Abuso di alcol

Un fenomeno ad intensità crescente tra gli adolescenti dagli 11 ai 17 anni. Il comportamento a rischio maggiore in questa fascia di età è il binge drinking 

L'abuso di alcol (o Binge Drinking) è un fenomeno che negli ultimi anni interessa sempre più giovani e adolescenti tra gli 11 e i 17 anni. Motivazione principale è il tentativo di facilitare l'integrazione nel gruppo dei pari tramite la percezione di essere maggiormente disinibiti e loquaci.
La maggior parte degli adolescenti beve alcol moderatamente e sempre in compagnia, molti infatti assaggiano bevande alcoliche per la prima volta in famiglia, in occasione di feste o ricorrenze.

Durante l'adolescenza il consumo di alcol è visto come un rituale che crea legami, che permette ai ragazzi di avere interazioni più distese (lo si associa all'allegria e alla convivialità) e di sentirsi adulti. Tuttavia, spesso tale abitudine non solo comporta rischi per la salute, ma espone i giovani a comportamenti a rischio per sé e per gli altri. L'alcol infatti è una sostanza tossica potenzialmente cancerogena che può creare un'elevata dipendenza ed esporre le persone che bevono a rischi, anche dopo un singolo episodio di consumo.
Secondo la normativa vigente, la prescrizione e la vendita di alcolici è vietata fino al compimento della maggiore età.

Nel Binge Drinking i giovani consumano alcol in misura eccessiva al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo. L'abuso di alcol può essere la spia di condizioni psicopatologiche sottostanti come la depressione, i disturbi d'ansia e alcuni disturbi di personalità.
I sintomi con cui si presenta possono essere differenti e comprendono:

  • Il fatto che l'alcol è spesso assunto in quantità maggiori o per periodi più prolungati rispetto a quanto previsto dal giovane;
  • Il desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllare il consumo di alcol;
  • L'impiego di una grande quantità di tempo per attività necessarie a procurarsi l'alcol (per es., percorrere lunghe distanze) e per riprendersi dai suoi effetti;
  • Craving o forte desiderio/spinta all'uso dell'alcol;
  • Fallimenti nell'adempimento dei principali obblighi di ruolo a scuola o a casa a causa del consumo ricorrente di alcol;
  • Consumo continuativo nonostante la presenza di persistenti o ricorrenti problemi sociali causati dagli effetti dell'alcol;
  • L'abbandono di importanti attività sociali o ricreative a causa dell'uso dell'alcol;
  • Consumo ripetuto di alcol in situazioni nelle quali è fisicamente pericoloso;
  • Consumo continuativo di alcol nonostante la consapevolezza di un problema persistente o ricorrente, fisico o psicologico, che è stato probabilmente causato o esacerbato dalla sostanza.

Secondo il nuovo Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5; APA, 2013) l'abuso di alcol rientra nel Disturbo da Uso di Sostanze. La diagnosi è definita dall'associazione di almeno 2 tra i 9 sintomi sopracitati e secondo diversi indici di gravità:

  • Lieve è suggerito dalla presenza di 2-3 sintomi;
  • Moderato da 4-5 sintomi;
  • Grave da 6 o più sintomi. 

Il cambiamento della gravità nel corso del tempo è anche rilevabile dalle riduzioni o dagli aumenti nella frequenza e/o dose di alcol, valutati tramite il resoconto diretto dall'individuo interessato, il resoconto di altri esperti, le osservazioni del clinico e test di laboratorio.

La diagnosi di Abuso di Alcol deve essere effettuata da un clinico esperto attraverso colloqui diretti sia con il giovane sia con i familiari. Ci si può avvalere del supporto di una valutazione per mezzo di test allo scopo di valutare le abitudini di consumo alcolico e di esami di laboratorio che permettono di definire la gravità della compromissione organica.

L'intervento terapeutico si articola in diversi livelli:

  • Primo livello: può essere attuato anche dal medico di medicina generale ed è basato sulla corretta informazione circa i rischi o i danni causati dall'abuso di alcol;
  • Secondo livello: sostegno psicologico, diretto sia al ragazzo sia al contesto familiare;
  • Terzo livello: invio a una struttura specializzata.

Proibire semplicemente ad un adolescente di assumere bevande alcoliche può avere un effetto contrario a quello voluto perché a questa età tutto viene di regola contestato. 
È quindi fondamentale parlare con i propri figli e spiegare loro, ad esempio, che prima dei 15 anni di età il corpo non è ancora in grado di smaltire l'alcol che, di conseguenza, può creare seri danni all'organismo.


È fondamentale parlare ai giovani fin da quando sono bambini, creare intorno a loro un ambiente familiare in cui la presenza dell'alcol sia visibile, ma discreta, e il suo consumo moderato.
Si può discutere con loro sulle etichette delle bevande che li attirano, ad esempio spiegare cos'è la gradazione alcolica. Questo comportamento aiuta a responsabilizzare i ragazzi.


Insegnare ai figli a capire i propri limiti adottando in famiglia comportamenti e stili di consumo sani. Spesso capita che i ragazzi bevano, e magari esagerino, per assumere un ruolo all'interno del gruppo.
È importante spiegare loro che esiste un limite tra uso e abuso di alcol, informarli di come l'alcol possa alterare e peggiorare lo stato psicofisico delle persone, ma soprattutto che nel tempo il corpo richiederà quantità sempre maggiori di questa sostanza per arrivare a provare le stesse sensazioni.

 

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  • A cura di: Valeria Zanna
    Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 20 gennaio 2021


 
 

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