Parotite nel bambino

La parotite (o “orecchioni”) è una malattia infettiva delle ghiandole salivari, che solo raramente provoca complicazioni. Sono tuttavia complicanze gravi e la vaccinazione è quindi raccomandata 

La parotite è una malattia infettiva altamente contagiosa, causata da un virus appartenente alla famiglia dei Paramyxovirus, che si localizza a livello delle prime vie aeree (faringe, laringe e trachea) e delle ghiandole salivari. L'ingrossamento delle ghiandole salivari parotidi, poste sotto i padiglioni delle orecchie, dietro l'angolo della mandibola, conferisce al viso il caratteristico aspetto da cui il nome popolare di "orecchioni". Il contagio interessa generalmente i bambini e gli adolescenti tra i 5 e 15 anni, ma non sono risparmiati gli adulti. I lattanti fino a 1 anno solitamente sono immuni (per la presenza di anticorpi della mamma che sono passati attraverso la placenta) e si manifesta molto raramente nei bambini di età inferiore ai 2 anni. La trasmissione avviene per contatto diretto, attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando e più raramente tramite oggetti contaminati con le stesse goccioline di saliva contenenti il virus.
Il periodo di contagiosità, in cui la malattia può essere trasmessa dalle persone infette (che abbiano o meno sintomi manifesti) va da 6-7 giorni prima a 9 giorni dopo la comparsa dell’ingrossamento delle ghiandole salivari. 

Il periodo di incubazione, che varia tra 12 e 25 giorni, è generalmente privo di sintomi, sebbene possa essere talora accompagnato da malessere, perdita dell'appetito, brivido, febbricola, mal di testa, dolori muscolari. 
I sintomi iniziano con febbre (abitualmente intorno ai 38-40°C che persiste per 4-5 giorni), dolore all'orecchio, dolori muscolari, cefalea e tumefazione di una o entrambe le parotidi, con conseguente dolore durante la masticazione e la deglutizione.     
L'interessamento è inizialmente di una sola ghiandola ma nella maggior parte dei casi (75%), in circa 2 giorni viene coinvolta anche la parotide del lato opposto. 
Circa un terzo delle infezioni da virus parotitico non si manifesta in forma evidente, ma soltanto con sintomi non specifici delle vie respiratorie. La tumefazione delle parotidi dura all'incirca una settimana e la guarigione richiede 10-12 giorni. 

Sono fortunatamente rare. Una meningite virale si osserva nel 4-6% dei bambini più piccoli e si risolve senza lasciare danni dopo 3-10 giorni. L'orchite (infiammazione dei testicoli) può presentarsi nel 20-30% dei maschi dopo la pubertà, e coinvolge tutti e due i testicoli in un sesto dei casi. Regredisce solitamente entro 5-7 giorni, tuttavia circa la metà dei giovani con orchite va incontro ad atrofia testicolare (riduzione di volume) di grado variabile ma la sterilità è un evento raro. La pancreatite è una complicanza meno frequente (2-5%) e determina la comparsa di iperglicemia (aumento degli zuccheri nel sangue) che è transitoria e reversibile. La perdita dell'udito (sordità) si verifica in 1 caso ogni 20.000 e rappresenta la principale causa di sordità neurosensoriale infantile legata a fattori ambientali come il virus della parotite e non ad alterazioni genetiche.
L'infezione contratta durante le prime 12 settimane di gravidanza conduce all'aborto nel 25% dei casi.

La diagnosi viene posta dal medico ed è generalmente agevole per la tumefazione bilaterale delle parotidi e l'andamento della febbre. Va confermata con la ricerca nel sangue di anticorpi specifici (IgM) diretti contro il virus.
Nella parotite non complicata, le indagini di laboratorio generalmente non rivelano nulla di specifico, se non un aumento di numero dei globuli bianchi.

Come per le altre malattie di origine virale, anche per la parotite non esiste una terapia specifica, quindi il trattamento è indirizzato essenzialmente ad alleviare i sintomi: somministrazione di analgesici e antipiretici. Una dieta semiliquida può aiutare ad alleviare il dolore associato alla masticazione. Sarebbe bene evitare succhi di agrumi perché la loro acidità può accentuare il fastidio dovuto all'infiammazione delle ghiandole salivari che sono stimolate dai succhi acidi. 
Un bambino con gli orecchioni non ha bisogno di rimanere a letto, ma può tranquillamente giocare. 

Oltre al rispetto delle buone norme igieniche, l'arma migliore contro la malattia è la vaccinazione.

 

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  • A cura di: Laura Cursi
    Unità Operativa di Malattie Infettive e Immunoinfettivologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 16 novembre 2021


 
 

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