Osteocondrite Dissecante

Frequente nei soggetti di sesso maschile, l'osteocondrite dissecante è un disturbo delle articolazioni, in particolare del ginocchio
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02 maggio 2019

CHE COS'È
L'Osteocondrite dissecante è un disturbo dell'apparato scheletrico che coinvolge le articolazioni e che può verificarsi dall'infanzia alla vita adulta.
Compare molto più frequentemente nei soggetti di sesso maschile di età compresa tra 10 e 20 anni che praticano attività sportiva. I maschi sono tipicamente colpiti due volte più delle femmine con un'incidenza maggiore nei giovani atleti.
Si presenta in tutti e due i lati, sia a destra che a sinistra, nel 25% dei casi.
Il ginocchio, in particolare il condilo femorale mediale (una delle due protuberanze che si trovano sull'estremità inferiore del femore), è l'articolazione più colpita, mentre il gomito (capitello del radio), la caviglia (osso astragalo o talo), e la spalla (fossa glenoidea della scapola) sono colpiti meno frequentemente.

QUALI SONO LE CAUSE
È probabile che l'osteocondrite dissecante possa dipendere da cause traumatiche, infiammatorie, da un carente afflusso di sangue (ischemia) o da un'alterazione congenita, almeno in parte su base genetica. Più probabilmente questi fattori agiscono in combinazione.
L'effetto di sollecitazioni microtraumatiche ripetute, tipiche degli atleti, portano ad una frammentazione di una parte di cartilagine e dell'osso che si trova a contatto con la  cartilagine (osso subcondrale) che porta ad un ridotto afflusso di sangue. Di conseguenza le cellule di un frammento osseo muoiono (osteonecrosi). Questo frammento può separarsi parzialmente dalla cartilagine articolare sovrastante e rimanere nella posizione originale, sia pure in modo instabile, oppure può separarsi completamente e diventare così un corpo libero articolare, causando un'infiammazione della membrana sinoviale che ricopre l'articolazione e, di conseguenza, blocchi articolari.

COME SI MANIFESTA
Il sintomo precoce è il dolore, che può variare in base all'estensione e alla localizzazione. Può manifestarsi limitazione del movimento articolare con comparsa di blocchi articolari, episodi di gonfiore e raccolta di liquidi infiammatori all'interno dell'articolazione (idrarto); con l'estendersi della lesione può̀ essere presente rigidità articolare ed instabilità.
L'articolazione più frequentemente colpita è il ginocchio, la sede più comune è il condilo femorale mediale (85%), mentre le lesioni sul condilo laterale sono quelle che più frequentemente si associano a instabilità rotulea. 

COME SI FA LA DIAGNOSI
Si arriva alla diagnosi sulla base della valutazione clinica e degli esami strumentali.
La radiografia può essere d'aiuto per mettere in evidenza le alterazioni dell'osso o la presenza di un frammento instabile o libero nell'articolazione. Tuttavia non è in grado di determinare la stabilità del frammento osseo né di valutare le dimensioni della lesione.
La Risonanza Magnetica (RM) è l'esame più affidabile in quanto altamente specifico e sensibile ed indispensabile per una diagnosi certa e per controllare gli effetti del trattamento di questi pazienti dopo la diagnosi. L'artro-risonanza magnetica - esame che si basa sull'utilizzo di un mezzo di contrasto iniettato in sede intra-articolare - può essere utile nei casi particolarmente complessi. 

COME SI CURA
Il trattamento dipende dall'età del paziente, dal tempo che è trascorso dalla comparsa dei sintomi, dalla gravità dei sintomi e dalla stabilità della lesione.
Nei bambini è abbastanza frequente che le lesioni stabili guariscano spontaneamente con l'immobilizzazione e il carico protetto per un periodo di tempo più o meno lungo a seconda di quale articolazione è interessata. Tuttavia, a volte il frammento si può staccare e diventare un corpo completamente isolato, che spesso richiede la rimozione per via artroscopica.
Se il frammento è instabile ma ancora si trova nella sua posizione originaria, l'ideale è la fissazione interna con viti bioriassorbibili (viti di materiale che si riassorbe spontaneamente). Se il frammento è grande e deve essere rimosso, è necessario procedere chirurgicamente.

QUAL È LA PROGNOSI
Se non diagnosticate e adeguatamente gestite possono presentarsi alterazioni osteoartritiche a esordio precoce dell'articolazione; pertanto, il riconoscimento e il trattamento precoci sono importanti per ottenere risultati favorevoli a lungo termine.


a cura di: Cloe Curri
Unità Operativa di Ortopedia
In collaborazione con: