
La laringomalacia è la più frequente anomalia congenita della laringe ed è la causa più comune di stridore respiratorio nel neonato, cioè un respiro rumoroso soprattutto durante l’inspirazione. Nella grande maggioranza dei casi è una condizione benigna e transitoria, che tende a risolversi spontaneamente entro i primi due anni di vita. Solo una piccola percentuale di bambini presenta forme più severe che richiedono un trattamento chirurgico.
La laringomalacia è una condizione in cui alcune strutture della laringe sono più morbide e flessibili del normale. In particolare:
- L’epiglottide (la cartilagine che protegge le vie respiratorie durante la deglutizione);
- E le cartilagini aritenoidee, situate nella parte posteriore della laringe.
Tendono a ripiegarsi verso l’interno durante l’inspirazione. Questo restringe temporaneamente il passaggio dell’aria e produce il tipico rumore acuto chiamato stridore.
Le cause della laringomalacia non sono ancora completamente chiarite. Le principali ipotesi includono:
- Ritardo di maturazione delle cartilagini laringee, che risultano più cedevoli nei primi mesi di vita;
- Alterazioni del controllo neuromuscolare della laringe: studi recenti suggeriscono che alla base vi sia una riduzione del tono e una scarsa coordinazione dei muscoli laringei durante la respirazione;
- È noto che oltre il 20% dei bambini con laringomalacia presenta anche disturbi neurologici associati;
- Il reflusso gastroesofageo, presente fino nell’80% dei casi, può peggiorare i sintomi perché l’esposizione cronica ai succhi gastrici irrita la laringe e ne aumenta la fragilità.
Il sintomo principale è lo stridore laringeo, un rumore acuto che:
- È più evidente durante l’inspirazione,
- Peggiora con il pianto, l’agitazione, la posizione supina e durante il pasto.
In base alla gravità, possono associarsi anche:
- Rientramenti del torace e della fossetta giugulare durante l’inspirazione;
- Difficoltà nell’alimentazione, tosse, episodi di soffocamento o rigurgito;
- Scarso accrescimento o difficoltà nell’aumento di peso;
- Reflusso gastroesofageo;
- Sudorazione eccessiva;
- Episodi di cianosi (colorazione bluastra della pelle);
- Segni di distress respiratorio nei casi più gravi.
La diagnosi viene posta mediante laringoscopia, un esame endoscopico che consente di osservare direttamente la laringe e il movimento delle corde vocali. L’esame può essere eseguito:
- Con il bambino sveglio;
- Oppure in sedazione, a seconda dell’età e della collaborazione.
Lo specialista di riferimento è generalmente l’otorinolaringoiatra.
Per valutare la gravità della malattia, possono essere richiesti anche:
- Pulsossimetria e/o polisonnografia notturna;
- Esami di funzionalità respiratoria.
Forme lievi e moderate: nella maggior parte dei casi non è necessario alcun intervento chirurgico. È indicata una terapia medica anti-reflusso, associata a corrette norme alimentari e comportamentali. Sono fondamentali i controlli periodici della crescita e del peso.
Forme gravi (circa il 10–12% dei casi): quando sono presenti importanti difficoltà respiratorie o alimentari, è indicato un intervento chirurgico chiamato sopraglottoplastica, eseguito per via endoscopica. L’intervento è generalmente risolutivo.
La laringomalacia non è prevenibile, poiché è una condizione congenita. Tuttavia, un’adeguata gestione del reflusso gastroesofageo può ridurre i sintomi e favorire una più rapida risoluzione nelle forme lievi.
L’andamento è generalmente auto-limitante:
- Esordio tra le 2 e le 4 settimane di vita;
- Peggioramento progressivo con un picco tra i 6 e gli 8 mesi;
- Miglioramento graduale con risoluzione spontanea entro i 18–24 mesi.
In alcuni bambini, soprattutto in presenza di patologie neurologiche associate, i sintomi possono persistere più a lungo. Le forme gravi trattate chirurgicamente hanno in genere una prognosi eccellente, con netto miglioramento dei sintomi.
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