Corsetti ortopedici nella scoliosi

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20 giugno 2018

La scoliosi è la deformità più comune della colonna vertebrale. La scoliosi è definita come una curvatura laterale della colonna vertebrale di 10 o più gradi su una radiografia del rachide in antero-posteriore in ortostatismo, strutturata, associata a rotazione vertebrale. La forma idiopatica adolescenziale rappresenta la più comune, interessa l'1-3% della popolazione nella fase puberale ed è più frequente nei soggetti di sesso femminile (ratio F:M = 4:1). L'eziologia è sconosciuta e pertanto la diagnosi è di esclusione, e viene posta nel momento in cui vengono escluse altre possibili cause di scoliosi, come malformazioni vertebrali, disordini neuromuscolari, malattie sindromiche. 

Il decorso della malattia è sostanzialmente benigno. Le più frequenti sequele di una malattia non trattata sono rappresentate da: progressione della curva, dolore lombare, problematiche cardiopolmonari e disagio psico-sociale. Tuttavia, fatta eccezione per le forme idiopatiche a insorgenza precoce (età compresa tra 0 e 8 anni), nelle quali la perdita di capacità vitale respiratoria e di volume espiratorio forzato può causare ipertensione polmonare, cuore polmonare e la morte, queste complicanze raramente si presentano nella forma idiopatica adolescenziale. Il dolore lombare, possibile conseguenza in età adulta di una scoliosi non trattata, rappresenta tuttavia un'evenienza comune nella vita della maggioranza degli adulti: si stima infatti che circa il 50% della popolazione adulta lamenti almeno un episodio di lombalgia all'anno, mentre il 15% riporta la ricorrenza di episodi di dolore lombare o dolore persistente per più di 2 settimane all'anno. Ad ultimo, le conseguenze di tipo estetico e, di conseguenza, il disagio psico-sociale. A tal proposito la letteratura è molto varia e spesso discordante. Il dato che emerge nei pazienti affetti da scoliosi idiopatica dell'adolescenza non trattata è la scarsa soddisfazione dell'immagine del proprio corpo, nonché il disagio nell'utilizzo dell'abbigliamento, in particolare dei costumi da bagno.

Le raccomandazioni di trattamento dovrebbero essere adattate su base individuale, e il paziente e la famiglia dovrebbero essere informati sulla storia naturale della malattia, cioe' di come la scoliosi peggiora se non curata.

Le indicazioni generalmente accettate a livello internazionale per il trattamento con corsetto nella scoliosi idiopatica dell'adolescenza sono:

- Curve di entita' superiore ai 20° con dimostrazione di una progressione ≥5°nell'arco di sei mesi;

- Curve di 30°-40° alla prima osservazione;

- Immaturità scheletrica (almeno 2 anni di crescita rimanente);

- Segno di Risser < 3 (% di maturazione dell'osso del bacino);

- Paziente/genitori motivati.

Prerequisito fondamentale per il successo del trattamento è un rapporto di fiducia tra medico e paziente/genitori, basato sulla conoscenza della malattia, sulla descrizione dell'efficacia del corsetto e sulle reali aspettative di trattamento.

La maggior parte dei corsetti ortopedici presenti sul mercato sono in materiale plastico (generalmente polipropilene), realizzati su calco gessato, su moduli prefabbricati o mediante scansione computerizzata (sistema CAD-CAM). La finalità del corsetto è di correggere la curvatura laterale e la rotazione sostenendo la colonna durante il periodo di crescita nella posizione corretta. Una significativa correzione della curva in corsetto (idealmente il 50% o più) è necessaria per un effetto durevole. È stata dimostrata una correlazione fra correzione in corsetto e outcome favorevole. Il corsetto dovrebbe essere indossato per almeno 22 ore al giorno e il trattamento dovrebbe essere proseguito fino alla fine della crescita. La fine dell'accrescimento scheletrico, un segno di Risser 4 nelle femmine e 5 nei maschi e un intervallo di 18-24 mesi dal menarca sono considerati i criteri per la sospensione del trattamento o per il passaggio ad un periodo di indossamento del busto part-time ( 12- 18 ore ).

In linea generale lo scopo che si cerca di raggiungere con la prescrizione di un busto non è quello di far scomparire la scoliosi , bensi' quello di arrestare la sua tendenza a peggiorare : questo obbiettivo viene raggiunto in circa l'80% dei casi in cui viene applicato (dati validati da analisi statistiche internazionali condotte su migliaia di pazienti ), a patto che il busto venga indossato per le ore prescritte. Se il busto viene indossato poco, la scoliosi continua a peggiorare  e l'intervento chirurgico rimane l'unica scelta di cura.

I corsetti ortopedici possono essere distinti in due gruppi:

1. Corsetti toraco-lombari;

2. Corsetti corti o lombari.

CORSETTO MILWAUKEE

Ortesi toraco-lombare, molto utilizzata in passato e oggi di uso meno frequente

Poco costrittivo sulla gabbia toracica, minore influenza sulla naturale espansione del volume polmonare nei giovani in accrescimento, stimola la naturale elongazione del tronco aumentando gli effetti correttivi mediante spinte  laterali, permette di seguire l'aumento in altezza del paziente.

Tuttavia, se troppo alto e compressivo, produce disturbi mandibolari, può provocare un appiattimento della cifosi toracica (dorso piatto) ed è scarsamente tollerato e accettato dagli adolescenti.

CORSETTO BOSTON

Toracolombare o lombare. Generalmente meglio tollerato dai pazienti, ma a volte troppo corto (impossibilità a controllare le curve di compenso dorsali). Efficace sia nelle curve lombari che toracolombari.

CORSETTO LIONESE

Efficace su curve basse (deve essere preceduto da gessi correttivi), attivo con specifici esercizi, ben tollerato dai pazienti ma più costrittivo sulla gabbia toracica rispetto ad altri corsetti. Nella variante di ultima generazione, specifica per curve toraco-lombari e lombari, più attivo della forma classica, determina una reazione posturale auto-correttiva e lascia piu' spazio per la respirazione toracica.

CORSETTO CHENEAU

Allo stato attuale il corsetto più diffusamente utilizzato. Si basa su un principio di correzione asimmetrica con espansione controlaterale della gabbia costale. Indicato per le curve toraco-lombari, può essere realizzato su calco gessato o mediante scansione computerizzata (CAD-CAM). Generalmente ben tollerato.

Numerosi altri tipi di corsetto vengono utilizzati. Il fatto di essere denominati in maniera diversa da quelli sopra descritti non cambia i principi fondamentali di azione che sono gli stessi, e quindi non cambia i risultati ottenibili.


a cura di: Prof. Guido La Rosa
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute