Esame urine e urinocoltura: infezioni delle vie urinarie

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04 maggio 2018

Il sospetto di un'infezione urinaria è il motivo più frequente di ricorso alla consultazione dell'urologo pediatra. Nella maggior parte dei casi il dubbio si rivela infondato, frutto di informazioni non corrette e fuorvianti.

Le righe che seguono hanno lo scopo di fornire informazioni utili alle famiglie per l'iniziale riconoscimento dei segni di possibili infezioni urinarie.

La diffusione dell'esame delle urine, anche per mezzo di strisce reattive (stick) facilmente reperibili in farmacia, rende necessario un approfondimento sulla corretta raccolta del campione di urine e sul l'interpretazione dei risultati.

SINTOMI

Le infezioni urinarie vengono distinte in sintomatiche e non sintomatiche, febbrili e non febbrili, episodiche e ricorrenti.

Le infezioni urinarie febbrili e quelle ricorrenti rivestono una maggiore importanza perché, qualora vengano documentate con certezza, richiedono un coinvolgimento dello specialista per la possibilità di associazione con malformazioni delle vie urinarie, soprattutto con reflusso vescicoureterale.

I sintomi differiscono a seconda dell'età. Nel primo anno di vita prevalgono quelli generali, come appunto la febbre e lo scarso accrescimento. Nelle età successive i sintomi si localizzano all'apparato urinario. Il bambino può lamentare bruciore alla minzione, una frequenza elevata di minzioni, urgenza e perdita involontaria di urine. La febbre, quando presente, è generalmente espressione di un coinvolgimento delle vie urinarie superiori (bacinetto urinario e uretere) e del rene. Anche in assenza di febbre elevata, la ricorrenza dei sintomi può rappresentare un campanello d'allarme.

COSA FARE QUANDO SI SOSPETTA UN'INFEZIONE URINARIA?

La prima cosa da fare è contattare il proprio pediatra. La valutazione pediatrica può orientare verso una diagnosi generica di infezione urinaria, ma occorre comunque attendere una conferma dall'esame delle urine.

ESAME DELLE URINE E/O URINOCOLTURA?

L'infezione urinaria è spesso definita come presenza di batteri nelle urine. Questa definizione è accettabile, ma occorre essere certi che non vi siano altre possibilità di ritrovare dei germi anche in assenza di una vera infezione. L'accertamento della presenza di germi nelle urine è basato sull'urinocoltura, cioè sulla coltivazione di piccole quantità di urine su terreni di coltura specifici. L'esame fornisce anche una stima delle unità batteriche formanti colonie e, a richiesta, anche la sensibilità a una serie di antibiotici (antibiogramma). Sembrerebbe tutto facile e chiaro. In realtà, le cose sono più complicate.

L'urinocoltura è un esame molto delicato, che richiede molte attenzioni nella raccolta e nel trasporto del campione urinario. Il metodo ideale consiste nel raccogliere il cosiddetto getto intermedio, scartando la prima parte delle urine che è contaminata dai germi che si trovano normalmente sui genitali esterni e sullo sbocco dell'uretra. Anche uno scrupoloso lavaggio prima della raccolta, pur essendo raccomandabile, non evita questa possibilità di contaminazione. Nei bambini più piccoli, non essendo realizzabile la raccolta con il getto intermedio, si utilizza generalmente un sacchetto adesivo apposito. Questo metodo non consente di scartare la prima parte del getto con ovvie ripercussioni sull'attendibilità dell'urinocoltura. Altro fattore di inattendibilità è il tempo eccessivo che solitamente intercorre tra la raccolta del campione e l'allestimento della coltura. Un tempo maggiore di 20 minuti determina la crescita esponenziale dei pochi germi inizialmente presenti nel campione. Questa moltiplicazione dei germi "in provetta" è possibile perché la capacità di replicazione è favorita dalla composizione e dalla temperatura delle urine, terreno ideale per lo sviluppo delle colonie. 

Conviene pertanto evitare il ricorso all'urinocoltura e affidarsi, almeno in una fase iniziale di accertamento, esclusivamente all'esame "standard" delle urine. Il parametro più attendibile è il numero dei globuli bianchi (leucociti) che si contano osservando al microscopio il sedimento urinario. Un numero inferiore a 20-30 leucociti per campo microscopico, in età pediatrica, consente generalmente di escludere l'infezione urinaria. L'esterasi leucocitaria è un enzima presente nei globuli bianchi. Se l'esame chimico delle urine è positivo per l'esterasi, significa che il numero di globuli bianchi è superiore al normale. La presenza di nitriti e di flora batterica non sono un segno sicuro d'infezione, per la possibilità di che si siano moltiplicati "in provetta" germi contaminanti (come può accadere con l'urinocoltura). I leucociti non hanno la capacità di replicarsi fuori dall'organismo, essendo globuli bianchi ormai esauriti, e pertanto anche un ritardo dell'esame delle urine non ne influenza il numero.

L'urinocoltura rappresenta ancora un esame fondamentale in alcune situazioni particolari, nelle quali non è escluso il ricorso al cateterismo vescicale per essere certi di aver raccolto un campione privo di germi contaminanti. Sarebbe opportuno eseguire questo metodo di raccolta in ospedale o in un centro attrezzato con esperienza di pazienti pediatrici.


a cura di: Nicola Capozza
Unità operativa di chirurgia urologica
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