FPIES o Enterocolite allergica

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04 settembre 2018

CHE COS'E'

La Food Protein-Induced Enterocolitis Syndrome (FPIES) o enterocolite allergica è una forma emergente di allergia alimentare che è causata da meccanismi diversi da quelli delle classiche allergie alimentari IgE-mediate e, pertanto, presenta caratteristiche cliniche differenti. A differenza della maggior parte delle allergie alimentari non inizia subito dopo l'assunzione del cibo: possono passare ore prima della comparsa dei sintomi. 

Qualunque cibo può causare la FPIES ma i più frequentemente in causa sono latte, soia, riso, carni, uovo e pesce.

QUALI SONO LE CAUSE

A tutt'oggi le cause della FPIES rimangono oscure. L'enterocolite allergica sembra determinata dall'immaturità del sistema immunitario del bambino e dai mutamenti del sistema immunitario cui va incontro la madre durante la gravidanza.  E' verosimile che siano implicate cause ereditarie dal momento che i bambini con FPIES vengono più spesso da genitori con una storia familiare di allergia alimentare, agli allergeni ambientali e asma.

COME SI MANIFESTA

In genere, la FPIES esordisce nel primo anno di vita, benché siano stati segnalati casi a esordio più tardivo. Nella maggior parte dei casi, l'esordio dei sintomi è acuto, con comparsa di episodi di vomito tipicamente con una latenza di circa 1-4 ore dall'assunzione dell'alimento scatenante. A causa della perdita di liquidi, il bambino può presentarsi abbattuto, letargico e pallido. Talvolta, a circa 5-10 ore dall'assunzione dell'alimento, può comparire diarrea acquosa. I sintomi si verificano unicamente ed ad ogni reintroduzione dell'alimento scatenante. Pertanto, il bambino si presenta in benessere al di fuori di tali episodi.

Nei casi tipici, i sintomi di FPIES sono quindi:

- Vomito, tipicamente 2 ore dopo l'assunzione dell'alimento scatenante;

- Diarrea che inizia dopo il vomito;

- Disidratazione;

- Letargia grave;

- Alterazioni della pressione arteriosa e della temperature corporea.

Tuttavia, in una minoranza di casi, l'assunzione regolare e continuativa dell'alimento, soprattutto nei bambini più piccoli (neonato o piccolo lattante), può determinare un esordio più subdolo che caratterizza le forme croniche di FPIES. In tale evenienza, il vomito è in genere intermittente, ed il quadro può simulare una sindrome da malassorbimento di nutrienti: diarrea cronica e scarso aumento di peso. 

COME SI FA LA DIAGNOSI

Non disponiamo di nessun test che ci permetta di confermare con assoluta certezza la diagnosi di FPIES. Spesso i test allergologici classici come i prick test o il RAST sono negativi o fuorvianti. Essenzialmente, la diagnosi va formulata da un allergologo pediatra altamente specializzato che si baserà essenzialmente sulla storia clinica e sulla visita del bambino. In alcuni casi, l'allergologo si avvarrà di alcuni test che possono essere di aiuto nella diagnosi. La presenza di sangue nelle feci è la regola nella enterocolite allergica. L'esecuzione di un esame emocromocitometrico e la determinazione degli indici di flogosi nel corso della reazione all'alimento scatenante possono rivelare un'infiammazione con valori elevati dei globuli bianchi (leucocitosi) e della PCR simili a quelli che si osservano nelle malattie infettive. In taluni casi può rivelarsi utile il test di provocazione orale con alimento in ambiente ospedaliero, sotto attenta supervisione.  

COME SI CURA

La reidratazione rappresenta il cardine del trattamento nella fase acuta. Nei casi più lievi (1-2 episodi di vomito) può essere gestita a domicilio con la somministrazione di liquidi per bocca a piccoli sorsi; nelle forme più gravi (più di 3 episodi di vomito con letargia grave, ipotonia e eventuale cianosi) è opportuno condurre il bambino in ospedale al fine di reidratarlo per via endovenosa e somministrargli eventuali farmaci antiemetici. La sottrazione dell'alimento o degli alimenti scatenanti è lo strumento essenziale per il trattamento della FPIES. Talvolta è necessario ricorrere ad "alimenti elementari" (quelli che non contengono proteine intere ma soltanto gli aminoacidi delle proteine).  

QUANTO DURA

La FPIES tende a risolversi con l'età: in genere già nei primi anni di vita nei casi l'alimento incriminato sia il latte e/o la soia, più tardivamente se sono coinvolti alimenti solidi. Pertanto, periodicamente, il medico controllerà l'eventuale persistenza dell'allergia o l'avvenuta acquisizione della tolleranza verso l'alimento. L'acquisizione della tolleranza va determinata alimento per alimento e i nuovi alimenti vanno introdotti molto gradualmente. 


a cura di: Dott. Alessandro Fiocchi, Dott.ssa Stefania Arasi
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute