Pompa di baclofen nelle paralisi cerebrali

Questo tipo di impianto riduce di molto il rischio di effetti collaterali del baclofene, somministrandolo al paziente con paralisi cerebrale in maniera continua 

Il baclofen è un trattamento utilizzato per i bambini che hanno grave spasticità, cioè i loro muscoli sono più tesi di quanto dovrebbero essere.
Nelle paralisi cerebrali infantili la spasticità (che provoca tensione e rigidità dei muscoli) è uno dei sintomi più difficili da controllare che può interferire con la vita quotidiana del bambino. 
Il trattamento della spasticità grave può richiedere una combinazione di strumenti di cura.  L’utilizzo della terapia intratecale, vale a dire direttamente nel liquor cerebrospinale, con baclofen tramite pompa infusionale (ITB) è sempre più diffuso nella cura delle forme gravi di paralisi cerebrale infantile. Il Baclofen è un farmaco miorilassante, vale a dire che fa rilassare i muscoli.

Una pompa baclofen è una piccola macchina che viene posta sotto la pelle di un lato dell'addome (pancia) vicino all'osso dell'anca. È usato per fornire baclofen direttamente nel canale spinale. La pompa è collegata a un catetere (tubicino), che aiuta a dirigere il medicinale direttamente in un'area specifica del midollo spinale (chiamato spazio intratecale). Ciò consente al farmaco di essere indirizzato esattamente dove funziona per aiutare a ridurre la spasticità. Quando lo stesso farmaco viene somministrato per via orale, solo una piccola parte arriva nell'area in cui funziona.

La pompa eroga farmaci costantemente per aiutare ad alleviare la spasticità. Può anche essere programmata per fornire diverse quantità di farmaci in diversi momenti della giornata, se necessario. Un programmatore (un computer molto piccolo) viene utilizzato per dire alla pompa quanta medicina somministrare. Questo permette di dosare al meglio la quantità di farmaco necessaria a ridurre la spasticità.
Non ci sono grandi limitazioni alle attività una volta che il punto in cui la pompa è inserita è guarito. I pazienti possono fare tutte le cose che facevano in precedenza.
Il trattamento con pompa di baclofen viene utilizzato nei pazienti più gravi dal punto di vista neurologico al fine di ridurre la rigidità e permettere un miglioramento della qualità della vita.
Tra i vantaggi della somministrazione del baclofen attraverso la pompa vi è la possibilità di utilizzare dosaggi decisamente inferiori rispetto al baclofen assunto per via orale, riducendo al minimo gli effetti collaterali che possono derivare dalla terapia orale in compresse.

Pompa di baclofen nelle paralisi cerebrali

Fig. 1

Prima di impiantare la pompa di baclofen (Fig. 1), viene eseguito un test che consiste nel somministrare, attraverso una puntura lombare nello spazio intratecale, una piccola quantità di baclofen per verificare la riduzione della spasticità e, soprattutto, per escludere reazioni avverse al farmaco. Il test viene eseguito in sala operatoria.

La tecnica chirurgica prevede:

  1. Un’incisione cutanea sulla schiena nella parte lombare per inserire un catetere (tubicino) sotto controllo radioscopico nello spazio dove è presente il liquor che circonda il midollo spinale (spazio intratecale). Quindi si fissa il catetere con dei punti di sutura per evitare che possa muoversi;
  2. La creazione di un tunnel per far passare il catetere dallo spazio subaracnoideo fino all’addome dove si collega alla pompa;
  3. L’inserimento della pompa in una tasca creata subito sotto la cute nella parte inferiore dell’addome (pancia).

Possibili complicazioni del posizionamento della pompa sono: 

  • Infezioni;
  • Perdita di liquor;
  • Disturbi da sovradosaggio del farmaco.

Si possono creare poi difficoltà legate a:

  • Disconnessione del catetere dalla pompa di baclofen;
  • Malfunzionamento della pompa. 

La maggior parte di queste complicanze richiede ulteriori interventi chirurgici.

La terapia intratecale con pompa di baclofen è ormai utilizzata da molti anni per il trattamento della spasticità. Si è dimostrata efficace permettendo anche di ridurre la necessità di interventi ortopedici correttivi. Il successo di tale terapia dipende fortemente da una accurata selezione dei pazienti e dalla preparazione delle famiglie e degli operatori sul programma terapeutico.

 

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  • A cura di: Pier Francesco Costici, Rosa Russo
    Unità Operativa di Ortopedia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 16 luglio 2021


 
 

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