RIFAMPICINA PER USO ORALE

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18 dicembre 2018

NOME FARMACO/PRINCIPIO ATTIVO

Rifampicina

NOMI COMMERCIALI
Rifadin sciroppo, Rifadin compresse, Rifadin capsule.

A COSA SERVE 
La Rifampicina è un farmaco antibiotico attivo contro le infezioni causate soprattutto da un microorganismo chiamato micobatterio tubercolare. Il farmaco è in genere utilizzato in associazione ad altri farmaci antibiotici per evitare fenomeni di resistenza, cioè una caratteristica grazie alla quale il batterio diventa resistente alla terapia. 

PERCHE' E' IMPORTANTE CHE MIO FIGLIO LO PRENDA
È importante che il bambino prenda Rifampicina per trattare vari tipi di infezione, causate da diversi batteri sensibili. Tra questi, il batterio più sensibile a questo antibiotico è quello che causa la tubercolosi. 

IN CHE FORMA E' DISPONIBILE 
Il farmaco Rifampicina è disponibile come:
- Sciroppo 20 mg/ml flacone da 60 ml;
- Capsule rigide da 300 mg;
- Compresse rivestite da 450 mg.
 
QUANTO DEVE PRENDERNE E QUANTE VOLTE AL GIORNO
Spetta al medico stabilire di quanto farmaco ha bisogno il bambino e per quante volte al giorno. Per far sì che il medicinale abbia l'effetto voluto, è importantissimo seguire scrupolosamente la prescrizione del medico. 
È consigliabile somministrare la medicina tutti i giorni alle stesse ore per ricordarsene più facilmente e non dimenticare una dose. 
 
COME DEVE PRENDERLO
Capsule e Compresse rivestite

Le compresse rivestite e le capsule di Rifampicina si devono prendere per bocca. Non si possono masticare e devono essere deglutite intere. Il farmaco deve essere preso a stomaco vuoto, quindi non è consigliabile che il bambino prenda la Rifampicina insieme a succhi di frutta o latte, poiché questo porterebbe a una diminuzione dell'effetto del farmaco. Le compresse rivestite contengono saccarosio e lattosio e bisogna quindi riferire al medico eventuali intolleranze a questi eccipienti. Si deve comunque leggere il foglietto illustrativo e non far prendere il farmaco al bambino se è allergico alla Rifampicina o a uno degli eccipienti della formulazione.
Sciroppo
Lo sciroppo di Rifampicina contiene 20 mg di farmaco per ogni millilitro.
Nella confezione è presente un bicchierino dosatore che agevola la somministrazione.
 
Il bambino non deve prendere Rifampicina sciroppo se è allergico alla Rifampicina o a uno dei suoi eccipienti ed è inoltre controindicato nei bambini diabetici per la presenza di saccarosio nella formulazione. Il sodio metabisolfito nella formulazione in sciroppo può causare broncospasmo, riconoscibile dai seguenti sintomi: difficoltà respiratoria, sensazione di fastidio, costrizione toracica o dolore toracico e tosse insistente, in particolare durante l' inspirazione.
 
QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI PIU' IMPORTANTI
La Rifampicina può causare effetti indesiderati come brividi, febbre, mal di testa, capogiri, nausea, vomito ed alterazione dei livelli degli enzimi epatici. 
 
COSA SUCCEDE SE NE PRENDE TROPPO
Se il bambino prende una dose di Rifampicina superiore a quella prescritta, deve contattare immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale. Alcuni dei sintomi di dosaggio eccessivo possono essere: nausea, vomito, dolore di pancia, prurito, mal di testa, sonnolenza, perdita di coscienza (in caso di grave malattia del fegato).
 
PUO' PRENDERE ALTRI MEDICINALI
La Rifampicina è un antibiotico che presenta un grande numero interazioni con altri farmaci. E' quindi importantissimo segnalare al medico tutti i farmaci che il bambino prende e leggere attentamente il foglietto illustrativo per individuare eventuali interazioni farmacologiche.
Alcuni dei farmaci che possono interagire con la Rifampicina sono: fenitoina, mexiletina, chinidina, propafenone, fluconazolo, itraconazolo, ketoconazolo, enalapril, losartan, diltiazem, nifedipina, verapamil e glicosidi cardioattivi e farmaci definiti betabloccanti, chinina, dapsone, doxiciclina, cloramfenicolo, claritromicina, farmaci antiinfiammatori (come il cortisone), tacrolimus, ciclosporina.
 
COSA SUCCEDE SE SALTA UNA DOSE
Se viene saltata la dose di Rifampicina in compresse rivestite, capsule o sciroppo ci potrebbe essere una riduzione dell'efficacia antibatterica del farmaco. Tuttavia, piccole variazioni dell'orario di somministrazione (entro un'ora dall'orario previsto) non hanno effetti negativi sull'efficacia del farmaco. Se il bambino prende l'antibiotico oltre un'ora dall'orario prestabilito è opportuno riferire al medico il ritardo della somministrazione, affinché possa valutare la necessità di modificare i successivi orari di somministrazione. 
 
COSA SUCCEDE SE MIO FIGLIO VOMITA
Nel caso in cui il bambino vomiti entro un'ora da quando ha preso il farmaco per bocca, probabilmente la Rifampicina non è stata assorbita completamente. Quindi è necessario somministrare nuovamente la dose di antibiotico.
 
IN QUANTO TEMPO FA EFFETTO
Il trattamento per la tubercolosi dura in genere 9 mesi. Spetta al medico decidere la durata esatta del trattamento.
 
COS'ALTRO POSSO SAPERE SU QUESTA MEDICINA
La Rifampicina può causare una colorazione rossastra delle urine, del sudore, dell'espettorato e delle lacrime. Leggere attentamente il foglietto illustrativo nella sezione dove sono elencati gli eccipienti nel caso in cui si è a conoscenza di patologie o allergie specifiche.
 
COME DEVO CONSERVARE QUESTA MEDICINA
Tutte le formulazioni di Rifampicina devono essere conservate a temperatura ambiente, in un luogo fresco (sotto i 25°C), asciutto e al riparo dalla luce. Non utilizzare il farmaco oltre la data di scadenza riportata. Tenere in luogo non accessibile ai bambini. Conservare il farmaco nella confezione originale assieme al foglietto illustrativo.
 
Per ulteriori informazioni:
https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_008055_021110_FI.pdf&retry=0&sys=m0b1l3
- https://www.codifa.it/farmaci/r/rifadin-rifampicina-antitubercolari-antileprotici
- https://www.humanitasalute.it/in-salute/benessere-casa-e-lavoro/68698-cosa-succede-non-si-prende-lantibiotico-secondo-gli-intervalli-indicati/

a cura di: Dott.ssa Tiziana Corsetti, Dott.ssa Antonella Mongelli  
in collaborazione con:

Bambino Gesù Istituto per la Salute