Visita oculistica

È importante che anche i bambini piccoli siano sottoposti a periodici controlli per escludere o correggere eventuali problemi alla vista
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02 marzo 2018

QUANDO EFFETTUARE UNA VISITA OCULISTICA
Anche se il bambino non ha mai avuto problemi di vista, è bene sottoporlo a controlli alle seguenti età:

- Entro i 6 mesi di vita per escludere patologie del bulbo oculare;
- A 3 anni si possono rilevare difetti visivi o anisometropie (differente visione tra i due occhi) che potrebbero essere causa di ambliopia (occhio pigro) o strabismo;
- A 6 anni in concomitanza con l'inizio della scuola dell'obbligo.

Successivamente, e secondo le indicazioni dell'oculista, è consigliato effettuare visite periodiche.

QUANDO ANTICIPARE LA VISITA OCULISTICA
Uno strabismo improvviso, la tendenza ad avvicinare gli oggetti al viso, la tendenza ad avvicinarsi al televisore con sensazione di difficoltà a vedere gli oggetti lontani, una congiuntivite che non passa con la terapia prescritta dal pediatra, un riflesso bianco della pupilla (leucocoria) sono sempre meritevoli di visita oculistica urgente.
Bisogna tenere ben presente che il mondo che interessa al bambino è quello che può toccare con le proprie mani. Al bambino non interessa vedere le macchine lontane, ma vuole afferrare la bambolina vicino a lui, ma se si avvicina al televisore…
Certo, quando va al parco con i genitori e vede l'uccellino lontano o un aereo che passa, non può essere miope.

COME CAMBIA LA VISITA OCULISTICA IN RAPPORTO ALL'ETÀ
Entro i 6 mesi: la prima cosa che a quest'età si deve valutare è il movimento coordinato e sincrono dei bulbi oculari.
Per accertare la trasparenza dei mezzi diottrici e l'integrità del fondo oculare, è necessario instillare un collirio midriatico che dilati la pupilla. Si potranno escludere patologie della cornea, del cristallino, del nervo ottico e della retina.

IN COSA CONSISTE LA VISITA ALL'ETÀ DI 3 ANNI
A questa età la visita è più complessa e deve escludere deficit visivi. Per prima cosa si valuta la motilità oculare per escludere uno strabismo. Spesso con l'utilizzo di figure o con le "E" di Albini si riesce a valutare la capacità visiva del piccolo. Instillando un collirio cicloplegico (in grado di bloccare il processo accomodativo agendo a livello del muscolo ciliare) si può valutare il vizio di refrazione: vedere 10/10 non sempre esclude un vizio di refrazione. Bisogna ricordare che nella normalità i bambini possono essere ipermetropi e non manifestare alcun sintomo.

IN COSA CONSISTE LA VISITA A 6 ANNI O SUCCESSIVE
Il maggior impegno visivo potrebbe rendere necessaria l'applicazione di lenti correttive.
La stessa crescita può predisporre all'insorgenza di difetti visivi.


a cura di: Antonino Romanzo
Unità Operativa di Oculistica
In collaborazione con: