità di comunicazione più adatte per favorire lo sviluppo e le capacità comunicative del figlio;

Possiamo definire appropriato un intervento quando:
è precoce (entro i 2-3 anni)
è intensivo (20/25 ore a settimana di occasioni di apprendimento, in cui il bambino sia attivamente coinvolto in attività psicoeducative pianificate ed adeguate al suo grado di evoluzione, distribuite nei diversi contesti di vita: centro terapeutico, famiglia e scuola);
prevede un attivo coinvolgimento della famiglia e della scuola;
è caratterizzato da una costante misurazione dei progressi.
 

QUAL È IL COMPORTAMENTO PIÙ ADATTO

Data la specificità della sintomatologia presentata dai bambini con Disturbo dello Spettro Autistico risulta utile adottare strategie di interazione che si adeguino il più possibile alle loro difficoltà di interazione e di comunicazione. 

È utile, infatti, nell'interazione con il proprio bambino tenere presenti alcuni accorgimenti:
mantenere una postura che favorisca il contatto dello sguardo e l'interazione faccia a faccia;
seguire l'interesse del bambino per provare a coinvolgerlo in attività condivise;
parlare con un linguaggio semplice, adatto alle competenze linguistiche del bambino.

Per i genitori può essere utile, soprattutto nelle prime fasi dopo la diagnosi, intraprendere un percorso di Parent Training e/o Terapia Mediata dai Genitori per favorire una corretta modalità di interazione con il bambino.


a cura di: Dott.ssa Eleonora Napoli
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute