Deficit di Alfa 1 Antitripsina (Aat)

E' una malattia rara, l'incidenza è circa di 1 su 1500/3500 nati vivi ed è più frequente nelle popolazioni del Nord Europa.
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14 giugno 2019


CHE COS'E'

L'Alfa 1 Antitripsina (AAT) è una proteina prodotta nel fegato e poi immessa nel sangue che ha, come compito principale, l'inibizione dell'elastasi neutrofila. L'elastasi neutrofila è una proteinasi (enzima) rilasciata dai globuli bianchi e, in particolare, dai granulociti neutrofilidurante i fenomeni infiammatori. Quando l'elastasi neutrofila non è frenata, e quindi la sua attività è eccessiva, può causare danni ai tessuti e in particolare ai polmoni (enfisema).
Il deficit di Alfa 1 Antitripsina (AAT) è una malattia caratterizzata da bassi livelli di Alfa 1 Antitripsina (AAT) nel sangue.
E' una malattia rara, l'incidenza è circa di 1 su 1500/3500 nati vivi ed è più frequente nelle popolazioni del Nord Europa.

CHE COSA LA CAUSA
E una malattia ereditaria dovuta a una mutazione del gene "SERPINA1" localizzato sul cromosoma 14, che contiene le informazioni necessarie per produrre l'Alfa 1 Antitripsina. Sono state identificate numerose varianti del gene responsabile della produzione di Alfa1 Antitripsina (AAT) e le varianti (alleli) più frequentemente associati al deficit sono denominate Z e S. La malattia è ereditata per via autosomica recessiva: tutte e due le copie dei geni del bambino malato, sia quella di origine materna che quella di origine paterna sono alterate (mutate). I genitori sono portatori di una copia sola del gene alterato e non sono malati ma rischiano ad ogni gravidanza, con un 25% di probabilità, di avere un figlio malato.
Il danno del fegato è dovuto al fatto che l'Alfa 1 Antitripsina (AAT) mutata, una volta prodotta (sintetizzata), non viene immessa nel sangue (dove sarà quindi bassa), ma si accumula all'interno della cellula epatica (epatocita) danneggiando la cellula stessa. Il deficit di alfa1-antitripsina è la più frequente malattia epatica su base genetica.

COME SI MANIFESTA
La malattia da deficit di Alfa1 Antitripsina (AAT) si manifesta principalmente nei:

- bambini con malattia cronica del fegato che può iniziare in epoca neonatale (10 -20 % dei casi) con ittero prolungato e feci ipocoliche (chiare), oppure nelle età successive con una  malattia cronica ed evolutiva del fegato caratterizzata da livelli elevati di transaminasi e di bilirubina coniugata nel sangue. La malattia del fegato è generalmente caratterizzata da ristagno del flusso di bile dal fegato all'intestino, la cosiddetta colestasi.  In genere nel bambino non vi è compromissione della funzione respiratoria.
- adulti con compromissione della funzionalità respiratoria ed insorgenza di enfisema polmonare;  l'entità del danno polmonare e l'età di comparsa delle sue manifestazioni sono variabili.

COME SI CURA
I bambini con deficit di Alfa 1 Antitripsina vanno seguiti regolarmente e costantemente nel tempo. La malattia cronica del fegato necessita di una vera e propria gestione:

  1. -controllo clinico: visite cliniche periodiche semestrali con esami della funzione del fegato ed ecografia del fegato e della milza;
  2. -se è presente colestasi, vale a dire se è compromesso il flusso di bile dal fegato all'intestino, è da valutare la supplementazione con vitamine liposolubili (A, D, E, K) e la somministrazione di acido ursodesossicolico.  Se la malattia del fegato si aggrava, va considerata la terapia con diuretici ed albumina. L'ulteriore progressione della malattia con sviluppo di insufficienza epatica è un'indicazione al trapianto di fegato.
  3. -misure di profilassi:
        - vaccinazione anti epatite B e anti epatite A;
        - astensione dall'alcool (importante soprattutto negli adolescenti);
        -profilassi ambientale: evitare il "fumo passivo" oltre, ovviamente, a quello "attivo" soprattutto durante l'adolescenza.
  4.  

TERAPIA SOSTITUTIVA NELL'ADULTO CON ENFISEMA POLMONARE
L'unica terapia etiologica del deficit di alfa1-antitripsina attualmente disponibile è la terapia sostitutiva per via endovenosa con alfa-1-antitripsina ricavata dal plasma di donatori sani. L'obiettivo della terapia sostitutiva è di riportare i livelli plasmatici di alfa1-antitripsina a valori superiori a 80 mg/dl per rallentare la progressione dell'enfisema in adulti con deficit documentato grave di questa proteina. La terapia sostitutiva non è efficace nell'arrestare la progressione epatopatia.


a cura di: Donatella Comparcola
Unità Operativa di Malattie Epato-Metaboliche
In collaborazione con: