Sarcomi

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13 luglio 2017

Con il termine sarcoma si intende qualsiasi tumore che si sviluppa a partire dalle cellule mesenchimali, da cui originano, durante l'embriogenesi, diversi tipi di tessuti (muscoli, osso, vasi sanguigni e linfatici, nervi, legamenti, tessuto adiposo, guaine nervose dei nervi periferici, organi parenchimatosi). Possono insorgere in qualsiasi parte del corpo.

I sarcomi pediatrici costituiscono un gruppo eterogeneo di neoplasie e si dividono principalmente in due grandi famiglie: i sarcomi dei tessuti molli e i sarcomi dell'osso.
I sarcomi dei tessuti molli si distinguono a loro volta in Rabdomiosarcomi-RMS, nelle varianti alveolare e embrionale, che originano dal muscolo striato, e in Tumori non Rabdomiosarcomi-NRMS di cui i tipi istologici più frequenti sono il Sinovial Sarcoma, il Tumore Neuro-Ectodermico Primitivo Periferico-PNET, il Fibrosarcoma Congenito, il Sarcoma a cellule chiare, il Tumore Desmoplastico a Piccole Cellule. I sarcomi dell'osso sono rappresentati da due tipi istologici principali: il Sarcoma di Ewing e l'Osteosarcoma. Il Sarcoma di Ewing può originare anche dai tessuti molli extra-ossei. In alcuni casi i sarcomi insorgono in pazienti affetti da sindromi familiari di predisposizione al cancro, come la sindrome di Li-Fraumeni, la Neurofibromatosi di tipo I-NF1 (malattia di von Recklinghausen), la sindrome di Gardner.


QUANTI CASI CI SONO OGNI ANNO IN ITALIA?

I sarcomi rappresentano circa l'11% delle neoplasie pediatriche (6-8% i sarcomi parti molli, 3-4% i sarcomi dell'osso). L'incidenza maggiore si registra tra i 15 e i 45 anni. Il picco d'incidenza varia a seconda del tipo istologico. Il Rabdomiosarcoma ha un picco d'incidenza bimodale tra i 2 e 6 anni e 15-19 anni. I Tumori non rabdomiosarcoma, eccetto il Fibrosarcoma congenito, hanno generalmente un picco d'incidenza ad un'età superiore ai 10 anni. L'Osteosarcoma ha un picco d'incidenza tra i 10 e 25 anni. Il Sarcoma di Ewing ha un picco d'incidenza bimodale, 3-6 anni e 15-25 anni.


COME SI CURANO I SARCOMI?

Il trattamento è multidisciplinare e consiste nella somministrazione per via sistemica di farmaci chemioterapici e nel trattamento locale, tramite chirurgia e radioterapia. Oggigiorno la probabilità di cura nelle forme localizzate si aggira intorno al 70%, mentre resta inferiore al 20% per i pazienti con malattia metastatica. Attualmente in Italia, e nello specifico presso il Dipartimento di Onco-Ematologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, i pazienti affetti da Sarcomi delle parti molli, vengono trattati secondo un protocollo di cura internazionale, condiviso a livello europeo, per le forme localizzate, redatto dalla European Paediatric Soft tissue Sarcoma Group (EpSSG 2005 RMS/NRMS). Per quanto riguarda il trattamento dei Tumori NRMS, i pazienti vengono stratificati, sulla base dell'istologia del tumore, in due gruppi principali, sarcoma sinoviale e adult type sarcoma.
Per i Tumori NRMS, la chirurgia rappresenta la strategia principale di trattamento. La radioterapia e la chemioterapia sono raccomandate nei casi in cui il tumore non è resecabile alla diagnosi e/o nei casi in cui la malattia è metastatica. In genere sono tumori non particolarmente chemio-sensibili, ma di recente lo studio cooperativo pediatrico europeo ha dimostrato che anche nei pazienti pediatrici e/o adolescenti, l'uso combinato di Ifosfamide e Adriamicina ha migliorato la prognosi per alcuni tipi istologici, come nel Sarcoma Sinoviale, riproducendo in parte i risultati ottenuti nell'adulto.
Lo schema di trattamento, in generale, prevede 3 cicli di chemioterapia neo-adiuvante, seguiti o meno dalla chirurgia, ed una fase concomitante di chemio-radioterapia post-operatoria con ulteriori 5 cicli di chemioterapia per un periodo di trattamento medio di 7 mesi dalla diagnosi.
I farmaci utilizzati in associazione nelle fasi neoadiuvante e adiuvante, sono Ifosfamide, e Adriamicina. Altri farmaci antineoplastici, come ad esempio Irinotecan, Cisplatino, Gemcitabina e il Taxotere sono stati utilizzati in seconda linea, con relativo miglioramento della sopravvivenza globale.
La fibromatosi desmoide, una variante atipica di sarcoma dei tessuti molli, inquadrata come un tumore con un grado di malignità relativamente basso, può causare deformità che possono avere un impatto negativo sulla qualità di vita dei soggetti affetti. Spesso non è possibile resecare completamente il tumore poiché gli esiti della chirurgia possono generare invalidità permanenti. Per tale ragione è stato introdotto un trattamento chemioterapico a basse dosi che si basa su una schedula di terapia settimanale. I farmaci utilizzati sono Metotrexate e Vinorelbina/Vinblastina. Per i casi non invalidanti o deformanti è raccomandato un atteggiamento attendista. Anche questo tipo di tumore è trattato secondo il protocollo europeo di terapia del Soft-Tissue-sarcoma-Group-EpSSG NRMS 2005.
Per i sarcomi dell'osso si rimanda alle sezioni su Osteosarcoma e Sarcoma di Ewing.
La terapia mirata, "intelligente", caratterizzata da farmaci di nuova generazione, che bloccano molecole o pathway molecolari attivi esclusivamente nelle cellule tumorali, tra cui ad esempio Pazopanib, Afatinib e Pembrolizumab, è in fase di sperimentazione anche per i sarcomi dei tessuti molli resistenti o recidivanti dopo le terapie convenzionali. Questi farmaci sono disponibili presso il nostro ospedale e i pazienti trattati sono inclusi in studi sperimentali internazionali, coordinati attraverso il nostro Clinical Trial Center (CTC) in collaborazione sia con le ditte farmaceutiche (studi profit) che con organizzazioni internazionali o accademiche (studi no profit), come l'Innovative Therapies for Children with Cancer (ITCC).


SI PUÓ GUARIRE DAI SARCOMI DELLE PARTI MOLLI?

Come anticipato, la prognosi è nettamente cambiata a favore della guarigione negli ultimi 30 anni, arrivando a circa il 70% nei casi di malattia localizzata resecabile con fattori istologici e molecolari favorevoli. Le forme metastatiche con fattori di rischio sfavorevoli, hanno una prognosi infausta, con una sopravvivenza che spesso non supera il 15% ad un anno dalla diagnosi.


COSA SI FA IN OPBG?

Dal 2013 il gruppo di studio sui sarcomi dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è impegnato nello studio della biologia di questi tumori, al fine di applicare, in via traslazionale approcci terapeutici innovativi derivanti dalle ricerche in corso presso i laboratori di ricerca del nostro Ospedale. Il fine ultimo è rendere le terapie somministrate sempre più personalizzate, dunque su misura del singolo paziente. Presso i nostri laboratori di ricerca sono in atto sudi di immunoterapia (dott.ssa Quintarelli/dott. De Angelis), anti-angiogenesi e proteomica (dott.ssa Di Giannatale) ed epigenetica (dott.ssa Rota).
Il gruppo diretto dal dott. Giuseppe Maria Milano, opera e coopera all'interno di diversi gruppi di studio italiani ed europei nel miglioramento continuo degli attuali standard di trattamento e collabora attivamente con l'Istituto dei tumori di Roma Regina Elena (dott. Biagini e dott.ssa Foianesi).
È presente in Ospedale un ambulatorio di oncologia muscolo-scheletrica per la gestione e la presa in carico dei pazienti affetti da questo tipo di tumori. L'ambulatorio si svolge il primo ed ultimo venerdì del mese con l'oncologo di riferimento, il chirurgo ortopedico e il chirurgo generale.


a cura di: Dott. Giuseppe Maria Milano, Dott.ssa Ida Russo
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute