Epatite D o Delta

Per scoprire se si è stati infettati dall'epatite delta occorre eseguire un prelievo di sangue per ricercare i marcatori indiretti e diretti di infezione
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12 luglio 2018

CHE COS'È
L'epatite D è un'infezione delle cellule del fegato da parte di un virus noto come HDV (dall'inglese Hepatitis D Virus). Questo virus viene classificato tra i virus "satelliti" in quanto necessita della presenza del virus dell'epatite B per potersi moltiplicare e infettare il fegato.
Sono stati descritti 8 diversi genotipi del virus dell'epatite D che hanno una differente distribuzione a livello mondiale. Nei paesi occidentali, il più frequente è il genotipo I.

QUANTO È FREQUENTE
L'infezione da HDV è presente in tutto il mondo e in tutte le fasce di età. È stimato che circa 15-20 milioni di persone ne siano infette. Negli ultimi 20 anni, la frequenza della epatite da HDV si è ridotta considerevolmente nei paesi economicamente avvantaggiati grazie ai programmi vaccinali contro l'epatite B.

COME SI PRENDE
L'infezione da parte del virus dell'epatite D può avvenire con la trasfusione di sangue e dei suoi derivati, attraverso l'uso di droghe per iniezione o attraverso i rapporti sessuali ma solo se il virus dell'epatite B è già presente. La trasmissione dell'infezione dalla madre al neonato non è frequente. 

COME SI MANIFESTA
Le manifestazioni cliniche dell'epatite D variano da forme di epatite acuta benigna a forme di epatite fulminante e dallo stato di portatore asintomatico (persona infetta ma senza sintomi di malattia) a malattia epatica cronica rapidamente progressiva.
Poichè la presenza del virus dell'epatite B è necessario affinchè avvenga l'infezione da parte dell'HDV, è possibile che si verifichino due diversi scenari:

- Coinfezione: infezione contemporanea da parte del virus dell'epatite B e di quello dell'epatite D. Clinicamente la coinfezione non è distinguibile dalla classica epatite B acuta ed è generalmente transitoria e autolilmitante. Il tasso di progressione a infezione cronica è sovrapponibile a quello osservato dopo l'epatite B acuta;
- Superinfezione: si verifica nei soggetti portatori cronici del virus dell'epatite B e si può presentare come una epatite acuta in soggetti che non sapevano di essere portatori o come una riacutizzazione della preesistente epatite B cronica. La progressione verso una infezione cronica da HDV si verifica nella maggior parte dei soggetti. 

Il periodo di incubazione (tempo che intercorre fra l'ingresso del virus nell'organismo e il manifestarsi della malattia) della coinfezione B e D è simile a quello dell'HBV (45-160 giorni) mentre quello della superinfezione è di circa 2-8 settimane.

COME SI FA LA DIAGNOSI
Per fare diagnosi di infezione da HDV serve un prelievo di sangue in cui si ricercano: 

- Marcatori indiretti di infezione: anticorpi contro il virus (immunoglobuline IgG e IgM dirette contro l'HDV);
- Marcatori diretti di infezione: determinazione della presenza del virus attraverso la ricerca di proteine da esso prodotte (antigene HDAg) e del suo materiale genetico (HDV-RNA).

COME SI PREVIENE
L'elemento fondamentale della prevenzione dell'epatite D è la vaccinazione contro il suo "virus aiutante", il virus dell'epatite B: le persone vaccinate contro l'epatite B sono protette anche dal virus dell'epatite D.

COME SI CURA
Al momento non ci sono terapie approvate per il trattamento dell'epatite D in età pediatrica.
Studi sull'uso dell'interferone alfa pegilato e sul Myrcludex B sono in corso.


a cura di: Sara Chiurchiù
Unità Operativa di Pediatria Generale e Malattie Infettive
in collaborazione con: