Trattamenti terapeutici antalgici

Ecco quali sono nello specifico e come si manifesta la loro efficacia
Stampa Pagina

03 novembre 2016

PERCHÈ I TRATTAMENTI ANTALGICI CON LE TECNICHE DI RIFLESSOTERAPIA?

L'esperienza di questi tre anni ha ampiamente confermato l'efficacia di questa scelta terapeutica. La risposta molto positiva delle persone seguite nell'Ambulatorio di Terapia del Dolore di Palidoro, stimola a perseverare nei trattamenti che si prendono cura del paziente in toto.
La specificità dell'Ambulatorio di terapia del dolore dell'Unità Operativa di Terapia Intensiva e Rianimazione della sede di Palidoro risiede negli strumenti terapeutici adottati con approccio integrato tramite l'uso delle tecniche di riflessoterapia:
- l'agopuntura, sia del corpo che del padiglione auricolare (auricoloagopuntura);
- la mesoterapia;
- la neuralterapia.
 

CHE COSA È L'AGOPUNTURA E QUALI SONO LE SUE INDICAZIONI?

L'agopuntura consiste nella stimolazione di determinati punti del corpo o del padiglione auricolare (auricoloagopuntura), tramite aghi pieni e sottili. In età pediatrica prescolare la stimolazione viene praticata con la digitopressione e con l'utilizzo di semi vegetali (di Vaccaria) rigidi, con struttura poliedrica. Questi punti furono individuati circa 3000 anni fa dai Cinesi. La loro stimolazione permette di ottenere una risposta inibitoria sul dolore da parte del sistema nervoso centrale ed un'azione antinfiammatoria tramite la mediazione dell'ipofisi. Per quanto riguarda il dolore, l'Agopuntura trova indicazione principale, addirittura in sostituzione delle terapie farmacologiche, nella emicrania e nelle cefalee primarie in genere. È un importante strumento terapeutico, che permette la riduzione nell'uso dei farmaci previsti dai protocolli terapeutici nei dolori neurogeni, quali la Sciatalgia, la Neurite Post Erpetica, la Nevralgia del Trigemino. In quelli dovuti a patologie croniche osteoarticolari – muscolari, quali la Lombalgia Cronica, le Artralgie da Artrosi, le Sindromi Miofasciali.


CHE COSA È LA MESOTERAPIA E QUALI SONO LE SUE INDICAZIONI?

La mesoterapia si pratica iniettando nel sottocute, in parti dolorose del corpo, una piccolissima quantità di una soluzione acquosa, molto diluita, di un analgesico - antinfiammatorio miscelato con una piccola dose di anestetico locale (Lidocaina). Grazie alla precisa profondità d'inoculazione (4 - 6 mm) nel sottocute (Mesoderma) ed alla vasocostrizione attivata dall'Anestetico Locale, l'analgesico – antinfiammatorio, così iniettato, può scendere in profondità. Pertanto, con una piccolissima dose di farmaco attivo si ottiene un'importante azione locale sulle strutture sottostanti l'iniezione (tendini, articolazioni, muscoli).
 

CHE COSA LA NEURALTERAPIA E QUALI SONO LE SUE INDICAZIONI?

Si dà il nome di neuralterapia alla tecnica che prevede l'infiltrazione con anestetico locale a bassa concentrazione di cicatrici di pregressi interventi chirurgici o di traumi (anche lontani nel tempo). Di fatto le cicatrici, essendo produttrici di micro (a volte macro) neurolesioni, sono responsabili dell'aumento dell'intensità del dolore cronico presente per altri motivi ed in altre sedi del corpo ed a volte ne sono l'unica causa misconosciuta (campi perturbanti). Infatti, la sensibilità tattile nella cicatrice è frequentemente alterata (parestesia, iperestesia), a volte lo sfioramento della cute sopra la cicatrice evoca dolore (allodinia), a volte essa è dolorosa spontaneamente. In ogni caso, l'infiltrazione deve essere ripetuta almeno tre volte fino a "interromperne" l'iperattività neurologica - sensitiva (iperestesia, allodinia, dolore). Si ottiene così una riduzione della intensità del dolore interessante un'altra parte del corpo, a volte la scomparsa.
 

E SE IN ALCUNI PAZIENTI RISULTANO INEFFICACI?

Nei rari casi in cui questo tipo di approccio terapeutico integrato non riesce ad ottenere alcun risultato, i pazienti vengono valutati per un trattamento analgesico più impegnativo di tipo anestesiologico praticato in sala operatoria (ad es. l'analgesia epidurale).
 

CHE COSA È L'ANESTESIA EPIDURALE E QUALI SONO LE SUE INDICAZIONI?

L'analgesia epidurale è una procedura medica invasiva, solitamente praticata dal medico specializzato in anestesia, finalizzata ad ottenere l'analgesia in un determinato distretto corporeo tramite il blocco della conduzione nervosa nelle fibre neuronali che, all'interno del nervo periferico, trasportano la sensazione "dolore". Esse sono di piccolo calibro e non sono rivestite di mielina: pertanto la trasmissione dell'impulso elettrico al loro interno viene bloccata con l'uso di un anestetico locale a bassa concentrazione.

Un'alta concentrazione blocca la trasmissione anche nelle fibre di più grosso calibro e rivestite di mielina, che trasportano anche la sensibilità tattile o l'impulso motorio e pertanto viene utilizzata per ottenere l'anestesia di una parte del corpo. Nell'analgesia epidurale, l'anestetico locale, che può essere associato ad un cortisonico e/o ad un oppioide e/o alla clonidina, per potenziarne o prolungarne l'azione analgesica, viene iniettato in uno spazio virtuale (ovvero si evidenzia la sua esistenza solo iniettandovi un liquido od un gas) del canale vertebrale. Tale spazio è presente per l'intera lunghezza del canale vertebrale ed è delimitato internamente dal "foglietto" meningeo più esterno che prende il nome di Dura Madre (le Meningi che rivestono il Midollo Spinale sono in numero di tre), esternamente dal legamento Giallo e dalle Lamine ossee vertebrali. In tale spazio sono presenti le "radici" dei nervi spinali, suddivisi nelle due componenti: sensitiva e motoria. I nervi spinali "nascono" dai diversi metameri del midollo spinale ed escono dai forami intervertebrali per raggiungere con vari suddivisioni la "periferia". Pertanto si riconoscono 8 paia di radici di nervi cervicali, 12 paia dorsali, 5 paia lombari, 5 paia sacrali. Quindi, a seconda dello spazio intervertebrale nel quale viene praticata l'iniezione e del volume iniettato si otterrà l'analgesia nel territorio corporeo innervato da "quei" determinati nervi spinali.

Tramite un apposito ago, e sempre con manualità sterili, può essere introdotto nello "spazio epidurale" un catetere da lasciare in situ, tramite il quale somministrare la miscela analgesica "in continuo" con apposita pompa infusionale. Questo tipo di analgesia trova indicazione nei quadri dolorosi acuti o cronici, che non trovano riduzione dell'intensità neanche del 30% con le tecniche di riflessoterapia o con la farmacoterapia, o quando queste sono controindicate.


a cura di: Dott. Marcello Marri
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute