Scottature da sole

Una prolungata esposizione ai raggi ultravioletti può provocare un eritema solare: una condizione molto delicata in età pediatrica
Stampa Pagina

09 novembre 2018

CHE COS'È
La scottatura da sole o eritema solare è un'infiammazione della cute causata da un'esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti.
Questa situazione è particolarmente delicata in età pediatrica. Infatti la cute è protetta dai raggi ultravioletti grazie a una sostanza, la melanina, che si accumula nelle cellule più superficiali della pelle. Ma la quantità di melanina disponibile è minima nelle prime fasi della vita per poi aumentare progressivamente con lo sviluppo. Numerosi studi hanno dimostrato che l'esposizione intensa e le frequenti scottature da sole in giovane età (prima dei 15 anni) aumentano di molto il rischio di andare incontro a tumori della pelle nelle età successive della vita. Nell'adulto, il rischio di andare incontro a tumori della pelle sarebbe già determinato in gran parte da come quel soggetto si è protetto dalle radiazioni ultraviolette nei primi anni di vita. I successivi cambiamenti di comportamento hanno una minore influenza sulla prevenzione di questi tumori.

COME SI MANIFESTA
La scottatura da sole si manifesta con chiazze di cute eritematosa ovvero arrossata e talora con gonfiore delle parti maggiormente esposte. Il paziente riferisce intensa sensazione di bruciore anche solo con lo sfioramento delle zone affette. Nei casi più importanti si possono produrre anche bolle piene di essudato. Nei giorni successivi la cute lesa va incontro a una progressiva scomparsa del rossore e a desquamazione delle are precedentemente colpite. In questa fase il paziente generalmente percepisce una sensazione di fastidioso prurito.

COME SI FA LA DIAGNOSI
La diagnosi di scottatura da sole è clinica e si basa sulla storia del paziente e sulla visita. In particolare la distribuzione delle chiazze eritematose svelerà la causa dell'arrossamento. Infatti, l'arrossamento coinvolge le zone di pelle che sono state esposte ai raggi ultravioletti più perpendicolarmente o le zone dove non è stata applicata la protezione solare. Le aree più colpite sono generalmente il naso, le orecchie, le spalle, i fianchi e il dorso dei piedi. Queste sono le aree dove è maggiormente importante un'adeguata protezione perché ricevono i raggi ultravioletti perpendicolarmente e quindi con una intensità per centimetro quadrato nettamente superiore rispetto al resto del corpo.
Nei casi più gravi, ai sintomi cutanei si aggiungono anche sintomi generali: febbre, brividi e debolezza fino allo svenimento. 

COME SI CURA
In caso di scottatura da sole, il primo intervento può consistere in una doccia fredda o nell'applicazione di impacchi freddi alle aree colpite dalla scottatura. Per contrastare il malessere, è possibile somministrare paracetamolo o un FANS come l'ibuprofene. È anche molto importante somministrare liquidi in abbondanza per alcuni giorni per evitare la disidratazione.
La cura locale della scottatura da sole è a base di creme antinfiammatorie nella fase acuta. In particolare è indicata una crema al cortisone possibilmente diluita con una crema emolliente in caso di superfici estese.
Nei casi più gravi si può ricorrere al cortisone per bocca per alcuni giorni.
Nella fase finale desquamativa è sufficiente applicare una crema emolliente per ripristinare la normale struttura dell'epidermide e lenire il fastidioso prurito.

COME SI PREVIENE
La prevenzione della scottatura da sole è sempre possibile con le corrette abitudini di esposizione al sole e con la protezione dai raggi ultravioletti con apposite creme solari.
L'Accademia Americana di Dermatologia raccomanda:

- Di tenere i bambini lontani dal sole nelle ore centrali della giornata quando i raggi del sole sono più dannosi;
- Di applicare schermi solari (vedi oltre: fotoprotezione) con fattore di protezione 30 o più; applicarli alla cute 30 minuti prima dell'esposizione e riapplicarli spesso durante la giornata; gli schermi solari non vanno utilizzati nei bambini che hanno meno di 6 mesi di età;
- Di far indossare ai bambini indumenti che li proteggano dai raggi solari come camice a maniche lunghe e un cappello bambini; i vestiti di tessuto fitto proteggono meglio dai raggi solari;
- Di far indossare ai bambini occhiali da sole e cappellini con visiera;
- Di non esporre mai alla luce diretta del sole i bambini che hanno meno di 6 mesi.

La fotoprotezione consiste nella messa in opera di provvedimenti atti a ridurre gli effetti nocivi delle radiazioni ultraviolette sulla cute. Va sempre effettuata durante i periodi di soggiorno al mare, ma ancor di più sul viso durante i soggiorni in montagna. Ad alta quota, infatti, lo strato di atmosfera che attenua l'effetto dei raggi ultravioletti si assottiglia aumentandone il potere cancerogeno.
La fotoprotezione è basata sull'applicazione alla cute di schermi solari fisici o chimici oppure di fotoprotettori assunti per via sistemica (solitamente per bocca).
I filtri fisici sono costituiti da polveri naturali (ossido di zinco e biossido di titanio) che riflettono e rifrangono le radiazioni. I filtri chimici assorbono determinate lunghezze d'onda della luce. I fotoprotettori per via sistemica sono generalmente basati su sostanze ad attività antiossidante. Per i bambini bisogna assolutamente prediligere i prodotti a base di filtri fisici che, sebbene cosmeticamente meno gradevoli, non hanno rischi di tossicità.
Sebbene l'effetto carcinogeno degli UVB (raggi ultravioletti B, di lunghezza d'onda compresa tra 280 e 315 nanometri) sia maggiore di quello degli UVA (raggi ultravioletti A, di lunghezza d'onda compresa tra 315 e 400 nanometri), normalmente durante l'esposizione al sole su una spiaggia si assorbe una quantità di UVA 100 volte superiore. Si comprende quindi l'importanza di utilizzare degli schermi solari protettivi nei confronti di entrambi gli ultravioletti (A e B).
Per proteggere la pelle ed evitare la scottatura da sole, in età pediatrica bisogna preferire sempre i prodotti con i fattori di protezione più alti tenendo presente che non esistono protezioni o schermi totali (nessun prodotto è in grado di arrestare il 100% dei raggi ultravioletti) e che normalmente la protezione massima dichiarata è di 50+ per gli UVB mentre per gli UVA non disponiamo ancora di metodi standardizzati.
In pratica:

- Scegliere sempre un fotoprotettore ad ampio spettro, impermeabile o resistente all'acqua, con un fattore di protezione 30 o più elevato che protegga sia dagli ultravioletti A (UVA) che B (UVB);
- È bene scegliere un prodotto per bambini e provarlo su una piccola area di pelle del bambino (ad esempio sul polso); se la pelle del bambino manifesta irritazione, meglio provare un'altra marca;
- Applicare il fotoprotettore a tutte le aree esposte della pelle; non dimenticare il collo, la parte superiore dei piedi e i padiglioni delle orecchie;
- Anche i bambini con una carnagione scura possono andare incontro a scottature da sole;
- Applicare il fotoprotettore almeno mezz'ora prima dell'esposizione e applicarlo nuovamente più volte, soprattutto dopo una nuotata o se il bambino fa movimento e suda.


a cura di: Andrea Diociaiuti
Unità Operativa di Dermatologia
In collaborazione con: