Nuovo Coronavirus: come gestire un bambino positivo a casa

Le accortezze per prendersi cura del bambino positivo al SARS-CoV-2 in casa e prevenire il contagio degli altri familiari
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22 maggio 2020



Se in famiglia c'è un bambino che ha avuto contatti diretti con qualcuno risultato positivo al tampone faringeo o naso-faringeo per SARS-CoV-2, oppure ha sintomi di un'infezione respiratoria acuta (febbre, tosse, raffreddore), può rimanere a casa, se le condizioni cliniche lo permettono.
Quando il bambino viene seguito in casa, alcune accortezze sono indispensabili per prevenire il contagio degli altri familiari e per prendersi cura della salute del bambino stesso.

 

LA STANZA E GLI AMBIENTI
Innanzitutto, al bambino andrebbe dedicata una stanza (dormire in un letto separato) e un bagno se possibile. Bisogna assicurare la pulizia quotidiana dell'ambiente in cui vive il bambino e effettuare il frequente ricambio dell'aria, aprendo la finestra e facendo attenzione che il bambino sia adeguatamente coperto per evitare che prenda freddo.
Anche dopo l'uso del bagno da parte del bambino è necessario pulire e disinfettare i sanitari che ha utilizzato. Se non è possibile garantire una stanza singola al bambino, è necessario il ricambio d'aria degli spazi condivisi.
Gli altri membri della famiglia devono mantenersi sempre ad almeno 1 metro di distanza dal bambino malato.
Dovrebbe essere un solo genitore o altra persona di riferimento ad occuparsi del bambino (e deve essere in buona salute). L'adulto dovrà utilizzare una mascherina quando si trova nella stessa stanza con il bambino. Non riutilizzare mai mascherine o guanti.
Vanno utilizzati guanti monouso e mascherina anche durante il cambio del pannolino e la manipolazione degli altri oggetti contaminati.
Alcuni studi hanno rilevato la presenza del virus anche nelle feci del bambino, perciò specialmente nei bambini più piccoli che ancora non possono o non hanno appreso l'utilizzo del bagno, è necessario porre particolare attenzione durante lo svolgimento di queste azioni.

L'IGIENE
È necessario garantire un'adeguata igiene degli oggetti a contatto con il bambino, lavandoli frequentemente, specie dopo il contatto con la bocca (compresi i giocattoli di peluche lavabili, secondo le istruzioni del produttore).
Vanno utilizzati biancheria e utensili da cucina dedicati solo per il bambino. Questi articoli devono essere puliti con acqua e sapone dopo l'utilizzo. La biancheria deve essere collocata in un sacco separato e gestita separatamente da quella del resto della famiglia e può essere lavata in lavatrice a 60° per almeno trenta minuti o a tempi più brevi per temperature superiori usando un comune detersivo.
Pulire e disinfettare quotidianamente le superfici di casa è fondamentale per prevenire l'infezione e particolare attenzione va prestata alla stanza dove vive il bambino.
Per la prima pulizia utilizzare acqua e sapone e, successivamente, disinfettare con ipoclorito di sodio allo 0,1%.
Nel caso si utilizzi candeggina al 5% è necessario diluire 20 ml (un cucchiaio da tavola colmo) di candeggina in un litro di acqua. Se si utilizza la candeggina al 10% sarà necessario diluire 10 ml (mezzo cucchiaio da tavola) di candeggina in un litro di acqua. Durante la pulizia indossare guanti monouso e un grembiule dedicato, da lasciare in un apposito spazio. Detergenti, insetticidi e farmaci vanno custoditi in posti lontani dalla portata del bambino, come un mobile in alto o con chiusura a chiave.
I rifiuti devono essere posti in due sacchetti di plastica e devono essere smaltiti nell'indifferenziata.
 Infine, ricordiamo sempre di lavare spesso le mani con acqua e sapone (per almeno 20 secondi) o disinfettante per le mani a base di alcol (almeno 60%) dopo ogni contatto con il bambino e con ciò che è intorno a lui (se il bambino ha meno di due anni preferire il lavaggio delle mani).

LA CURA DEL BAMBINO
È importante osservare la sintomatologia del bambino e tenerne un diario, in modo anche da poter riferire al medico l'andamento delle condizioni cliniche.
In particolare, può essere utile annotare la febbre e se richiesto dal medico, la frequenza respiratoria (basta osservare il numero dei movimenti di sollevamento dell'addome nei più piccoli, o del torace nei più grandi, effettuati in un minuto).
La temperatura corporea del bambino va misurata al mattino e alla sera o più frequentemente se presenta febbre elevata (maggiore di 38°C).
Il paracetamolo va utilizzato per la gestione della febbre e verificarne l'andamento dopo un'ora dalla somministrazione. Se presenta tosse, facilitare la posizione semiseduta.
Già i bambini sono molto attivi di per sé, ma specie la sera, quando sono al letto, può bastare un cuscino in più.
Nei più piccolini un supporto al di sotto del materassino della culla è utile a sollevare un po' le spalle e la testa, inoltre un telino o un asciugamano di stoffa arrotolato e posto sotto le cosce, evita che il bambino scivoli da questa posizione.
L'aerosolterapia va effettuata solo se prescritta dal medico.
Essa può aumentare il rischio di trasmissione della malattia, è necessario quindi che il genitore utilizzi mascherina chirurgica e guanti monouso mentre aiuta il bambino a farla.
Inoltre è necessario assicurare un buono stato di idratazione del bambino: farlo bere spesso, specie se è presente febbre e garantire una dieta equilibrata, ricca di cibi freschi e ricchi di vitamine, come la frutta.
Considerando i benefici dell'allattamento e il minimo rischio di trasmettere il virus attraverso il latte materno, la madre può continuare ad allattare indossando una mascherina ed eseguendo l'igiene delle mani prima e dopo il contatto con il bambino.

LA MASCHERINA
Se ha più di due anni, si può far indossare una mascherina al bambino.
Nel caso non fosse tollerata o avesse meno di due anni è importante che segua le misure per la prevenzione dell'infezione (tenersi a minimo un metro di distanza dagl altri, lavarsi spesso le mani, quando possibile, tossire o starnutire nel gomito oppure in un fazzoletto usa e getta che dovrà essere immediatamente buttato via in un contenitore con un coperchio e non riutilizzato. Se il fazzoletto usato è di stoffa dovrà essere lavato in lavatrice separatamente dagli altri indumenti della famiglia).

L'ISOLAMENTO
Le misure di isolamento domiciliare possono essere rimosse solo quando anche il secondo tampone (eseguito dopo 24 ore dal primo) abbia dato esito negativo.
Se non è possibile effettuare il test, l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di mantenere l'isolamento per altre due settimane dopo la scomparsa dei sintomi.

QUANDO RIVOLGERSI AL PEDIATRA O AL 118/112
Consultare immediatamente un medico, se si sviluppano segnali di emergenza per COVID-19 come:

- Difficoltà respiratoria (quando la pancia del bambino si solleva con frequenza maggiore, e si evidenzia ad ogni respiro una fossetta che si crea alla base del collo - giugulo). È comunque da tener presente che durante gli episodi di febbre molto alta la frequenza respiratoria può aumentare e di solito non è un sintomo di allarme. In questi casi però con il diminuire della temperatura la frequenza respiratoria ritorna ad essere normale;
- Confusione o stato sonnolento (dorme spesso, rifiuta di alimentarsi, non risponde agli stimoli verbali e/o dolorosi);
- Pallore del viso;
- Labbra o viso bluastre;
- Dolore in aumento al petto (il bambino più grande potrebbe indicare chiaramente la zona del torace che da dolore, nel bambino più piccolo il dolore verrà genericamente manifestato con un pianto poco consolabile);
- Febbre (maggiore di 38°C) in bambini con età inferiore a 3 mesi;
- Febbre maggiore di 38°C che persiste per più di 3 giorni.

Sfoglia online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato al Nuovo Coronavirus:


ATTENZIONE
In caso dovessi accusare sintomi sospetti, prima di recarti in Ospedale, chiama il numero 1500. Avrai tutte le informazioni e le risposte alle tue domande, a cura degli specialisti del Ministero della Salute. Per altre informazioni, è possibile consultare il portale Salute Lazio.


a cura di: Anna Maria Musolino, Alessandra Pol
Unità Operativa di Pediatria dell'Emergenza
DEA-ARCO
in collaborazione con: