Alopecia areata

Caduta dei capelli a chiazze che si può risolvere con cure opportune, in genere di lunga durata. Le ricadute psicologiche possono richiede il supporto dello psicologo 

L'alopecia areata consiste nella caduta di capelli a chiazze a bordo netto a livello del cuoio capelluto o di altre zone pilifere. Può colpire qualsiasi fascia di età.

La causa dell'alopecia areata non è ancora del tutto chiarita. Si tratta probabilmente di una manifestazione multifattoriale, ma principalmente su base autoimmune (i follicoli piliferi vengono aggrediti dal sistema immunitario).
Altri fattori predisponenti sono l'atopia (predisposizione ereditaria alle malattie allergiche), la trisomia 21, le malattie autoimmuni, le infezioni, lo stress emotivo, una predisposizione familiare.

L'alopecia areata si manifesta di solito all'improvviso con la comparsa di una o più chiazze prive di capelli (glabre) a livello del cuoio capelluto, di dimensione variabile da pochi millimetri a qualche centimetro, rotondeggianti, a margini netti e a superficie liscia, senza rossore né desquamazione.
Di solito si osservano nella fase attiva, alla periferia della chiazza, dei capelli "a punto esclamativo", piccoli capelli con l'estremità libera più grossa rispetto alla base, o dei capelli "cadaverizzati" (simili a un punto nero).
Possono associarsi anomalie ungueali (pitting: picchiettature a ditale da cucito). In alcuni casi, l'alopecia colpisce anche le sopracciglia e le ciglia con piccole aree glabre.

La diagnosi si basa sulla raccolta della storia del bambino e sulla sua visita.
Tuttavia, si devono considerare alcune condizioni simili o molto simili a quelle dell'alopecia areata:

  • L'alopecia triangolare temporale del neonato che è già presente alla nascita ed è localizzata nella zona temporale del capo, la zona della testa compresa tra l'occhio e la parte dietro dell'orecchio; si tratta di una condizione che non muta nel tempo;
  • La tricotillomania, dovuta a un disturbo del comportamento, di tipo ossessivo-compulsivo, che porta il bambino a tirare e a strapparsi i capelli;
  • Le alopecie cicatriziali, condizioni molto rare dovute generalmente a malattie infiammatorie la cui diagnosi richiede una biopsia.

Di solito non è necessario effettuare accertamenti. Tuttavia, poiché in alcuni casi si può associare ad altre malattie autoimmuni (tiroidite di Hashimoto, vitiligineceliachiadiabete tipo I) può essere utile indagare tali malattie in funzione dei sintomi del paziente e dell'evoluzione ed estensione dell'alopecia. 

La scelta del trattamento dipende dall'estensione della malattia, dalla sua durata, dall'età del bambino e da eventuali malattie associate. Nessuna terapia garantisce la guarigione definitiva o la prevenzione delle ricadute.
Il trattamento dell'alopecia areata aiuta solo a rallentare l'estensione delle chiazze e ad accelerare i tempi di guarigione, senza prevenire la comparsa di nuove chiazze.
Terapia di prima scelta è il cortisone per applicazione locale (topico) in lozione, crema o schiuma.


Le iniezioni intralesionali (sottocute nelle sedi affette) di cortisone (2,5-5 mg/ml di triamcinolone acetonide 0,1 ml/cm2) effettuate una volta al mese possono essere impiegate negli adolescenti e negli adulti con estensione limitata della malattia, ma non sono indicate nei bambini e nei pazienti con malattia estesa a causa del dolore e del rischio di effetti collaterali.
Il Minoxidil in lozione al 2% o al 5% può essere un'alternativa al cortisone topico oppure può venir usato in associazione con il cortisone topico. Agisce direttamente sulla crescita del capello, ma probabilmente anche come immunomodulatore.
In alternativa o in associazione al cortisone topico sono utilizzati anche gli inibitori della calcineurina come il tacrolimus e il pimecrolimus per applicazione locale.


I corticosteroidi per via sistemica (prednisone o prednisolone) sono impiegati per il trattamento di forme gravi (acute, estese e che vanno aggravandosi) negli adolescenti tra i 13 e i 18 anni in "miniboli" orali dilazionati anche per diversi mesi.
È importante considerare sempre l'impatto psicologico della malattia sul paziente e sui familiari. L'alopecia areata non è una malattia psicosomatica, tuttavia l'aspetto estetico e la cronicità si ripercuotono sullo stato emotivo del paziente, pertanto è sempre auspicabile associare alla terapia medica anche un supporto psicologico.

L'evoluzione dell'alopecia areata è variabile e cambia da paziente a paziente. La guarigione è di solito spontanea. Inizialmente le chiazze si allargano ed aumentano di numero.
Successivamente si osserva una ricrescita dei capelli molto lenta che varia da alcuni mesi ad oltre 1 anno.
La guarigione delle chiazze non è sincrona su tutte le aree: in genere l'alopecia nella zona occipitale prevede tempi di guarigione più lunghi che nelle altre zone.
Alcuni pazienti vanno incontro a ricadute. Nel 5-10% dei casi si verifica la caduta di tutti i capelli (alopecia totale) che, quando associata a caduta di tutti i peli, si chiama alopecia universale.

 

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  • A cura di: Ermenegilda Latella, Maya El Hachem
    Unità Operativa di Dermatologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 09 gennaio 2021


 
 

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