Epatite D o Delta

È una infezione virale che interessa il fegato e concomita con l'Epatite virale tipo B, aggravandola 

L'epatite D è un'infezione delle cellule epatiche da parte di un virus, noto come HDV (dall'inglese Hepatitis D Virus). Viene classificato tra i virus cosiddetti satelliti, o subvirioni, che richiedono la presenza di un altro virus per potersi replicare.

Il virus dell’epatite D, infatti, per infettare le cellule del fegato necessita dell’ausilio del virus dell'epatite B e, quindi, l’infezione si manifesta solo nei soggetti infetti anche da epatite tipo B (HBV).

Sono stati descritti diversi genotipi del virus dell'epatite D che hanno una differente distribuzione a livello mondiale. Nei paesi occidentali, il più frequente è il genotipo I.

L'infezione da virus D è presente in tutto il mondo e in tutte le fasce di età. In alcune aree geografiche il virus dell'epatite D è endemico, in altre l'HDV è prevalentemente limitato ai gruppi ad alto rischio (ad esempio chi utilizza droghe per endovena, individui che in passato hanno ricevuto molte trasfusioni di sangue, persone emigrate da paesi con un'elevata prevalenza di infezione da HDV).

A livello mondiale e stimato che circa 12 milioni di persone ne siano infette.

L'infezione da virus dell'epatite D può avvenire con la trasfusione di sangue e dei suoi derivati, attraverso l'uso di droghe per iniezione (scambio di siringhe tra tossicodipendenti) o attraverso i rapporti sessuali, ma solo se il virus dell'epatite B è già presente o se ci si infetta con entrambi i virus contemporaneamente.
La trasmissione dell'infezione dalla madre al neonato è possibile ma non è frequente.

Le manifestazioni cliniche dell'epatite D variano da forme di epatite acuta benigna a forme di epatite fulminante e dallo stato di portatore asintomatico (persona infetta ma senza sintomi di malattia) a malattia epatica cronica rapidamente progressiva

I segni e i sintomi dell’epatite D acuta sono indistinguibili da quelli delle altre epatiti virali acute e includono:

  • Febbre;
  • Astenia;
  • Mancanza di appetito;
  • Vomito e nausea;
  • Dolori addominali;
  • Urine scure;
  • Dolori articolari;
  • Ittero (colore giallastro della cute e delle sclere degli occhi).

Poiché la presenza del virus dell'epatite B è necessario affinché avvenga l'infezione da parte del virus D, è possibile che si verifichino due diversi scenari:

  • Coinfezione: infezione contemporanea da parte del virus dell'epatite B e di quello dell'epatite D. Clinicamente la coinfezione non è distinguibile dalla classica epatite B acuta ed è generalmente transitoria e autolimitante. Il tasso di progressione a infezione cronica è sovrapponibile a quello osservato dopo l'epatite B acuta; 
  • Superinfezione: si verifica nei soggetti portatori cronici del virus dell'epatite B e si può presentare come una epatite acuta in soggetti che non sapevano di essere portatori o come una riacutizzazione della preesistente epatite B cronica. La progressione verso una infezione cronica da virus D si verifica nella maggior parte dei soggetti.  
    Il periodo di incubazione (tempo che intercorre fra l'ingresso del virus nell'organismo e il manifestarsi della malattia) è di circa 2-8 settimane

Per fare diagnosi di infezione da virus D serve un prelievo di sangue in cui si ricercano: 

  • Marcatori indiretti di infezione: anticorpi contro il virus (immunoglobuline IgG e IgM  dirette contro l'infezione da virus D);
  • Marcatori diretti di infezione: determinazione della presenza del virus attraverso la ricerca di proteine da esso prodotte (antigene HDAg) e del suo materiale genetico (HDV-RNA).

L'elemento fondamentale della prevenzione dell'epatite D è la vaccinazione contro il suo virus aiutante, il virus dell'epatite B: le persone vaccinate contro l'epatite B sono protette anche dal virus dell'epatite D.

È inoltre importante evitare l'esposizione al sangue e ai fluidi corporei infetti da epatite e non intraprendere comportamenti rischiosi che possono aumentare la possibilità di contrarre il virus.

Al momento non ci sono terapie specifiche approvate per il trattamento dell'epatite D in età pediatrica.

 

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  • A cura di: Sara Chiurchiù
    Unità Operativa di Malattie Infettive e Immunoinfettivologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 12  Aprile 2022 


 
 

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