Epatite C e terapia antivirale

È un'infiammazione del fegato causata dal virus C dell'epatite. Si cura con farmaci antivirali ad azione diretta sul virus 

L'epatite C è un'infiammazione del fegato causata dal virus HCV, il virus C dell'epatite. L'epatite C può essere acuta o cronica. Si definisce cronica l'infezione che dura più di 6 mesi.

Il virus C dell'epatite è un virus a RNA che appartiene alla famiglia delle Flaviviridae e il suo patrimonio genetico è molto variabile. Infatti, esistono 7 genotipi differenti che sono diversamente distribuiti nel mondo.

Nel mondo si calcola ci siano circa 170 milioni di persone infette da Epatite C (HCV), di queste circa 11 milioni hanno meno di 15 anni di età e circa 5 milioni di bambini hanno un'infezione attiva.  

Il contagio dell'infezione da Epatite C (HCV) avviene principalmente per via parenterale, cioè attraverso il sangue, e molto meno frequentemente per via sessuale. In età pediatrica esiste una via di trasmissione specifica da madre a figlio durante la gravidanza, chiamata trasmissione verticale.

Tuttavia, la trasmissione verticale dell'infezione è praticamente quasi nulla (1,7%) se la madre durante la gravidanza non ha una replicazione attiva del virus C, mentre sale al 4,3% se invece la mamma ha il virus C che si riproduce (viremia) ed è ancora più alta, circa 19,4%, se la mamma ha, oltre all'epatite C, anche l'infezione da HIV.

Attualmente, non c'è evidenza scientifica che il parto cesareo sia più sicuro del parto naturale non complicato. Inoltre, la mamma che ha l'epatite cronica C può allattare, a meno che non abbia ragadi sanguinanti ai capezzoli.

Il periodo di incubazione delle infezioni non verticali va da 2 settimane a 6 mesi. Per lo più, è compreso fra 6 e 9 settimane.

Negli adulti, l'infezione acuta da HCV di solito non da sintomi (60 -70% dei casi), altre volte invece si manifesta con colorazione gialla (ittero) degli occhi e della pelle, feci chiare, stanchezza e poco appetito. L'infezione acuta tende a diventare cronica nel 50–85% dei casi.

Le persone con epatite cronica C possono sviluppare gravi danni nel fegato (cirrosi e tumore al fegato) in un periodo di tempo di circa 20 anni dall'esposizione.

Nei bambini che prendono l'infezione dalla madre circa il 20% guarisce spontaneamente dall'infezione durante i primi 3 anni di vita, l'altro 80% però diventano infetti cronici. In età pediatrica, l'infezione cronica da virus C è asintomatica.
Nei bambini infetti, per via verticale:

  • Il 10% circa presenta fegato ingrossato (epatomegalia);
  • Il 50% circa presenta un aumento delle transaminasi.

L'epatite cronica C in età pediatrica ha una evoluzione benigna e solo raramente si riscontrano cirrosi e tumore.

Per fare la diagnosi di infezione da Epatite C (HCV) serve un prelievo di sangue in cui cercare 2 tipi di marcatori:

  1. Marcatori indiretti di infezione (anticorpi anti-HCV);
  2. Marcatori diretti di infezione (determinazione della viremia con ricerca HCV-RNA qualitativo e quantitativo).

Tutti i bambini nati da mamme con Epatite C (HCV) devono eseguire lo screening per infezione da Epatite C (HCV) mediante la determinazione degli anticorpi anti HCV dai 18 mesi di vita in poi.

Successivamente, i bambini risultati positivi per gli anticorpi anti-HCV devono eseguire la determinazione della viremia (HCV-RNA) dopo i 3 anni di vita.

In alternativa, si può eseguire come primo test quello dell'HCV-RNA, la cui tempistica ottimale non è ben stabilita, di solito si esegue tra i 2 e i 6 mesi dopo la nascita.

Per l'epatite C non esiste nessun vaccino disponibile

Per la cura dell'epatite C in età adulta sono utilizzati i farmaci antivirali ad azione diretta sul virus (denominati DAAs, Direct-acting Antiviral Agents), somministrati per bocca, ben tollerati e con alte percentuali di risposta dopo sole 8-12-16 settimane di trattamento. Questi DAAs sono efficaci e sicuri anche in età pediatrica.

Attualmente in Italia per gli adolescenti affetti da epatite C di età compresa tra 12-17 anni è licenziata la terapia di associazione glecaprevir/pibrentasvir (Maviret). È una terapia pangenotipica, cioè è efficace per tutti i genotipi del virus HCV.

La dose raccomandata di Maviret è 300 mg/120 mg (tre compresse da 100 mg/40 mg), assunte per via orale, una volta al giorno nello stesso momento con del cibo per 8 settimane (aumentate a 12-16  settimane  solo per i pazienti che in passato hanno ricevuto un  precedente  trattamento antivirale per l’epatite C che non si è dimostrato efficace).

Viene definita come risposta virologica sostenuta (SVR) la negatività del HCVRNA sierico dopo almeno 12 settimane dal termine della terapia antivirale con Maviret.

La SVR equivale alla guarigione dell’infezione. L’ottenimento della SVR si associa a un arresto della progressione della malattia epatica e, in alcuni casi, a una regressione della fibrosi epatica.

In Europa l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha approvato per il trattamento di bambini con infezione da epatite C cronica di età pari o superiore a 3 anni di vita l'uso della seguenti terapie di associazione:

  • glecaprevir/pibrentasvir (Maviret);
  • sofosbuvir /velpatasvir (Epclusa).

La prescrizione e il monitoraggio della terapia antivirale per i bambini è appannaggio esclusivo di Centri Ospedalieri/Universitari autorizzati.

 

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  • A cura di: Donatella Comparcola
    Unità Operativa di Epatogastroenterologia e Nutrizione
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 11  Agosto 2022 


 
 

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