Influenza: il vaccino

Può essere somministrato ai bambini dai sei mesi di età. È raccomandato tra i 6 mesi e i 6 anni per proteggere i bambini e per bloccare la circolazione del virus  

Il vaccino contro l'influenza  è un prodotto inattivato (non è vivo) o attenuato (non può dare la malattia) che viene messo a punto ogni anno in base ai ceppi virali circolanti.
La composizione del vaccino è uniforme ad ogni stagione influenzale. In Italia sono attualmente disponibili vaccini che proteggono nei confronti di 3 o 4 tipi di virus influenzale (due per l'influenza di tipo A e due per il tipo B).
Alcuni di essi sono frammentati (si dicono split o a subunità), mentre un altro vaccino, utilizzato per gli anziani, viene detto adiuvato perché contiene una sostanza oleosa che ne aumenta l'efficacia.  Dal 2020 è autorizzato anche un vaccino antinfluenzale vivo attenuato (LAIV) quadrivalente che viene somministrato con spray intranasale, disponibile per bambini tra 2 e 18 anni. I ceppi influenzali del vaccino sono attenuati in modo da non causare influenza, e adattati in modo che si replichino nella mucosa nasale piuttosto che nel tratto respiratorio inferiore. Nel corso della campagna 2020-2021 è stato somministrato ai bambini tra 2 e 6 anni e, in seguito anche ai bambini ed adolescenti da 6 anni compiuti fino ai 18 anni.

 

 

È un vaccino che si somministra di solito intramuscolo. Uno dei vaccini disponibili in Italia è dotato di una siringa particolare che consente la somministrazione intradermica. Il vaccino vivo attenuato (LAIV) è somministrato per spray nasale tramite un applicatore nasale monouso che somministra – con uno spruzzo – una dose da 0,1 ml in ogni narice. Una novità molto gradita dai bambini. 
Una dose è sufficiente a garantire la protezione. I bambini che ricevono per la prima volta la vaccinazione e che hanno meno di 9 anni dovrebbero ricevere 2 dosi.
La dose che viene somministrata (0,5 ml) è uguale per tutti, grandi e piccoli. 

Il vaccino influenzale non può essere somministrato al di sotto di 6 mesi di età (e al di sotto dei 24 mesi per il LAIV). Come per gli altri vaccini, inoltre, è controindicato in caso di allergia a una delle componenti in esso contenute. Per il vaccino LAIV si devono considerare le allergie gravi (anafilassi) alle proteine dell’uovo e alla gentamicina (un antibiotico di cui possono essere presenti tracce nel vaccino). Il LAIV Non va somministrato ai bambini in terapia con farmaci a base di salicilati a causa dell’associazione tra la sindrome di Reye, i salicilati e l’influenza.
Per il solo vaccino vivo attenuato LAIV – come per altri vaccini vivi – la somministrazione viene sconsigliata nei bambini che presentano una compromissione immunitaria profonda, come per condizioni neoplastiche o  terapia immunosoppressiva importante e protratta o terapia prolungata con acido acetilsalicilico (aspirina).
La vaccinazione viene invece rimandata in caso di malattia acuta di media o grave entità. Inoltre non dovrebbe essere somministrata in caso di pregressa malattia di Guillain Barré. I bambini allergici all'uovo possono tranquillamente ricevere la vaccinazione senza alcuna conseguenza.

Percorsi di Cura e Salute: Vaccinazioni

 

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  • A cura di: Alberto Eugenio Tozzi
    Area di Ricerca Malattie Multifattoriali e Malattie Complesse
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Ultimo Aggiornamento: 25 febbraio 2022


 
 

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