Paralisi cerebrali infantili: chirurgia percutanea fibrotomica

Stampa Pagina

28 giugno 2018

La cura della spasticità richiede abitualmente trattamenti chirurgici, spesso in più sedi (anca, ginocchio, piede), che prevedono la resezione di uno o più tendini (tenotomie) o l'allungamento di muscoli spastici retratti. Questi interventi vengono comunemente eseguiti con tecnica a cielo aperto oppure mininvasiva, con una incisione cutanea di dimensione variabile, ma che spesso rappresenta un disagio aggiuntivo per il paziente con conseguente ritardo nella ripresa funzionale. Tali interventi sono generalmente seguiti da immobilizzazioni in gesso e comportano una gestione postoperatoria ortopedica e fisioterapica dedicata.

Alla luce dell'esperienza maturata e dei dati della letteratura, è emersa la necessità di eseguire trattamenti chirurgici conservativi, in grado di ridurre il disagio post operatorio e di accelerare la ripresa funzionale del paziente.

Il gruppo della Neuro Ortopedia dell'Ospedale Bambino Gesù ha sviluppato pertanto una tecnica chirurgica mininvasiva con l'utilizzo di microbisturi che permettono, senza ricorrere ad incisioni cutanee, di eseguire un progressivo sfibramento delle fasce e delle fibre muscolari affette da spasticità, fino ad ottenere la correzione desiderata.

Microbisturi e bisturi classico

Allungamento percutaneo senza incisione

Gli accessi cutanei così eseguiti non richiedono alcun punto di sutura, contrariamente alle tecniche percutanee precedentemente applicate e possono essere eseguiti contemporaneamente in più sedi degli arti superiori ed inferiori. Inoltre la resezione parziale di fibre e fasce muscolari, consente di ridurre la necessità di immobilizzazione con apparecchi gessati permettendo di iniziare il trattamento riabilitativo fin dal giorno successivo all'intervento chirurgico.

Nell'immediato post operatorio vengono utilizzate, a scopo antalgico, delle docce di posizione inizialmente in gesso e poi in polipropilene che vengono rimosse per alcune ore fin dal giorno dopo l'intervento per iniziare il percorso fisioterapico.

La gestione post operatoria del paziente è meno complessa rispetto alla chirurgia tradizionale: non c'è necessità di utilizzare analgesici maggiori e la dimissione dall'ospedale avviene il giorno dopo l'intervento chirurgico.

I criteri individuati per la valutazione dei risultati si sono basati sull'impiego di scale pre e post operatorie per confrontare:

- Il grado di flessibilità articolare (Grado di movimento articolare - ROM dall'inglese Range Of Motion);

- La capacità motoria (GMFCS  dall'inglese Goss Motor Function Classification System);

- Il controllo del dolore post operatorio (VAS score dall'inglese Visual Analogue Scale);

- Il controllo della Gait Analysis nei pazienti deambulanti (analisi computerizzata del movimento);

- La registrazione di eventuali complicazioni o recidive a breve e medio termine legate all'intervento.

I risultati sono stati molto incoraggianti, la tecnica mininvasiva descritta sembra dare risultati funzionali sovrapponibili alla tecnica tradizionale a cielo aperto, con una significativa riduzione del dolore post operatorio e l'ulteriore vantaggio di una gestione post operatoria più rapide e semplice anche a domicilio, con significativo beneficio per il paziente e i suoi familiari.


a cura di: Dott. Pier Francesco Costici, Dott.ssa Rosa Russo, Dott. Fabrizio Donati
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute