Allergie: il ruolo della famiglia

I bambini allergici vivono l'esperienza della crisi allergica in modo molto negativo. Pertanto, i genitori devono insegnare loro a comportarsi in modo corretto 

Dopo che l'ingestione di un alimento ha causato una reazione nel bambino allergico, lo specialista consegnerà ai genitori un piano d'azione con le procedure che la mamma e il papà devono sapere: 

  • Quando è sufficiente ricorrere a un farmaco antistaminico e quando invece è necessario l'uso dell'adrenalina auto-iniettabile;
  • Se l'allergene causa problemi respiratori, si deve ricorrere ai broncodilatatori in spray con distanziatore;
  • Allontanare il figlio dall'allergene, ad esempio evitando il parco in caso di allergia ai pollini o la stanza impolverata in caso di allergia agli acari;
  • Se dopo tre somministrazioni del broncodilatatore la crisi respiratoria non si risolve, allora è il caso di andare al pronto soccorso, struttura alla quale rivolgersi anche se si sospetta qualunque reazione allergica preoccupante.

A differenza dei bambini che soffrono di celiachia, che spesso manifestano pochi sintomi e tardivamente, i bambini allergici vivono l'esperienza della crisi allergica in modo molto negativo. Proprio per tale motivo, non vogliono più riviverla e dunque sono portati a essere più attenti nel mettere in pratica tutti gli accorgimenti utili a scongiurarla. Prima si educa un bambino a comportarsi in modo corretto per evitare reazioni allergiche, più scrupoloso sarà il piccolo nell'adottare comportamenti corretti. Da parte loro, i genitori devono insegnare soprattutto a pensare che se all'apparenza un cibo non sembra contenere l'allergene cui si è allergici in realtà potrebbe contenerlo: per esempio non è immediato pensare che molti snack possono avere come ingrediente la frutta con guscio!

Le allergie impongono alcune limitazioni e la messa in atto di alcuni accorgimenti da parte chi ne soffre.
Richiede qualche accortezza la pratica di un'attività fisica. Per esempio, chi ha una forma seria di allergia ai pollini (soprattutto se provoca anche asma) deve evitare di svolgere sport all'aria aperta nel periodo di fioritura dell'allergene. Chi è invece allergico agli acari può incontrare qualche problema a cimentarsi in attività fisiche che si svolgono in strutture chiuse, quali per esempio le palestre, specie se gli ambienti sono impolverati.


Per quel che riguarda le allergie e le intolleranze alimentari, le persone che ne soffrono devono porsi limitazioni che altri non si pongono. Può accadere per esempio che si debba rinunciare ad andare insieme agli amici in pizzeria perché celiaci o, soprattutto fra i bambini, dover rinunciare a mangiare dolci alle feste perché allergici all'uovo o al latte. Talvolta, queste situazioni possono creare una sorta di emarginazione.


Nulla di irrimediabile, comunque. Riprendendo gli esempi precedenti, con gli amici si può andare in pizzerie con piatti che i celiaci possono assumere senza problemi e alle feste ci si può mettere d'accordo con gli altri genitori per proporre merende con ingredienti a cui nessun bambino è allergico.
Purtroppo, per i "grandi allergici", ossia  i bambini allergici a molte sostanze, la vita può presentare numerosi problemi.

Sono sostanzialmente due le strade percorribili. Da un lato, è possibile intervenire sui sintomi, alleviando con medicinali i disturbi causati dall'allergene quando vi si entra in contatto. Dall'altro, si può agire per eliminare o ridurre la sensibilità nei confronti di una sostanza ricorrendo alle terapie desensibilizzanti: somministrando per lunghi periodi di tempo minime quantità di allergene, infatti, l'organismo vi si abitua e così l'allergia scompare o, quantomeno, crea meno problemi. Purtroppo, le terapie desensibilizzanti non sono ancora abbastanza efficaci per il trattamento delle allergie alimentari. In questo campo, la somministrazione dell'allergene per bocca ha consentito finora di raggiungere risultati ancora modesti, come non aver disturbi dopo aver mangiato un cibo in cui l'allergene è presente solo in piccole quantità.

I genitori (ma anche la famiglia in senso allargato, che quindi comprende nonni, zii, altri parenti e amici stretti) sono fondamentali. Anzitutto, le figure della mamma e del papà sono essenziali fino a quando il bambino non è in grado di prendersi cura di se stesso, periodo in cui è indispensabile spiegargli quali precauzioni prendere per evitare reazioni allergiche e come comportarsi qualora si verifichino. Tuttavia, il ruolo dei genitori è importante anche in seguito, specialmente per superare i momenti in cui si è presi dallo sconforto.

Anche se non dovrebbe, spesso il genitore di un bambino allergico prova sensi di colpa: "Se è nato allergico è sicuramente colpa mia; è colpa di quello che gli ho trasmesso". In realtà, le cause dell'allergia sono tantissime, ma non sempre questa consapevolezza può lenire il senso di colpa. In confronto alle mamme e ai papà che non hanno questo problema in famiglia, il genitore di un figlio allergico sa di doverlo proteggere in misura cento volte superiore a quella degli altri genitori e non è nemmeno sicuro di poter essere presente al momento giusto. Insomma, il compito dei genitori di un bambino allergico è sempre difficile e qualche volta è molto difficile. Dobbiamo tutti capirli e aiutarli quando è necessario.

 

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  • A cura di: Maria Cristina Artesani, Maurizio Mennini, Alessandro Giovanni Fiocchi
    Unità Operativa di Allergologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 22 aprile 2021


 
 

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