Monitoraggio cerebrale del neonato

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04 luglio 2018

I progressi della Neonatologia negli ultimi decenni hanno modificato la storia naturale del neonato a rischio, riducendone notevolmente la mortalità. La conseguenza di questi indubbi successi è la crescita di una popolazione di individui a rischio per tutta una serie di eventi patrologici che sono diretta conseguenza della patologia presentata in età neonatale e delle terapie praticate in periodo neonatale.

Sono proprio queste le motivazioni che ci spingono ad introdurre stabilmente, per i neonati critici della terapia intensiva neonatale, un monitoraggio cerebrale non invasivo, che permette di valutare:

l'attività elettrica,con la metodica chiamata ‘Elettroencefalografia ad ampiezza integrata (aEEG) o Cerebral Function Monitoring (CFM);

l'ossigenazione del cervello mediante la tecnica "spettroscopia nel vicino infrarosso (Near Infrared Spectroscopy, NIRS) associata alla esecuzione di un'ecografia cerebrale, che nei primi mesi di vita è possibile eseguire attraverso la fontanella anteriore. 

In alcuni casi può essere indicato un approfondimento attraverso l'esecuzione della Risonanza Magnetica Nucleare, che attualmente non richiede più un'anestesia profonda e piò essere eseguita anche in un ambulatorio dedicato ed altamente competente.

PERCHE' IL CFM?

L'elettroencefalografia ad ampiezza integrata, permette di registrare l'attività elettrica cerebrale in continuo. Sono ormai numerosi gli esempi che ne dimostrano la validità. Il suo impiego nel monitoraggio continuo delle funzioni vitali permette di sorvegliare la funzione cerebrale nei pazienti che hanno una accertata patologia neurologica. Questa tecnica è molto utilizzata per l'identificazione delle crisi epilettiche e della risposta alla terapia. Il CFM è utile anche per la valutazione della maturazione dell'attività elettrica cerebrale ad esempio nei pazienti pretermine. L'aEEG è una semplificazione dell'elettroencefalografia tradizionale ma, a differenza di questa, ha il vantaggio di permettere un monitoraggio continuo, di essere di più semplice interpretazione e quindi di poter essere valutata dal personale medico-infermieristico della Neonatologia. 

PERCHE' LA NIRS?

La NIRS è un sistema di monitoraggio non invasivo, che fornisce informazioni sullo stato di ossigenazione cerebrale e quindi dà informazioni indirette sul rifornimento di sangue (perfusione) al tessuto cerebrale. La NIRS può essere considerata come una "finestra aperta sul cervello", ci permette di identificare precocemente situazioni a rischio della circolazione del sangue e quindi di attuare tempestivamente le opportune strategie terapeutiche. 

PERCHE' L'ECOGRAFIA CEREBRALE?

L'ecografia cerebrale è una metodica diagnostica non invasiva, utilizzabile al letto del paziente che permette di visualizzare le strutture cerebrali e di identificare patologie importanti come emorragie, dilatazioni dei ventricoli cerebrali e alterazioni della sostanza bianca cerebrale. L'ecografia viene eseguita in tutti i neonati prematuri, in quelli con sospetta patologia cerebrale oppure ogni volta che si debba approfondire lo studio neurologico.

PERCHE' LA RISONANZA MAGNETICA?

La Risonanza Magnetica (RM) è un'indagine più accurata, riservata ai neonati che necessitano di un ulteriore approfondimento del quadro neurologico. Essa permette una migliore valutazione di aree cerebrali difficilmente esplorabili con l'ecografia transfontanellare. Trova indicazione non solo nelle patologie malformative e in quelle infettive ma soprattutto nell'encefalopatia ipossico ischemica, vale a dire nelle sofferenze strutturali e funzionali del cervello causate da un inadeguato rifornimento di ossigeno. Inoltre la risonanza è utile anche nella valutazione della maturazione cerebrale (mielinizzazione) nel neonato pretermine.

In conclusione la possibilità di controllare in modo non invasivo e continuo la funzione cerebrale nel neonato anche pretermine ci consente di aumentare il livello di sicurezza di quanto viene svolto per l'assistenza dei nostri piccoli pazienti e di preparare al meglio il percorso di controlli a distanza, qualora questi venissero ritenuti necessari.


a cura di: Dott.ssa Paola Giliberti
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute