Coronavirus, i servizi di telemedicina

L'Ospedale ha intensificato le attività di telemedicina già in atto, pianificando l'avvio di nuove attività, per garantire un monitoraggio clinico della patologia di base
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08 aprile 2020

Da anni, ormai, il Bambino Gesù ha strutturato un sistema di telemedicina in grado di fornire a specifiche categorie di pazienti affetti da patologie croniche un'assistenza a distanza con l'utilizzo di tecnologie sempre più sofisticate.

In situazione di stress ambientale, come quella che sta attraversando il nostro Paese in questo momento con l'emergenza COVID 19, i pazienti affetti da patologie croniche e le loro famiglie possono essere maggiormente vulnerabili e più a rischio di sviluppare ansia e depressione.

È proprio in questo contesto che l'Ospedale ha intensificato le attività di telemedicina già in atto e sta pianificando l'avvio di nuove attività di supporto, al fine di garantire un monitoraggio clinico della patologia di base, che, quando possibile, possa ridurre il numero degli spostamenti, e di creare ulteriori occasioni per essere ancora più vicino ai pazienti ed alle loro famiglie.   

BRONCOPNEUMOLOGIA

Le attività di telemedicina della Broncopneumologia coinvolgono 12 pazienti con insufficienza respiratoria cronica che utilizzano a domicilio il ventilatore. Settimanalmente sono trasmessi al centro di riferimento in telemonitoraggio i dati dello strumento e della saturazione, al fine di monitorare l'andamento della ventilazione. Si tratta di un'attività che è in fase di ulteriore sviluppo e che procede parallelamente, come ulteriore verifica, ai routinari controlli previsti in Ospedale. 

«Alla luce dell'attuale situazione, abbiamo deciso di raggiungere via Skype altri 20 pazienti della Regione Lazio, attualmente non in telemonitoraggio, che sono stati costretti a rimandare il ricovero in ospedale per varie motivazioni – spiega il dottor Renato Cutrera, responsabile di broncopneumologia -   Sarà somministrato un questionario per rilevare l'effettuazione delle attività di assistenza domiciliare, eventuali problematiche con il ventilatore e la verifica dell'assistenza tecnica. Saremo a disposizione per supportare la risoluzione di eventuali problematiche segnalate. A breve, saranno coinvolti anche pazienti residenti in altre Regioni».

FIBROSI CISTICA

Dal 2001, presso il Centro di Fibrosi Cistica, alcuni pazienti possono contare su dispositivi da utilizzare per monitorare la funzione polmonare. Altri pazienti con danno polmonare vengono tenuti sotto controllo a domicilio mediante telemonitoraggio per la diagnosi precoce delle riacutizzazioni infettive polmonari. 

Attualmente sono inclusi nel programma di "telehomecare" (telemedicina a domicilio) circa 50 pazienti, ciascuno dei quali trasmette a distanza i dati della spirometria, della pulsiossimetria notturna, della pressione arteriosa, del peso e della glicemia. In occasione di ciascun esame, viene somministrato al paziente un breve questionario. 

Tutti i pazienti che hanno trasmesso al centro i dati e la risposta al questionario, vengono contattati telefonicamente per la raccolta delle notizie sull'andamento dei sintomi e di eventuali richieste particolari. Le notizie raccolte, i dati e i grafici vengono esaminati dall'équipe di Fibrosi Cistica quotidianamente e vengono decisi gli eventuali provvedimenti da prendere. I soggetti che sono andati incontro a una variazione rispetto ai dati precedenti, vengono ricontattati per comunicare le decisioni terapeutiche o di verifica clinica direttamente in ospedale.

«Nell'ambito delle attività di telemonitoraggio, per non lasciare soli i pazienti con Fibrosi Cistica e le loro famiglie in questo difficile momento – commenta la dottoressa Vincenzina Lucidi, responsabile di fibrosi cistica -  è stato implementato un progetto di tele-consulenza che prevede la presa in carico dei pazienti e/o dei loro genitori da parte degli psicologi dedicati»

ARITMOLOGIA

Dal 2010 segue numerosi pazienti portatori di dispositivo. Nel dettaglio, sono seguiti 494 pazienti con pacemaker o defibrillatori impiantabili (ICD) che inviano dati in telemedicina su funzionalità del dispositivo, su eventuali insorgenze di aritmie e alcuni su ritenzione idrica per incipiente o aggravamento scompenso cardiaco. 

Sono seguiti, inoltre, 172 pazienti con loop recorder impiantabile (ILR) sottocutaneo affetti da palpitazioni, pre-sincope e sincope non spiegabili da tutti i test diagnostici eseguibili o con patologie aritmogene gravi in follow-up stretto domiciliare per l'alto rischio.  

Ogni giorno si ricevono una media di 50-60 registrazioni da decodificare. In caso di registrazione di routine con allarme sul dispositivo o di invio urgente dallo stesso per rilevamento di difetto del sistema o per aritmia grave, la famiglia viene contattata con l'indicazione di recarsi al primo PS o presso il nostro Centro per ulteriori controlli.

«Le attività sono già attualmente al massimo della nostra capacità – spiega il dottor Fabrizio Drago, responsabile dell'aritmologia - e continueranno ad essere garantite per tutti i pazienti monitorati anche nel corso dell'emergenza». 

DIABETOLOGIA

La Diabetologia segue circa 500 pazienti in telemonitoraggio. Il monitoraggio costante della glicemia è reso possibile dall'utilizzo di dispositivi altamente tecnologici (sensori del glucosio con trasmettitore esterno, microinfusori) che permettono di scaricare automaticamente dati su specifiche piattaforme informatiche.

L'unità operativa di diabetologia ha anche attivato un servizio di consulenza telefonica per dare indicazioni sui controlli e sulle terapie che i piccoli pazienti diabetici devono seguire durante la quarantena e per fornire assistenza a bambini e ragazzi con sospetto di malattia, ovvero a chi presenta sintomi riconducibili all'insorgenza del diabete mellito di tipo 1.

«Con l'emergenza in atto è stata pianificata una intensificazione dei contatti con i pazienti e le loro famiglie – dice il dottor Stefano CIanfarani, responsabile di diabetologia e patologia dell'accrescimento - con la possibilità di intervenire con indicazioni comportamentali, alimentari ed aggiustamenti terapeutici».