Malocclusioni e apnee ostruttive notturne nei bambini

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25 gennaio 2019

 

La bocca del bambino è l'organo dove originano tutte le funzioni orali: la masticazione, la deglutizione, la fonazione (produzione di suoni) e la respirazione. Pertanto, in presenza di alterazioni funzionali, non va trascurata un'attenta valutazione della cavità orale. 

Conoscere lo stato di salute del cavo orale permette di scoprire e curare eventuali disturbi evitando che si trasformino in problematiche più serie.

Per questo, la prima visita odontoiatrica andrebbe eseguita già in età infantile, intorno ai 3-4 anni e ripetuta regolarmente ogni 6-8 mesi per permettere al dentista di valutare se la dentatura è sana o se sono in corso patologie quali carie, tartaro, infezioni batteriche, placca, infiammazioni delle gengive o altro.

CHI DEVE EFFETTUARE QUESTA VALUTAZIONE

Il dentista pediatrico è specializzato nella prevenzione, diagnosi e cura delle patologie orali che insorgono nei soggetti giovani, come lattanti, bambini e adolescenti tra 0 e 18 anni.

Esiste poi un'ulteriore figura professionale, l'ortodontista, ossia un medico dentista o un odontoiatra specializzato in ortognatodonzia che si occupa di valutare ed eventualmente di correggere anomalie nella chiusura della bocca.

MALOCCLUSIONI E PATOLOGIE DI ORIGINE RESPIRATORIA

Durante una visita della cavità orale è possibile riscontrare la presenza di malocclusioni, ossia di uno scorretto allineamento delle arcate dentali o delle basi scheletriche, vale a dire della mandibola e della mascella. E' importante ricordare che alcune alterazioni della funzione respiratoria, come la respirazione orale, il russamento notturno e le apnee ostruttive notturne (OSA dall'inglese Obstructive Sleep Apnea), si associano spesso a malocclusioni riferibili a quadri di "contrazione palatale" e/o "retrusione mandibolare" che si possono diagnosticare già intorno ai 4-5 anni di vita. Le malocclusioni da "contrazione palatale" sono causate da un osso mascellare superiore di dimensioni ridotte rispetto alla mandibola. In questi casi è spesso evidente la presenza di un morso crociato o inverso (cross-bite) laterale su un solo lato o su entrambi i lati (vedi immagini): uno o più denti dell'arcata superiore, si articolano all'interno rispetto a quella inferiore, cioè dal lato della lingua.

Morso crociato o inverso (cross-bite) monolaterale sinistro

Morso crociato o inverso (cross-bite) bilaterale 

La malocclusione da "retrusione mandibolare" si presenta quando la mandibola e quindi tutta l'arcata inferiore si presenta più indietro rispetto all'arcata superiore per una posizione arretrata dell'osso mandibolare o per una crescita insufficiente della mandibola. In questi casi si evidenzia la presenza di spazio tra i denti superiori ed inferiori con il tipico aspetto di "denti a coniglio" (vedi immagine).

Sia la "contrazione palatale" che la "retrusione mandibolare" portano ad una riduzione di spazio delle vie aeree.

COME SI SPIEGA QUESTA ASSOCIAZIONE 

L'ostruzione delle vie aeree è legata ad una riduzione di spazio delle vie aeree superiori. Tale ostruzione può essere dovuta a diversi fattori. Spesso un'ipertrofia dei tessuti adenoidei e tonsillari provoca una riduzione dello spazio a disposizione delle vie aeree superiori.

Per comprendere meglio quest'associazione si deve ricordare che il palato rappresenta il "tetto" della bocca, ma anche il "pavimento" del naso; pertanto, la presenza di una "contrazione palatale" si associa a una riduzione dei volumi non solo del cavo orale, ma anche delle cavità nasali, che può ridurre il passaggio di aria attraverso le vie aeree superiori e favorire l'insorgere di difficoltà respiratorie. 

Nei bambini con disturbi respiratori, in particolare nei casi più gravi come in presenza di apnee ostruttive notturne, è quindi fondamentale il "lavoro di squadra" di diversi specialisti (il pediatra, l'otorinolaringoiatra, il broncopneumologo, l'ortodontista e il logopedista) per valutare se il problema ostruttivo sia legato ad un ingombro eccessivo da parte di adenoidi e/o tonsille, ad una riduzione dei volumi della bocca (contrazione del palato, retrusione mandibolare) o a entrambe le componenti. Non va trascurata infine un'attenta analisi del quadro d'insieme del bimbo, per valutare la presenza di fattori predisponenti come l'obesità o le ostruzioni nasali

COME PUO' INTERVENIRE L'ORTODONTISTA

Una valutazione odontoiatrica, con particolare attenzione all'aspetto ortodontico, può evidenziare malocclusioni che talvolta possono essere corrette con semplici dispositivi ortodontici in qualche mese.

Ogni apparecchio ortodontico deve essere individualizzato in funzione del paziente (età, collaborazione, tolleranza) e, ovviamente, del tipo di malocclusione.

Ad esempio, in presenza di una "contrazione palatale", si utilizzano apparecchi ortodontici che agiscono ampliando i volumi del cavo orale attraverso l'espansione del palato (figura). Tale terapia può apportare miglioramenti clinici significativi anche all'aspetto respiratorio oltre che a quello occlusale dei denti aiutando il piccolo paziente ad un percorso di crescita più armonico.

E' importante ricordare che l'approccio deve sempre essere multidisciplinare e coinvolgere i diversi specialisti durante le varie fasi del percorso di diagnosi e terapia al fine di raggiungere al meglio gli obiettivi della terapia.


a cura di: Dott.ssa Angela Galeotti, Dott.ssa Valeria Viarani, Dott.ssa Paola Festa
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute