Encefalite Giapponese: il vaccino

Il vaccino è in grado di prevenire la grave infezione virale del cervello, trasmessa da una zanzara endemica in alcuni Paesi asiatici 

L'encefalite giapponese (JE) è una grave infezione del cervello causata da un flavivirus che viene trasmesso dalla puntura di una zanzara del genere Culex (la zanzara comune che si distingue dalla zanzara tigre) diffusa in Asia e nel Pacifico Occidentale.

Questa malattia è molto rara nei viaggiatori, tuttavia l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ci siano ancora 100.000 casi di encefalite giapponese in tutto il mondo ogni anno, con oltre 25.000 decessi.

Solo una su 250 persone infette sviluppa l'encefalite, che è caratterizzata da febbre alta, convulsioni, rigidità del collo (nucale), stato confusionale, tremori o paralisi. Si tratta di una malattia che colpisce frequentemente il bambino.

Le misure per prevenire le punture di insetto attraverso indumenti che coprono le parti esposte sono raccomandati come l’uso di repellenti da applicare sulla cute. L’uso di zanzariere e reti protettive nelle zone dove si soggiorna a lungo è altrettanto raccomandato.

È disponibile un vaccino inattivato (virus ucciso) che può essere somministrato con un’iniezione dopo i 2 mesi di età. 

Per raggiungere un sufficiente livello di efficacia sono necessarie due dosi di vaccino (da somministrare a 28 giorni di distanza l'una dall'altra). Dall’età di 2 mesi fino ai 3 anni si utilizza una dose da 0.25 ml.

Il vaccino viene raccomandato a tutti coloro che abbiano in programma un viaggio in un Paese ad alto rischio con una lunga permanenza, specie se visiteranno un'area rurale, se viaggeranno durante la stagione delle piogge o se prenderanno parte ad attività, come ciclismo o campeggio, che potrebbero aumentare il rischio di contrarre la malattia.

La seconda dose va effettuata circa una settimana prima della partenza Per consentire una risposta immunitaria efficace, il ciclo vaccinale dev’essere completato almeno una settimana prima dell’arrivo nel Paese di destinazione.

Il vaccino è controindicato in caso di stato febbrile acuto
In via precauzionale viene evitata la vaccinazione di donne in gravidanza e durante l’allattamento. Nei soggetti in terapia immunosoppressiva o affetti da immunodeficienza la risposta immunitaria dopo vaccinazione potrebbe non essere adeguata. 

Cefalea, dolori muscolari e malessere sono riportati da circa il 10% dei riceventi, arrossamenti e gonfiore nel sito di infezione sono più rari.

 

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  • A cura di: Alberto Eugenio Tozzi
    Unità di Ricerca Medicina Predittiva e Preventiva
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 19  Novembre 2025 


 
 

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