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Calcoli renali

La calcolosi renale ha una chiara predisposizione familiare ed è estremamente rara in età pediatrica, malgrado questo i bambini sono più a rischio di ricaduta 

Con il termine di urolitiasi o calcolosi urinaria si intende la formazione di agglomerati a livello delle vie urinarie intra- o extra-renali, da non confondere con la nefrocalcinosi che indica la presenza di depositi di calcio all'interno del tessuto renale.

La frequenza di calcoli urinari in età pediatrica è inferiore all'1% ed è maggiore nella popolazione caucasica e nei maschi. I bambini hanno, rispetto all'adulto, un rischio maggiore di ricaduta.

 

Esiste una chiara predisposizione familiare. Altri fattori predisponenti comprendono:

  • L'ipercalciuria, tendenza a eliminare più calcio nelle urine;
  • Eccesso di sale e proteine animali nella dieta;
  • Scarsa idratazione;
  • Immobilizzazione prolungata;
  • Eccesso di vitamina D;
  • Alcuni farmaci eliminati con le urine possono formare calcoli (topiramato, levotiroxina, indinavir, sulfadiazina);
  • Alcune malattie genetiche del rene (malattie che causano una maggiore eliminazione urinaria di calcio, ossalati, acido urico o cistina o che alterano l'acidità delle urine);
  • Fattori anatomici come le malformazioni delle vie urinarie;
  • Infezioni delle vie urinarie, soprattutto da alcuni tipi di batteri come il Proteus, possono favorire lo sviluppo di calcoli di struvite. 

La maggior parte dei bambini presenta prima o poi dei sintomi. In alcuni casi, la diagnosi viene effettuata nel corso di un'ecografia addominale realizzata per altri motivi.

I bambini in genere lamentano dolore. I pazienti più piccoli spesso non presentano una "colica renale" classica, ma piuttosto un dolore addominale diffuso.

La colica renale classica si caratterizza per un dolore violento che inizia nella regione lombare e si irradia progressivamente ai fianchi e in avanti verso il basso ventre fino all'inguine.

Tipicamente il dolore è molto intenso, non è attenuato dalla posizione orizzontale e talvolta si associa a nausea e vomito. La colica renale è causata dalla mobilizzazione di un calcolo nell'uretere, il canalicolo che mette in comunicazione il rene con la vescica.

Quando il calcolo arriva in vescica il dolore scompare per poi causare dolore alla minzione imboccando l'uretra, il canalicolo che prendendo origine dalla vescica rende possibile l'eliminazione delle urine.

Nel 30-50% dei casi è presente macroematuria (urine visibilmente rosse/rosate), isolata o associata a dolore addominale. In alcuni casi il sintomo che porta alla diagnosi è un’infezione delle vie urinarie.

 

Nella maggior parte dei casi la diagnosi viene sospettata sulla base dei sintomi riferiti dal bambino e viene confermata dalla ecografia addominale. In alcuni casi è necessario eseguire una radiografia dell'addome o una TAC senza mezzo di contrasto per visualizzare calcoli incuneati nell'uretere, non visibili tramite ecografia.

Al primo episodio di calcolosi, vengono sempre richiesti esami del sangue e delle urine per escludere una causa genetica che predispone o causa la calcolosi.

Questi in genere comprendono gli esami di funzionalità renale e esame delle urine per valutarne la composizione, l'acidità, la presenza di cristalli e di alcuni metaboliti (ossalati, cistina).

I calcoli comuni sono formati da ossalato di calcio e/o da fosfato di calcio. Più raramente, i calcoli sono formati da acido urico, struvite (in caso di infezione urinaria) o cistina (in caso di cistinuria).

 

In caso di colica renale è bene utilizzare la via endovenosa per la somministrazione dei farmaci fino a scomparsa della sintomatologia dolorosa. Vengono sempre prescritti antidolorifici (Paracetamolo e talvolta morfinici) ed antiinfiammatori (Ibuprofene, Ketoprofene e talvolta cortisonici).

In alcuni casi sono necessari farmaci antispastici per attenuare il dolore. L'idratazione deve essere sufficiente, ma non deve essere eccessiva.

La terapia e la prevenzione della calcolosi dipendono dalla condizione di base. Questa sarà definita in base agli esami eseguiti durante il percorso diagnostico.

In particolare, per alcune forme di calcolosi è necessario mantenere il pH delle urine elevato (per esempio nella cistinuria), mentre in altre forme di calcolosi le urine devono essere mantenute acide (per esempio nella struvite).

In caso di calcolosi ripetute e quando persistono calcoli renali viene spesso prescritta una cura a base di citrato di potassio, che è utile solo se preso per diversi mesi.

Quando invece il calcolo rimane incuneato nell'uretere o se i calcoli renali sono particolarmente grandi e numerosi è necessario ricorrere ad un trattamento chirurgico urologico che verrà scelto in base all'età del paziente, alla dimensione dei calcoli e alla loro natura. 

La tecnica endoscopica (ureterolitotrissia endoscopica; RIRS: Retrograde IntraRenal Surgery) è la più utilizzata ed è indicata per tutti i calcoli di dimensioni inferiori a 2 cm, in bambini di età superiore ai 2-3 anni. La tecnica prevede l'introduzione di una sonda endoscopica flessibile in vescica che viene condotta attraverso l'uretere fino al calcolo. Con un apposito laser il calcolo viene poi frammentato. In alcuni casi, il calcolo può essere estratto intrappolandolo in appositi "cestelli" inseriti nell'endoscopio.

La litotrissia extracorporea consiste nell'impiego di un apparecchio in grado di generare onde d'urto acustiche ad alta energia che vengono applicate dall'esterno per concentrarsi sul calcolo e frantumarlo. E' una tecnica sempre meno utilizzata per i rischi di creare lesioni renali, in particolare nei bambini piccoli. Talvolta però, può essere risolutiva.

La nefrolitototrissia percutanea è utilizzata nelle calcolosi renali multiple. Se il calcolo occupa tutta la pelvi renale (parte iniziale delle vie urinarie che convoglia l'urina nell'uretere) o in caso di fallimento delle altre tecniche, il chirurgo introduce un endoscopio rigido attraverso una o più piccole incisioni cutanee e con un'altra incisione penetra nella pelvi renale per frantumare ed estrarre i calcoli.           

Nella calcolosi comune, spesso di origine familiare, la prevenzione comprende una buona idratazione (non è utile utilizzare acque particolari) e una dieta povera di sale, ricca di fibre, evitando gli eccessi di proteine animali. Da notare che la dieta deve avere un contenuto normale di calcio.

Nella maggior parte dei casi la prognosi della calcolosi è ottima. Tuttavia, i soggetti con calcolosi tendono a presentare delle ricadute nel corso della vita.

In caso di malattia metabolica (cistinuria, iperossaluria primitiva, acidosi tubulare renale…), la prognosi è talvolta meno buona; nel tempo la funzione renale può deteriorarsi, sia a causa della malattia di base, sia perché i reni si danneggiano per i numerosi interventi o episodi di ostruzione.

 

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  • A cura di: Laura Lucchetti
    Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 02  Gennaio 2023 


 
 

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