PFAPA

Questa febbre periodica si presenta con mal di gola e gola arrossata, linfonodi gonfi, placche e afte 

  • La Febbre periodica “PFAPA” prende il suo nome da una sigla inglese che sta per febbre, faringite con placche, afte al cavo orale e linfoadenite
  • È una malattia autoinfiammatoria con episodi improvvisi di febbre alta che può addirittura raggiungere i 40-41°C
  • Sono utili i farmaci antipiretici o antinfiammatori e la febbre alcune volte scende e altre no. Gli antibiotici non hanno alcun effetto
  • Una sola dose di cortisone fa scomparire rapidamente la febbre. Questo fenomeno è così caratteristico che viene usato come criterio per confermare la diagnosi
  • La febbre dura 4-5 giorni e poi va via da sola
  • La febbre viene ad intervalli di 2-4 settimane. Per ogni bambino gli intervalli sono così precisi che i genitori possono addirittura prevedere il giorno in cui inizierà la febbre
  • La PFAPA in genere scompare spontaneamente entro i 5-6 anni di età

La PFAPA è una febbre periodica il cui acronimo sta per febbre, faringite con placche, afte al cavo orale e linfadenite (in inglese PFAPA: Periodic Fever, Aphtous stomatitis, Pharyngitis and cervical Adenopathies). I bambini presentano episodi ricorrenti di febbre con linfonodi gonfi, mal di gola con gola arrossata, placche e ulcere nella mucosa della bocca (afte). La PFAPA fa parte delle malattie autoinfiammatorie e non ha quindi cause autoimmunitarie. È una condizione benigna descritta per la prima volta nel 1987 quando era nota come Sindrome di Marshall. Colpisce i bambini nella prima infanzia, solitamente entro i primi 5 anni di età. Sono, tuttavia, descritti casi di pazienti adulti con PFAPA e casi che si presentano tipicamente in età infantile, regrediscono entro l'età scolare e possono poi ripresentarsi nuovamente in età adulta.

La causa della PFAPA non è conosciuta. Sono descritti casi familiari ma al momento non è stata trovata una causa genetica. Durante l'episodio febbrile tipico, il sistema immunitario si attiva determinando uno stato infiammatorio generalizzato che dà origine ai sintomi caratteristici come la febbre elevata. Non è una malattia infettiva né tantomeno contagiosa; non viene, infatti, mai riscontrato un agente infettivo. 

I sintomi della PFAPA sono febbre alta, che può arrivare anche a 40-41°C, mal di gola con gola rossa e placche bianche sulle tonsille, afte sulla mucosa di bocca (usualmente piccole) e della lingua e linfonodi del collo ingrossati. Questi episodi durano in media 4-5 giorni e si risolvono spontaneamente. Si presentano a distanza di 2-4 settimane con intervalli molto precisi e regolari tanto che i genitori possono addirittura prevedere con buona approssimazione il giorno in cui inizierà la febbre.


Tra un episodio e l'altro i bambini stanno bene e svolgono le normali attività quotidiane. I sintomi principali sono uguali in tutti i bambini con PFAPA. Alcuni, tuttavia, possono presentare forme più leggere o incomplete (forme in cui può essere assente uno o più dei sintomi tipici), mentre altri possono manifestare sintomi aggiuntivi come stanchezza, dolori alle articolazioni, dolori muscolari (mialgie), mal di testa, mal di pancia, vomito o diarrea. 

La diagnosi di PFAPA è clinica e si basa sulla presenza dei sintomi tipici e della periodicità fissa. Non esiste un test di laboratorio o un esame radiologico o genetico che ci permetta di confermare la diagnosi. Gli esami di laboratorio sono, comunque, utili per escludere altre patologie che possono somigliare a questa condizione, come per esempio, la neutropenia ciclica. Gli esami del sangue dei bambini con PFAPA mostrano infatti, durante gli attacchi febbrili, alti valori di globuli bianchi (in particolare di granulociti neutrofili) ed elevati livelli di PCR e VES (indici di infiammazione); questi nella PFAPA si normalizzano al di fuori degli episodi febbrili cioè nel periodo di benessere.

Non esiste una cura risolutiva della PFAPA. La terapia consiste, infatti, nel trattamento dei singoli attacchi di febbre. Sono utili, pertanto, antipiretici o antinfiammatori ai quali, comunque, la febbre può rispondere parzialmente, mentre non hanno alcuna efficacia gli antibiotici. Come già detto, infatti, non c'è evidenza di alcun agente infettivo durante gli episodi febbrili. La somministrazione di una dose singola di cortisone determina la rapida scomparsa della febbre; questo evento è così caratteristico che viene usato come criterio di conferma della diagnosi clinica.


Bisogna però tenere presente che l'uso regolare del cortisone ad ogni ricaduta può provocare un drastico riavvicinarsi degli episodi febbrili. La tonsillectomia va considerata nel caso in cui gli episodi febbrili persistano oltre l'età scolare o determinino delle limitazioni nelle normali attività quotidiane (frequenza scolastica, sport). Questo intervento è risolutivo in molti, ma non tutti i pazienti: esistono casi in cui gli attacchi di febbre ricompaiono nonostante l'asportazione delle tonsille. 

Non c'è modo di prevenire gli episodi di PFAPA. 

La prognosi è ottima. Gli episodi febbrili tendono a scomparire spontaneamente in genere entro l'età scolare (5-6 anni di età). La crescita e lo sviluppo psico-motorio sono normali ed i bambini, tra un attacco e l'altro, sono perfettamente sani e conducono una vita normale. 

Percorsi di Cura e Salute: Febbre

 

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  • A cura di: Virginia Messia
    Unità Operativa di Reumatologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 09 gennaio 2021


 
 

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