Epatite B

Questa malattia infettiva si trasmette tramite sangue e liquidi biologici e ha un'incubazione media di 90 giorni, ma può variare tra i 30 e i 180 

L'epatite B è una malattia infettiva causata dal virus dell'epatite B, appartenente alla famiglia degli Hepadnavirus. Il virus si trasmette tramite il sangue e i liquidi biologici dei soggetti infetti (latte materno, sperma, secrezioni vaginali): può essere acquisito durante rapporti sessuali, parto vaginale, allattamento.
Il virus può penetrare nell'organismo anche attraverso minime lesioni della cute e delle mucose, che si infettano in seguito all'utilizzo di oggetti contaminati come spazzolini dentali, forbici, rasoi o per puntura accidentale con aghi infetti. L'incubazione dura in media 90 giorni, ma può variare tra i 30 e i 180.

L'infezione da virus dell'epatite B può decorrere asintomatica o manifestarsi con malessere, febbre, ittero (colorito giallastro della cute), nausea, vomito. Nei casi più gravi decorre in forma fulminante con rapida compromissione del fegato che può richiedere un trapianto di fegato in tempi brevi. La presenza o meno dei sintomi dipende dall'età: sono sintomatici <1% dei bambini al di sotto dell'anno di età, 5-15% tra 1 e 5 anni, 30-50% al di sopra dei 5 anni di età.
Possono essere presenti anche manifestazioni extra-epatiche come dolori articolari, artrite (tumefazione e arrossamento di una articolazione), manifestazioni cutanee, abbassamento del numero delle piastrine, interessamento renale (glomerulonefrite). 

L'evoluzione dell'epatite acuta dipende dall'età: in età adulta il 90% dei casi va incontro a guarigione senza cronicizzazione a fronte di un 10% di cronicizzazioni; al contrario il 90% dei neonati infetti svilupperà una forma cronica. Nei bambini tra 1 e 4 anni la percentuale di cronicizzazione è del 50% circa.
L'infezione cronica da virus dell'epatite B causa un progressivo danno a carico del fegato che perde progressivamente le sue funzioni (rischio di sanguinamenti, accumulo di liquidi, aumento di sostanze tossiche che determinano compromissione neurologica) e si associa a un elevato rischio di sviluppare tumore del fegato (epatocarcinoma).

La diagnosi può essere eseguita tramite un prelievo di sangue. La positività dell'HBsAg conferma la diagnosi di epatite acuta o cronica da virus B. Nelle fasi precoci sono presenti anticorpi IgM contro l'HBcAg che scompaiono nelle fasi tardive dell'infezione acuta, sostituiti dagli anticorpi di classe IgG.
Il DNA virale è presente in tutte le fasi dell'infezione ed è dimostrabile tramite PCR (proteina C-reattiva).

 L'infezione acuta non necessita di alcun trattamento. Terapie specifiche vengono utilizzate nelle forme croniche per prevenire l'evoluzione verso l'insufficienza epatica
La profilassi si basa sulla vaccinazione ed è assai efficace.

 

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  • A cura di: Laura Cursi, Francesca Ippolita Calò Carducci
    Unità Operativa di Malattie Infettive e Immunoinfettivologia
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Ultimo Aggiornamento: 27 luglio 2021


 
 

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