Herpes Zoster nel bambino

Questa infezione è causata dal virus della varicella-zoster che resta nell'organismo senza dare sintomi e può riattivarsi anche dopo anni 

L'infezione da Herpes Zoster è provocata dalla riattivazione del virus della varicella-zoster, ovvero dell'herpesvirus di tipo 3, virus della famiglia Herpesviridae. La prima volta che questo virus dell’herpes infetta l'organismo, provoca la varicella. Una volta guarita la varicella, il virus rimane inattivo nei gangli nervosi. Spesso non si conosce la causa della riattivazione del virus, ma a volte questa avviene:

  • In condizioni di stress;
  • In presenza di immunodepressione;
  • In presenza di malattie croniche gravi. 

Nella fase di riattivazione, l’herpesvirus causa un dolore molto intenso che provoca una sensazione di bruciore e di formicolio (non è un caso se la malattia è nota anche come "Fuoco di Sant'Antonio") che nel 90% dei casi precede di 2-3 giorni la comparsa di macchie arrossate che si trasformano in rilievi cutanei solidi (papule). Le papule si trasformano poi in vescicole a grappolo, contornate da una piccola area arrossata che a loro volta si trasformano in,ferite, e quindi in croste.

Le lesioni dell’Herpes Zoster possono comparire su tutto il corpo, ma in genere si ritrovano sul tronco, talvolta sul viso, e quasi sempre su un solo lato, lungo il tragitto del nervo in cui il virus aveva trovato rifugio ed era rimasto inattivo. Normalmente, le vescicole continuano a formarsi per circa 3-5 giorni. L'area del corpo interessata è in genere sensibile a qualsiasi tipo di stimolo. Perfino lo sfioramento può essere estremamente doloroso. Il paziente è contagioso sino alla formazione delle croste (in genere le ulcere si risolvono con la formazione di croste dopo circa 5 giorni dalla comparsa) per cui il virus, se trasmesso a persone che non hanno mai contratto la varicella e che non sono state vaccinate, può causare la varicella.

Un singolo episodio di Herpes Zoster garantisce, nella maggior parte dei casi, l'immunità da attacchi successivi salvo nei pazienti immunodepressi. Meno del 4% delle persone colpite con normale funzione immunitaria ha avuto ricadute. Possono rimanere cicatrici o un’accentuata colorazione della pelle, anche di notevoli dimensioni, ma la maggior parte dei pazienti guarisce senza conseguenze permanenti. In pazienti immunodepressi o nei bambini sotto l'anno di vita, lo sfregamento delle vescicole aumenta il rischio di complicanze infettive batteriche.

Pochi pazienti, in genere anziani, continuano ad avvertire dolore cronico nell'area interessata (nevralgia post-erpetica). Il coinvolgimento del nervo facciale può determinare paralisi parziale del viso o complicanze a livello dell’occhio e dell’orecchio sino alla compromissione della stessa funzione della vista e dell’udito.

La diagnosi di Herpes Zoster si basa sull'ascolto della storia del paziente e sulla visita. In rari casi dubbi, può essere necessario dimostrare la presenza del virus nel liquido delle vescicole o nella biopsia di un campione prelevato dalle vescicole.

I farmaci antivirali, se assunti appena compaiono le vescicole, possono aiutare ad alleviare i sintomi dell’ Herpes Zoster e a ridurne la durata. Spesso è necessario ricorrere ad antidolorifici come gli antinfiammatori non steroidei (FANS), ma più di frequente possono rendersi necessari analgesici oppioidi per via orale.

L'assunzione di farmaci antivirali riduce il rischio di nevralgia post-erpetica. In caso di coinvolgimento di organi di senso (occhio/orecchio), è bene rivolgersi allo specialista. Per ridurre il rischio di complicanze batteriche dell’Herpes Zoster,e di cicatrici alla guarigione, è necessario:

  • Mantenere la pelle colpita pulita e asciutta;
  • Utilizzare delle soluzioni disinfettanti locali;
  • Evitare lesioni cutanee da grattamento.

È consigliabile prevenire la varicella, vaccinando contro la varicella i bambini e gli adulti che non sono immuni. Quando lo Zoster si sviluppa nelle persone vaccinate è meno grave di quello che colpisce le persone non vaccinate. Il vaccino specifico contro l'Herpes Zoster è raccomandato in tutti i pazienti che hanno superato l'età di 65 anni e nei pazienti "a rischio" di qualunque età, specialmente in caso di:

  • Diabete mellito;
  • Malattie cardiovascolari;
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO);
  • Bambini che devono iniziare una terapia immunosoppressiva.

Il vaccino dimezza la probabilità di andare incontro ad Herpes Zoster e riduce di tre quarti la probabilità che si verifichi una nevralgia post-erpetica.


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  • A cura di: Lelia Rotondi Aufiero
    Unità Operativa di Pediatria Generale
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 07 settembre 2021


 
 

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