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Post partum, dal baby blues alla depressione

Quando alla maternità si accompagnano i disturbi psico-fisici della neo-mamma. I sintomi, le cause, come intervenire. Risponde la psicologa Francesca Bevilacqua

La maternità, un evento molto particolare nella vita di una donna. Cosa può accadere subito dopo il parto?

La nascita di un bambino rappresenta un evento molto importante e delicato, soprattutto nella vita di una donna, e implica profonde trasformazioni da un punto di vista fisico, psicologico e relazionale. La madre, che nasce insieme al suo bambino, ha bisogno di costruirsi una nuova identità personale.
A questo cambiamento possono essere associati dei riadattamenti psicologici ed emotivi che potrebbero risolversi spontaneamente o che, invece, potrebbero richiedere un tempo più lungo e una maggiore attenzione. 


Nel caso in cui i malesseri psico-fisici dovessero risolversi spontaneamente, saremmo in presenza di quale tipo di disturbo? 

Quando il malessere di una mamma è passeggero si parla di Baby Blues. Il termine "Baby blues" è stato coniato dal pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott per definire i sintomi leggeri di depressione che spesso vive la donna nei primi giorni dopo il parto. Generalmente tende a risolversi spontaneamente entro circa due settimane. Questo stato di malessere passeggero è caratterizzato da umore instabile, crisi di pianto, stanchezza e tristezza, che tuttavia non alterano la capacità della donna di prendersi cura del proprio bambino. E' uno stato fisiologico che non deve spaventare e che è legato ai rapidi processi di adattamento ormonale e psichico che la donna sperimenta nelle prime settimane dopo il parto. Come descrive lo psichiatra e psicoanalista Daniel Stern, la nascita di un figlio è associata alla nascita psicologica della madre che deve trovare uno spazio mentale non solo per il bambino, ma anche per una nuova identità personale. Questo cambiamento identitario, così come i cambiamenti ormonali, confondono e spaventano la donna che spesso sperimenta sensazioni di perdita di sé e dei propri riferimenti. 


Quale atteggiamento deve assumere la neo-mamma e le persone che le sono accanto? Che tipo di aiuto possono prestarle? 

Nel caso del Baby Blues, trattandosi come detto di uno stato di malessere fisiologico e passeggero, non serve rivolgersi a uno specialista. Il sostegno e il supporto alla mamma da parte del partner e delle persone a lei vicine aiutano la donna, in questi giorni, a sentirsi meno sola e a ritrovare uno stato di benessere. Inoltre affrontare il parto in maniera serena e consapevole, scegliendo con attenzione il personale e la struttura in cui ci si sente più sereni, aiuta la coppia a provare meno ansia. L'allattamento e gli ormoni in esso coinvolti sono inoltre antidepressivi fisiologici e possono aiutare la donna in questo periodo di adattamento. 


Quando invece lo stato psico-fisico della mamma presenta una maggiore complessità, siamo in presenza di un disturbo più serio. Di cosa si tratta? 

A volte queste sensazioni diventano un vuoto (vuoto del figlio che si è partorito, vuoto di se stesse) che si riempie di solitudine e angoscia slatentizzando fragilità psichiche e strutturandosi in una depressione post-partum (Breen D 1992). La depressione post-partum è un disturbo più duraturo che si manifesta 4-6 settimane dopo il parto e che merita attenzione e aiuto da parte di specialisti. La donna sperimenta umore depresso, perdita di interesse e piacere, ridotte energie, perdita di fiducia e autostima, sensi di colpa eccessivi, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno e dell'appetito. Questo malessere profondo porta spesso a un distacco affettivo della mamma dal suo bambino e alla dolorosa incapacità di interpretare i suoi segnali e prendersi cura di lui. Le ricadute che questo ha sullo sviluppo della relazione madre-bambino e sullo stile di attaccamento influenza la crescita psico-affettiva del bambino.


Che cosa è importante fare in questo caso? Con che tempistiche?

E' fondamentale rivolgersi quanto prima a specialisti qualificati (psicoterapeuta e psichiatra) riconoscendone precocemente i segnali. Anche in questo caso il supporto del partner e la rete di supporto sociale sono elementi fondamentali per accompagnare la donna in questo percorso sostenendola e facilitandone la richiesta di aiuto. A questo proposito è importante sapere che fattori di rischio rispetto allo svilupparsi di una depressione post-partum sono una storia di depressione maggiore così come di disturbo bipolare, ma anche difficoltà relazionali con il partner, mancanza di supporto, condizioni socioeconomiche sfavorevoli, eventi stressanti o avversi durante la gravidanza o durante il parto. 

 



 
 

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