"Io e il Papu", la storia di un bambino da riconsegnare al mondo

Presentato in ospedale il romanzo di Luigi Garlando, che racconta la storia di un ragazzino che dialoga con il Papa attraverso le figurine dei calciatori
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Il calcio, lo sport più amato da adulti e bambini, che unisce senza distinzione di età o provenienza. E ora, grazie a Luigi Garlando, anche uno strumento dal grande potere comunicativo, in grado di ridar voce ad Arcadio, un bimbo di undici anni che non parla più da due.

Mercoledì 17 maggio, nell'Aula Salviati della sede del Gianicolo dell'Ospedale Bambino Gesù, il premio Strega Ragazzi e Ragazze, ha presentato il suo ultimo lavoro, Io e il Papu, una storia in cui - anche se non è il soggetto principale - il calcio ricopre un ruolo importantissimo, come chiave di dialogo tra i due protagonisti del libro, un ragazzino che soffre e il Papa, che cercherà di aiutarlo.

A fare gli onori di casa con una breve presentazione del romanzo, la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc: "Ho letto il libro durante un viaggio in aereo. È un testo molto particolare che mi ha colpito perché mette insieme diversi mondi. L'iniziativa di oggi non riguarda l'attività sanitaria e scientifica dell'ospedale, ma abbiamo voluta organizzare questa presentazione perché siamo convinti che una comunità vera deve inserirsi nel contesto più vasto dove si trova ad operare. Siamo un ospedale che vuole curare i bambini con il cuore, come ci chiede Papa Francesco. Ed ecco perché è bello che oggi tra di noi torni a riecheggiare la figura del Santo Padre". 

Io e il Papu racconta la storia del piccolo Arcadio che, da quando la mamma è rimasta ferita a un braccio in un attentato terroristico, ha smesso di parlare. Il Papa riceve una sua lettera, diversa dalle altre perché non ci sono parole ma solo figurine di calciatori e capisce che questo bambino sta soffrendo, e che deve aiutarlo. Sotto gli occhi increduli delle guardie e degli alti prelati, Francesco si toglie l'abito talare e si getta nella sua personale missione: liberare Arcadio dall'armadio di paure in cui è rinchiuso.

Alla presentazione hanno partecipato anche Padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, Saverio Simonelli di Tv2000, e, seduti nelle prime file dell'Aula Salviati, due classi dell'Istituto Comprensivo Virgilio.

 "Non avrei mai immaginato di parlare di un libro su Papu Gomez, non sapevo neanche chi fosse prima di ora, mi sono avvicinato alla lettura con assoluto scetticismo. Alla fine sono diventato un'entusiasta; uno dei libri più belli sul Papa" ha commentato Padre Spadaro nel corso della presentazione.

"Ma come si diventa scrittori? Hai scritto altri libri? E sono piaciuti? Perché le figurine? E perché il Papa?" Garlando non ha glissato su nessuna domanda dei piccoli seduti in prima fila, ma una risposta su tutte ha reso il senso assoluto del libro chiudendo così la giornata: "utilizzare la creatività e non chiudersi mai in un unico modo di vedere e partecipare la vita aiuta a connettersi con tutti i mondi possibili e questo è uno dei motivi per i quali ho scelto di diventare scrittore".