Donazione di latte umano: Le Banche del Latte

La Banca del Latte Umano Donato è una struttura capace di raccogliere, controllare, trattare, conservare e distribuire il latte
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22 marzo 2019

Il latte materno è un alimento unico, specifico per ogni bambino, con una composizione ideale per le sue esigenze nutritive e di sviluppo fisico e neurologico. 

Con il supporto di numerose prove scientifiche, il latte materno risulta indicato anche per l'alimentazione dei neonati pretermine, soprattutto per quelli di peso molto basso alla nascita (inferiore cioè ai 1500 g). Per questi particolari bambini, se non fosse disponibile il latte della propria madre, la prima alternativa è rappresentata dal latte di donna proveniente dalla Banca del Latte Umano Donato (BLUD).
Questa stessa opportunità può trovare utile impiego anche in altre situazioni:

-rialimentazione dopo interventi chirurgici eseguiti sull'addome in epoca neonatale; 

-gravi allergie alimentari; 

-deficit immunitari; 

-insufficienza renale cronica; 

-sindromi con grave malassorbimento; 

-diarrea intrattabile.

COSA DA UNA BANCA DEL LATTE UMANO DONATO
La Banca del Latte Umano Donato è una struttura capace di raccogliere, controllare, trattare, conservare e distribuire il latte proveniente da madri:

-"in buona salute e con un corretto stile di vita"; 

- che producano una quantità di latte superiore al bisogno del proprio bambino;

- che abbiano il desiderio di donare il proprio latte, senza alcun fine di lucro. 

Si tratta di un atto di grande generosità, con l'unico fine di aiutare i bambini che ne hanno più bisogno, in una fase particolarmente delicata della loro vita.

L'ASSOCIAZIONE ITALIANA DELLE BANCHE DEL LATTE UMANO DONATO
Attualmente le Banche del Latte Umano Donato sono presenti in molti paesi del mondo tra i quali l'Italia dove, dal 2005, è nata l'Associazione Italiana delle Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD), una ONLUS che persegue lo scopo di promuovere e diffondere l'allattamento materno, la donazione e l'utilizzo del latte donato nei centri di neonatologia. Inoltre, ha la funzione di favorire il coordinamento delle Banche del Latte Umano Donato esistenti in Italia e la costituzione di nuove banche nelle aree carenti, promuovendo continuamente il miglioramento della qualità nelle procedure operative. Nel 2010, per il coordinamento e la realizzazione delle Banche del Latte in Europa, è stata costituita anche la "European Milk Banking Association".   

COME VIENE TRATTATO IL LATTE DONATO
Le procedure operative a cui si attengono le banche dell'Associazione Italiana delle Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD) fanno riferimento alle "Linee di indirizzo nazionale per l'organizzazione e la gestione delle banche del latte umano donato nell'ambito della protezione, promozione e supporto dell'allattamento al seno" del Ministero della Salute Italiano ed esprimono indicazioni precise riguardanti tutte le fasi relative alle attività della banca. 

COME SI DIVENTA DONATRICE
Quando una mamma si rivolge ad una delle Banche del Latte Umano Donato per donare il proprio latte, il personale sanitario deve eseguire una valutazione iniziale per stabilire se la donna ha i requisiti per diventare donatrice. A tale scopo la donazione viene preceduta da un'accurata raccolta della storia clinica, unitamente ad una valutazione dello stato di salute e di alcuni esami del sangue della mamma. Viene inoltre proposta la compilazione di un questionario per individuare situazioni che non permettono la donazione a causa del pericolo di trasmissione di agenti tossici e/o infettivi. In particolare, per diventare donatrice, la nutrice deve dichiarare di: 

- non fumare;

- non assumere droghe; 

- non consumare elevate quantità di caffè, cioccolata/cacao, tè;

- non assumere alcoolici (ammessi solo in piccola quantità);

- non aver avuto, nei 6 mesi precedenti, rapporti sessuali non protetti con partner sconosciuti e non essere affetta da malattie veneree; 

- non essersi sottoposta a piercing o a tatuaggi (a meno che non siano stati eseguiti con strumenti monouso a perdere) o ad agopuntura (se non eseguita da un medico e con aghi monouso a perdere) nei 6 mesi precedenti;

-  non aver eseguito trasfusione di sangue o emoderivati o trapianto di organi nei 6 mesi precedenti;

- non essere positiva per epatite B, C, HIV;

- non essere ammalata di sifilide o tubercolosi;

- non essere affetta da mastite, infezione fungina del capezzolo e dell'areola o da herpes simplex o varicella nella zona del torace o della mammella;

- non assumere farmaci la cui valutazione, comunque, va effettuata caso per caso.

QUALI ATTENZIONI DEVE SEGUIRE LA MAMMA DONATRICE
La donatrice va bene informata sulle norme igieniche da seguire e sulle modalità necessarie ad effettuare la raccolta e la conservazione del proprio latte. La manipolazione del latte da donare richiede infatti un'attenzione particolare per evitare che possa contaminarsi durante la raccolta e la conservazione, in quanto i batteri tendono a moltiplicarsi rapidamente nel latte materno. 

Al momento dell'estrazione le mani vanno lavate con cura e le mammelle solo con acqua corrente.

Lo svuotamento può essere eseguito con spremitura manuale o, in alternativa, con tiralatte manuale o elettrico. 

Il latte estratto viene raccolto e conservato in biberon sterili monouso, opportunamente etichettati, forniti gratuitamente dalla BLUD. 

COSA FARE DOPO L'ESTRAZIONE DEL LATTE A CASA
Dopo la raccolta il contenitore va chiuso in maniera ermetica, tenuto sotto l'acqua corrente per qualche minuto per consentire il raffreddamento del latte appena estratto e posto rapidamente in frigorifero (a +4 °C), al fine di poter aggiungere ulteriori quantità di latte in tempi successivi. Entro 24 h dalla raccolta (12 ore se il frigo non permette di garantire la temperatura richiesta) il latte va conservato nel freezer, ricordandosi di non riempire mai completamente il contenitore in quanto il congelamento comporta un aumento di volume. Se invece non si prevede di aggiungere ulteriori aliquote, il latte può essere congelato fin da subito.

Dopo la raccolta, previo contatto telefonico, seguirà il ritiro dei campioni di latte direttamente al domicilio della mamma.

COME VIENE TRATTATO E A CHI VIENE OFFERTO IL LATTE IN OSPEDALE
Giunto alla Banche del Latte Umano Donato il latte deve essere controllato, trattato e conservato. La sua manipolazione deve sempre seguire i principi della HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points, vale a dire: sistema di analisi dei rischi e di controllo dei punti critici), con lo scopo di evitare possibili errori.
Il latte viene "pastorizzato", sottoposto cioè ad un processo di riscaldamento che ha lo scopo di eliminare microrganismi pericolosi come virus, batteri, protozoi, muffe e lieviti. Al termine del processo di pastorizzazione il latte viene congelato ad una temperatura di – 20 °C, al fine di poter essere conservato per un periodo che non deve superare i 3 mesi. 

Su precisa richiesta medica, il latte donato viene scongelato per essere offerto a chi ne ha più bisogno, di solito ai neonati ricoverati nelle Unità Operative di Terapia Intensiva Neonatale.


a cura di: Guglielmo Salvatori, Paola Reposi, Patrizia Amadio
Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale
In collaborazione con: