Visita otorinolaringoiatrica

Stampa Pagina

23 marzo 2018

Ampiamente in uso nei principali centri di ostetricia e ginecologia il protocollo di screening audiologico neonatale nei primi giorni di vita con le emissioni otoacustiche - indagine di breve durata e non invasiva - fattori importanti di esclusione delle principali condizioni di ipoacusia congenita .

QUANDO FARE LA PRIMA VISITA?

Qualora lo screening audiologico neonatale non sia stato effettuato e sussistano dei sospetti, dati principalmente dalla storia familiare o da una gravidanza problematica con esposizione a fattori di rischio (terapie farmacologiche, infezioni, sofferenza perinatale), occorre rivolgersi ad un centro che esegua tale indagine audiologica nei primi 6 mesi di vita.

Se il bambino non presenta alcun sospetto di problema uditivo, nessun ritardo nello sviluppo del linguaggio, ha un tranquillo riposo notturno e non presenta una condizione di infezioni ricorrenti delle alte vie respiratorie (naso, orecchio, gola), è comunque bene effettuare una visita otorinolaringoiatrica di controllo al raggiungimento del terzo e del quinto anno di età, prima cioè dell'inserimento nella scuola dell'obbligo.

Qualora si presentino invece una o più delle suddette condizioni anomale (per es.: rumori respiratori persistenti, russamento notturno, ostruzione nasale, otiti ricorrenti, sospetto deficit acustico, disturbi del linguaggio) non esistono tempi prestabiliti per una valutazione dello specialista otorinolaringoiatra che avrà cura di indicare il corretto iter diagnostico e terapeutico del caso specifico.

A COSA SERVE?

La visita otorinolaringoiatrica, con il supporto di alcuni esami strumentali, è in grado di discriminare tra le possibili cause dei problemi respiratori, uditivi o di flogosi ricorrenti, al fine di un corretto trattamento.

E' indispensabile per la diagnosi precoce di un problema uditivo, che potrebbe condurre ad alterazioni nello sviluppo del linguaggio e di conseguenza nello sviluppo globale della personalità e delle capacità intellettive del bambino.Tra le ipoacusie infantili non esistono solo le forme neurosensoriali, irreversibili, ma anche, molto più frequenti, le ipoacusie trasmissive, dovute ad una compromissione delle strutture dell'orecchio medio, risolvibili con terapia medica o chirurgica. Anche queste condizioni, se protratte nel tempo, possono ritardare l'apprendimento del linguaggio (con conseguenze gravi sull'inserimento sociale del bambino e lo sviluppo della sua personalità).

Una condizione di persistenza catarrale nelle alte vie respiratorie, protraendosi nel tempo, può condizionare lo sviluppo corretto dello schema respiratorio (con conseguenze rilevanti sull'occlusione dentaria e lo sviluppo del massiccio facciale). Anche in questi casi è quindi consigliabile una visita otorinolaringoiatrica.

Nel bambino che presenta flogosi faringee ricorrenti (tonsilliti con o senza placche) oppure otiti medie recidivanti (con o senza otorrea, ovvero fuoruscita di pus dall'orecchio in seguito a perforazione della membrana del timpano), la visita otorinolaringoiatrica permette di individuare fattori predisponenti (stenosi tubariche, allergie, intolleranze alimentari, deficit immunitari), di instaurare un'appropriata terapia medica ed eventualmente di porre l'indicazione all'esecuzione di un intervento chirurgico (adenoidectomia, tonsillectomia, miringocentesi, drenaggi trans-timpanici, timpanoplastiche) qualora le terapie con i farmaci abbiano fallito o non siano state ritenute opportune.

IN COSA CONSISTE?

La visita otorinolaringoiatrica nel bambino non differisce molto da quella che viene generalmente effettuata nell'adulto.

La visita effettuata in un bambino di 5 o più anni, nato a termine da una gravidanza normale, che non ha presentato malattie di rilievo nei primi anni di vita, consiste nell'escludere condizioni patologiche che i genitori non sono in grado di riconoscere (atresia coanale monolaterale, riduzione dell'udito da un solo orecchio, ostruzioni respiratorie, catarro tubotimpanico, tumefazioni cervicali, disfonia (difficoltà nell'emissione dei suoni), deglutizione atipica, ipertrofia adeno-tonsillare) o fattori che predispongono alle flogosi ricorrenti.

A tal fine verrà eseguita l'otoscopia, la faringoscopia e la rinoscopia anteriore con strumentario simile a quello utilizzato negli adulti. L'otoscopia è la visualizzazione del condotto uditivo esterno e della membrana timpanica per mezzo di un apposito strumento, l'otoscopio. La faringoscopia, o visualizzazione del faringe, può essere diretta, abbassando la lingua oppure indiretta, servendosi di uno specchietto oppure di un endoscopio flessibile a fibre ottiche (fibroscopio) che permette l'esplorazione di tutte le vie aeree superiori, quindi anche delle cavità nasali (rinoscopia). 

Sulla base del quadro osservato, l'otoiatra valuterà la necessità di ricorrere all'ausilio di esami strumentali quali: un timpanogramma, un esame audiometrico, una fibrorinolaringoscopia, una rinomanometria, una radiografia dell'epifaringe, fino ai potenziali evocati uditivi, TC e risonanza magnetica, a seconda della patologia sospettata.

In un neonato non sottoposto a screening neonatale o con una positività del test delle emissioni otoacustiche alla nascita, previa valutazione otoscopica negativa, è indicato ripetere il test di screening e, in caso di confermata positività, procedere ad ulteriori approfondimenti, quali i potenziali evocati uditivi (da eseguire ad almeno 6 mesi di età).

Le successive valutazioni audiologiche saranno programmate dallo specialista sulla base dei risultati di queste indagini.

Nel neonato che presenta stridore o altri rumori respiratori persistenti o di recente insorgenza è indicata un'endoscopia respiratoria diagnostica che permette la visualizzazione diretta delle vie respiratorie (laringe, trachea, prime diramazioni bronchiali) e la conseguente individuazione della causa dell'ostruzione.

Nel bambino che presenta ostruzione nasale persistente, respirazione orale e/o disturbi del sonno (russamento, apnee notturne) è opportuna una valutazione delle dimensioni delle tonsille palatine e delle vegetazioni adenoidee, mediante visualizzazione diretta con la fibrorinoscopia o utilizzando lo studio radiografico dell'epifaringe, ed un eventuale studio del sonno [pulsossimetria notturna, polisonnografia].

L'indagine fibroscopica consente inoltre di diagnosticare tutte le principali patologie malformative (atresia delle coane, anomalie del setto nasale, cisti delle corde vocali), infiammatorie (ipertrofia dei turbinati, poliposi nasali, polipi delle corde vocali) e neoplastiche (tumori nasofaringei, formazioni angiomatose) delle prime vie aeree (naso, faringe, laringe).


a cura di: Pier Marco Bianchi
Unità operativa di Otorinolaringoiatria
in collaborazione con: