Distrazione osteogenetica

Stampa Pagina

18 giugno 2018

CHE COS'E'

È una metodica di allungamento delle ossa, adottata in caso di particolari patologie e anomalie di sviluppo. Tale allungamento si realizza attraverso la formazione di nuovo osso, indotta attraverso un'osteotomia (un'interruzione dell'osso) e il posizionamento di un apparecchio (fissatore o distrattore) che allontana progressivamente i monconi ossei. Conseguentemente tra i due monconi si forma e si deposita nuovo osso.

Il fissatore o distrattore può essere interno o esterno. Ilizarov fu il primo chirurgo al mondo che, applicando un fissatore esterno, riuscì ad ottenere l'allungamento di un arto inferiore grazie alla distrazione osteogenetica.

In chirurgia craniofacciale si utilizzano soprattutto distrattori interni.

Le condizioni patologiche in cui più frequentemente si utilizza la distrazione osteogenetica sono:

- Micrognazia isolata (mandibola piccola);

- Sequenza di Pierre-Robin (disordine caratterizzato da micrognazia, palatoschisi, glossoptosi, spesso associata a ostruzione delle vie aeree);

- Ipoplasia o anomalie di sviluppo del III medio della faccia;

- Ipoplasia o anomalie di faccia, orbite e fronte.

L'applicazione della distrazione osteogenetica, con distrattori interni, attualmente adottata nei neonati affetti da micrognazia e da S. di Pierre-Robin permette di "allungare" il corpo mandibolare, il quale "trascina" con sé tutta la muscolatura del pavimento della bocca e della lingua. In tal modo si riesce ad aumentare lo spazio respiratorio e ad evitare la tracheotomia o ridurre al minimo i tempi di mantenimento della tracheotomia.

Allo stesso modo, con questa metodica è possibile "allungare" il mascellare superiore in alcune anomalie di sviluppo del III medio della faccia, delle orbite e della fronte, che possono essere primitive o secondarie a complesse malformazioni craniofacciali (labiopalatoschisi, sindrome oto-mandibolare, S. di Crouzon. Il mascellare avanza progressivamente sotto l'effetto dell'apparecchio di distrazione, in questo modo si forma nuovo osso a livello della sede di osteotomia dando solidità e stabilità al risultato.

COME SI ESEGUE

In anestesia generale, si effettua un'interruzione dell'osso (osteotomia), creando così due monconi ossei. Tra questi si posiziona un apparecchio (fissatore o distrattore) che li allontana progressivamente. 

Tra i due monconi si instaura un fisiologico processo di guarigione, con formazione di nuovo tessuto osseo morbido. I distrattori, allontanando progressivamente i due segmenti ossei, inducono la continua apposizione di nuovo tessuto osseo.

La distrazione, inizia durante il ricovero e viene continuata a casa mediante un apposito strumento (attivatore) di facile utilizzo per la famiglia. Ottenuto l'allungamento desiderato, si arresta il processo di allungamento e l'osso neoformato si consolida e diviene rigido. Il distrattore rimane in posizione per 6 mesi per mantenere la stabilità dell'osso. Trascorso questo periodo di tempo necessario, si procede alla rimozione degli apparecchi utilizzati, in anestesia generale.

Presso il nostro Centro per le Malformazioni Craniofacciali, si utilizzano distrattori interni con il metodo su descritto. Sia la procedura di posizionamento dei distrattori che quella di rimozione richiede un ricovero di pochi giorni. 

Il risultato rimane stabile nel tempo.

POSSONO ESSERCI COMPLICANZE?

In una piccola percentuale di casi si può avere un'infezione, che viene trattata con gli antibiotici.

Raramente si può avere una dislocazione, con necessità di un nuovo intervento.

OCCORRONO CONTROLLI POSTOPERATORI?

Alla dimissione vengono programmati i controlli, necessari nell'immediato periodo post-operatorio.

Durante il periodo di mantenimento, non sono necessari controlli.


a cura di: Prof. Mario Zama
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute