Nuovo Coronavirus: perché è importante sapere che tutti sviluppano gli anticorpi?

Come si sviluppa l'immunità al SARS-CoV-2 e perché è così importante saperlo 

Lo sviluppo dell'immunità per un microbo (virus o batterio) attraverso l'infezione naturale è un processo in più fasi che si svolge di solito nell'arco di 1-2 settimane.
Il corpo risponde immediatamente a un'infezione virale con una risposta immunitaria innata in cui alcune cellule del nostro sistema immunitario (i macrofagi, i neutrofili e le cellule dendritiche) bloccano e distruggono il virus nel nostro organismo e possono persino impedire che causi sintomi.


Questa risposta non specifica è seguita da una risposta specifica (adattativa) in cui il corpo produce anticorpi che si legano ad alcune proteine sulla superfice del virus.
Questi anticorpi sono proteine chiamati immunoglobuline.
Il corpo produce anche alcune cellule (linfociti T) che riconoscono ed eliminano le cellule infettate dal virus. Questa risposta combinata di anticorpi e linfociti T può eliminare il virus dal corpo e, se la risposta è abbastanza forte, può prevenire la progressione della malattia grave o impedire una nuova infezione da parte dello stesso virus.


Questo processo viene spesso misurato dalla presenza di anticorpi di tipo IgG ed IgM nel sangue. Infatti il nostro sistema immunitario produce prima di tutto anticorpi IgM che compaiono mentre l'infezione è ancora in corso ma che scompaiono poi nel giro di poco tempo.
Gli anticorpi IgG compaiono più tardi ma rimarranno nel sangue molto a lungo, per mesi e talvolta per molti anni. Se il nostro sistema immunitario si comporti così anche nell'infezione COVID-19, non è ancora chiaro.
Per dimostrare la presenza nel siero (fase liquida del sangue) del paziente di alcuni anticorpi che si formano dopo che una persona è stata contagiata, si usano dei test di laboratorio.
Se gli anticorpi sono presenti significa che il sistema immunitario è già entrato in contatto con il virus.

In particolare, la presenza di anticorpi IgG diretti contro un virus come il SARS-CoV-2 ci dice che quel paziente si è infettato con il SARS-CoV-2. La presenza di anticorpi IgM ci permette di stabilire che il paziente ha una infezione in corso, quindi è in fase acuta.
Fino ad ora però non sapevamo quando comparivano nel corso dell'infezione da SARS-CoV-2. Un recente studio ha permesso di scoprire che chi si infetta con il virus SARS-CoV-2, responsabile della malattia COVID-19, produce una risposta anticorpale (di tipo IgM ed IgG) contro il virus.


Questi risultati sono molto importanti per comprendere meglio come e quando compaiono questi anticorpi e decidere quando è il caso di utilizzarli e a distanza di quanti giorni dall'insorgenza dei sintomi, facendo un prelievo, si trovano nel sangue.
Tuttavia, essendo il primo studio di questo tipo pubblicato, i risultati vanno interpretati con la dovuta cautela:

  • I dati sono ancora preliminari, il campione di persone studiate è ancora piccolo;
  • Non è possibile sapere quanto dura questa risposta e di conseguenza l'immunità;
  • Il test utilizzato non permette di capire se gli anticorpi cercati erano anticorpi neutralizzanti (anticorpi "finali" che offrono la protezione maggiore, perché impediscono al virus di attaccare le nostre cellule).

Sfoglia online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato al Nuovo Coronavirus:

 

ATTENZIONE
Se tu o i tuoi conviventi avete sintomi del COVID-19, resta in casa e chiama subito il tuo pediatra di libera scelta o il tuo medico di medicina generale. Altrimenti, chiama uno dei numeri di emergenza regionali indicati sul sito del Ministero della Salute.

 

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  • A cura di: Caterina Rizzo
    Area Funzionale di Percorsi Clinici ed Epidemiologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 26 marzo 2021


 
 

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